mercoledì 5 marzo 2014

Saving Mr. Banks


Devo fare una confessione: non ho mai amato particolarmente Mary Poppins.
Non è che non mi piacesse, ma l'ho visto un milione di volte per tre motivi: a mia sorella piaceva un sacco; mia sorella strillava più forte di me; i miei genitori l'adoravano. Ne segue che non ero io ad avere la meglio nell'eterna lotta "che film mettiamo" se Mary Poppins entrava nella faccenda. E ne segue che per associazione di idee non lo guardo mai volentieri. Giusto per restare in tema di traumi infantili.
Spoiler, per sicurezza.

Saving Mr. Banks mette in scena l'odissea che fu portare Mary Poppins sul grande schermo: Pamela L. Travers per vent'anni rifiutò a Disney i diritti finchè, dopo questo lungo corteggiamento e grossi problemi finanziari, decise di provarci. Dotata di un potere decisionale mai concesso prima, Pamela Travers irrompe negli studios come un'uragano decisa ad impedire che la sua Mary Poppins diventi uno dei personaggi tutti zuccherini e mossettine targati Disney.
Il trailer di questo film mi ha tratta in inganno: sembra presentare una commedia, ma in realtà più volte mi sono scoperta commossa durante la visione. Pamela Travers è una donna scontrosa, chiusa, poco socievole, francamente stronza, e che, ad un certo punto, ci gode tantissimo nel potere che ha su quest'uomo ricchissimo, potentissimo, a capo di un regno che, per lei, si limita a produrre sogni standardizzati.
Emma Thompson è perfetta nel ruolo, a far vedere che sotto la scorza della bastian contrario c'è qualcosa di più, qualcosa che va oltre l'amore di uno scrittore per la sua creatura. Non fraintendetemi: anche se fosse solo quello, sarebbe comprensibile l'ostilità della Travers: lei ha chiaro che il problema di fondo non è solo nell'aspetto dei luoghi, nella scelta degli attori. Il problema è che lei vede i messaggi di Disney opposti a quelli da lei voluti, e non vuole che si stravolga il significato della sua opera.
Ma il film riesce a darci di più, perchè grazie all'alternarsi tra il presente e il passato, noi spettatori iniziamo a vedere, a capire, perchè Mary Poppins è così importante. Perchè è così importante che, nell'essenza, non cambi.
Perchè Pamela Travers era pronta a condividere la storia col mondo, ma riluttante a farci giocare qualcun'altro, a permettere a qualcun'altro di dare la sua interpretazione.

Perchè quando dice che quei personaggi sono la sua famiglia, non è solo in senso figurato. I Banks sono la rappresentazione della sua famiglia, Mary Poppins è la zia Ellie arrivata dal nulla per toglierli dalla strada della distruzione: un padre amatissimo e capace di dare amore, ma alcolizzato, autodistruttivo, incapace di tenere un lavoro. Debole di fronte alla vita e che quindi cerca rifugio nell'immaginazione. Una madre depressa, sconfitta dai problemi e dallo stress.
E le bambine, che non capiscono ma intuiscono, destinate in futuro a conciliare i sentimenti infantili con la comprensione di un adulto.
Per Pamela Travers l'immaginazione è la fuga, il rifiuto di affrontare i problemi. È importante, ed è amata. Ma è l'arrivo di una persona pratica e coi piedi per terra a portare salvezza.
Ma non per tutti, e quindi cosa può fare un narratore se non aggiustare la realtà, facendo compiere a Mary Poppins quello che la vita ha impedito?
Mary Poppins non arriva a salvare i bambini. Lei è lì per salvare il padre. Un padre che non è un mostro, un padre che non straccerebbe mai la lettera dei figli, un padre che ha dei difetti ma è una brava persona. Un padre che merita di essere salvato.

Saving Mr Banks parla anche di questo: di persone adulte che sono ancora figli e figlie, le cui cicatrici dolgono ancora. Parla del valore delle storie, per chi le narra, per chi le ascolta, per chi le reinterpreta.
Walt Disney e Pamela Travers trovano un terreno comune nel monento in cui Walt le assicura che non importa con quali mezzi, con quali sequenze, con quali adattamenti, quello che rimarrà invariato, quello che ce la metterà tutta a trasmettere, è che il signor Banks sarà salvato. Agli occhi del mondo ci sarà quel riscatto che la vita ha negato e, forse, la possibilità di concedere quel perdono, che una bambina poteva solo negare, alla donna che non riuscì a mantenere la promessa di rimettere le cose a posto.

Walt Disney e Pamela Travers sono due persone molto simili eppure agli opposti: a prima vista pare che il loro solo punto di contatto sia l'essere narratori, ma per me va molto più in fondo.
Il film mette giù problemi legati alla figura paterna: per Disney il padre era una brava persona, ma ciò che l'ha segnato è quello che oggi sarebbe abuso nei confronti suoi e del fratello. Costringere due bambini a trascinarsi nella neve per consegnare giornali, pena la cintura, che va inquadrato in un'epoca dove ai figli si insegnava il mestiere punto. Un padre descritto da Disney come un brav'uomo in tutto, ma ricordato sotto una luce così negativa.
Per la Travers è il contrario: suo padre ha dato amore, ma solo quello. Tutte le sequenze del passato non sono obbiettive perchè è chiaro che sono filtrate attraverso gli occhi di una bambina che comincia a vedere il padre come essere umano. Pamela ricorda il padre come un buon padre, laddove il mondo ha visto solo una persona debole e una vita di promesse infrante.
E una cosa banale come i baffi diventano uno scontro importante perchè entrambi vogliono sullo schermo il loro signor Banks.
Poi c'è la fantasia: il bambino salvato da immaginazione e buoni sentimenti, e la bambina salvata da ordine e razionalità. Come puoi rappresentare Mary Poppins, se non puoi metterti d'accordo su questo? Come puoi trovare un compromesso su una cosa simile?

Insomma, lo scontro tra le due personalità è epico, perchè di entrambi vedi le sfumature sotterranee: così come della Travers intuisci le ferite, sotto l'aria piaciona e il fascino di Disney intuisci lo squalo, l'uomo incapace di sentirsi dire no.
L'uomo che diede alla Travers diritto di modifica sul copione ma non sul montaggio del film, che spiega perchè fosse così importante non farle sapere della sequenza animata: una volta messo tutto su pellicola non avrebbe potuto fare niente per toglierla. E infatti i pinguini danzerini sono ancora lì.
In effetti Saving Mr. Banks ti lascia con l'impressione che alla fine all'autrice l'adattamento sia piaciuto, quando nella realtà lo detestò al punto da non cedere mai i diritti dei libri successivi, e da mettere come condizione per l'adattamento a musical che ci lavorassero solo persone inglesi, tagliando di fatto fuori tutti quelli che avevano creato il film.
Una bella gara di sgambetti, oserei dire.

Del film ho adorato che mostrasse la fase di sviluppo: non ci sono set, non ci sono provini. Ci sono persone sedute intorno ad un tavolo che discutono, fanno bozzetti, improvvisano canzoni: il processo produttivo in fase embrionale, che ho trovato molto affasciante perchè non si vede spesso.
Ho anche trovato interessante che fosse così... poco mirato ai bambini. Questa è una storia per adulti e raccontata come tale: secondo me un ragazzino ci si annoia.

Questo è il film che mi ha fatto fare pace con Mary Poppins: dopo anni mi ha fatto venire voglia di vederlo spontaneamente. E credo che cambi il modo in cui lo guardi, per sempre.

Un dubbio, tuttavia, permane: all'inizio ho messo la locandina americana. Quella italiana è questa.
La domanda sorge spontanea: perchè?


15 commenti:

  1. Mmm.. L'ho bollato come "Non lo vedo nemmeno morta" perché pure a me Mary Poppins sta sufficientemente antipatica.. Ma la tua recensione mi fa vacillare.. Mmm..

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Guarda, merita a prescinere da Mary Poppins *-*

      Elimina
  2. In effetti quando ho visto il trailer al cinema ho subito pensato che i registi di questo tempo non sanno più che inventarsi... Però adesso sono curiosa, credo proprio che lo vedrò! ;)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. A me piacciono i film che parlano di storie vere :)

      Elimina
  3. Io lo vado a vedere il prossimo sabato... ^^

    RispondiElimina
  4. L'ho trovato meraviglioso. E io Mary Poppins non ho nemmeno mai trovato di vederlo fino alla fine. Un ottimo film per famiglie, con una Emma Thompson strepitosa. :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sì, è stata veramente bravissima. E credo che il film in generale si sarebbe meritato un po' più di considerazione agli oscar :(

      Elimina
  5. Questo film me l'ero completamente perso... però la tua recensione mi è piaciuta molto (come al solito) :) Magari gli darò una possibilità... :)

    RispondiElimina
  6. La locandina americana è meravigliosa e la tua recensione impeccabile, come al solito.
    Avevo già intenzione di vederlo (perché a me Mary Poppins è piaciuto :P), ma non sapevo esattamente cosa aspettarmi. Ora vado più tranquilla :P

    RispondiElimina
    Risposte
    1. L'importante è non aspettarsi una commedia: mia sorella c'è rimasta malissmo, perchè pensava facesse ridere e invece si è ritrovata a piangerci XD

      Elimina
  7. Io sono andata a vederlo perché il cinema dovevo volevo andare a vedere The Lego Movie era chiuso, e questa era l'unica alternativa che mi interessava almeno un poco. Devo dire che mi è piaciuto più di quanto mi aspettassi! Io però comunque sono di parte, perché Mary Poppins la adoro!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Considerando che questo film piace anche a chi non ama Mary Poppins, direi che hanno fatto un buon lavoro :D
      Ho sentito che The Lego Movie è adorabile... onestamente non gli avrei dato due lire XD

      Elimina
  8. La locandina americana è bellissima, anche a me questo film ha commosso. E decisamente non è per bambini, si annoierebbero. Loro vogliono vedere il lavoro finito, il film pronto, non il dietro le quinte.
    Ottima recensione!

    RispondiElimina