martedì 17 ottobre 2017

Zanna Bianca

Zanna Bianca, di Jack London.

Jack London è uno degli autori che mi hanno fatto amare la lettura: Il richiamo della foresta letto la sera è stato, per me, la conferma che con i libri avrei avuto una lunga relazione. Anni dopo lessi pure Zanna Bianca, che tutti mi dicevano essere migliore, e oggettivamente forse lo è ma non si può mettere in discussione l'imprinting, e ora mi è venuta voglia di rileggerlo.
Spoiler? (<- punto di domanda perchè sì, ci sono spoiler ma non riesco a concepire che non si sappia come vanno a finire queste due storie)

venerdì 13 ottobre 2017

In my mailbox #24

Il mio proposito di non comprare cartacei è durato pochissimo, e in più mi sono data alla pazza gioia con gli e-books.
Risultato: prima di entrare su amazon o ibs o libraccio devo aprire la mia TBR e caricarmi di senso di colpa per non eccedere.
Disclaimer: rubrica creata da Kristi di The Story Siren.
Sì, ho una coperta dello stesso colore dei miei gatti

giovedì 5 ottobre 2017

Generazione Perduta

Generazione Perduta - Testament of Youth, di Vera Brittain.

Questo libro appartiene ad un genere per me nuovo: le memorie. Non è un'autobiografia, né un romanzo storico vero e proprio: è una donna che analizza un determinato periodo della sua vita, usando come base i suoi diari e le sue lettere.

martedì 3 ottobre 2017

Teaser Tuesday #170

Ed ecco di nuovo la rubrica settimanale Teaser Tuesday, creata dal blog Should Be Reading, che si divide in poche, semplici fasi:
1_ prendi il libro che stai leggendo
2_ apri una pagina a caso
3_ scrivi un breve brano (stando attenti a non spoilerare)
4_ scrivi titolo e autore

Se mai vi fu un nemico della propria razza, questo fu Zanna bianca. Non chiedeva e non concedeva tregua o pietà; era di continuo sfregiato e sfigurato dai denti del branco, e altrettanto continuamente lasciava sul branco il proprio segno. A differenza di molti cani da testa che, piantato il campo e staccato il tiro, si accoccolavano accanto ai padroni per farsi proteggere, Zanna bianca sdegnava tale protezione. Andava arditamente in giro per il campo, infliggendo di notte la punizione per quello che aveva sofferto durante il giorno. In altri tempi, prima che fosse stato fatto capo del tiro, il branco aveva imparato a fargli largo; ma adesso era un'altra cosa. Eccitati dall'interminabile inseguimento, involontariamente aizzati dal persistere nel cervello della visione di lui che fuggiva, pieni del senso di superiorità goduta tutto il giorno, i cani non potevano capacitarsi di dovergli cedere il passo. Quando appariva tra loro, c'era sempre una zuffa; ogni sua mossa era accompagnata da brontolii, ringhi e morsi. L'aria stessa che respirava era sovraccarica d'odio e di malvagità, e questo non serviva che ad accrescere l'odio e la malvagità dentro di lui.
 - Zanna bianca, Jack London

giovedì 28 settembre 2017

Niente


Niente, di Janne Teller.

Non conoscevo questo libro, e neanche la sua autrice. Non credo che lo avrei mai letto senza la recensione di Denise, che mi ha incuriosita a tal punto da farmelo prendere su IBS appena possibile.
Il libro mi avrà soddisfatta? Scopritelo sotto il cut.

martedì 26 settembre 2017

Teaser Tuesday #169

Ed ecco di nuovo la rubrica settimanale Teaser Tuesday, creata dal blog Should Be Reading, che si divide in poche, semplici fasi:
1_ prendi il libro che stai leggendo
2_ apri una pagina a caso
3_ scrivi un breve brano (stando attenti a non spoilerare)
4_ scrivi titolo e autore

La prezzatrice saltellava con un clac da un barattolo all'altro. Terza fila, quarta fila, ancora una scatola. Mia madre, inginocchiata sul pavimento, stava prezzando delle conserve.
"Ah, sei già tornato?"
"Sono già stato a scuola."
Si tirò su aggrappandosi al montante dello scaffale.
Mi domandò: "E allora?"
"Che ne so? Fra poco vado in ospedale."
Si spostò tra gli scaffali, tirò fuori gli scatoloni e li piegò strada facendo. Io la seguivo con passo lento.
Mia madre disse: "La signora Wittlinger dice che non è più in ospedale."
Era la madre di Frieder.
Commentai: "Dove vuoi che sia? Non lo possono mica mandare a casa!"
Di colpo intuii che Frieder era probabilmente al manicomio, allo Schwarzer Holz. Mi venne da pensare: "Se vai avanti così finisci allo Schwarzer Holz!" Ttutti conscevamo quella minaccia. Mia madre prese una confezione di biscotti al burro, una rete di mandarini, andò alla cassa e pagò.
"Così gli puoi portare qualcosa."
 - La nostra casa, Bov Bjerg

sabato 23 settembre 2017

Ducktales

Non ho ricordi precisi della storica serie Ducktales, più che la trama ricordo gli adesivi che io e mia sorella attaccammo ad un vecchio armadio. Ne segue che il reboot mi interessava il giusto e l'onesto (ossia niente o quasi), tant'è che l'episodio pilota non l'ho guardato ad agosto ma lunedì, quando volevo vedere qualcosa di leggero senza impegno e tutti ne avevano parlato bene.
Sono stata molto, molto ingenua: come hanno fatto a sopravvivere quelli che l'hanno visto ad agosto?
Io devo aspettare un paio di giorni prima che esca la prossima puntata, e non sto nella pelle!

La trama di questo primo doppio episodio è puramente introduttiva: Paperino è il solito disoccupato cronico, ma più che in altre versioni sembra disposto ad accettare un lavoro - uno qualunque - per potersi occupare dei nipotini Qui, Quo e Qua. È anche incredibilmente apprensivo, con somma disperazione dei ragazzini che sono invece curiosi ed avventurosi.
Paperone è il solito scorbutico, ricchissimo e - soprattutto - annoiato: si è lasciato avventure ed esplorazioni alle spalle, isolandosi dal mondo. In pratica interagisce solo con la governante Beakley, e forse con la di lei nipotina Gaia.
Le cose cambiano quando Paperino si trova senza babysitter proprio il giorno di un colloquio, e in mancanza di alternative affida i nipoti a Paperone: i tre iperattivi bambini - assieme all'altrettanto vivace Gaia - non solo combinano un sacco di guai, ma ricordano al vecchio zio quanto gli piacessero le avventure, col risultato che (con la scusa di insegnargli a sopravvivere) Paperone decide di rimettersi in gioco portandoseli dietro.
Possibilmente senza dire niente all'iperprotettivo zio.
I punti di forza di questi due episodi sono molteplici: a livello tecnico ho amato che fosse in 2D e non una mostruosità in 3D, ci sono moltissime citazioni e la sceneggiatura è buona. La rielaborazione dei personaggi, poi, è davvero azzeccata: Qui, Quo e Qua hanno una caratterizzazione distinta; non solo sembra che gli stiano dando delle personalità diverse tra loro, ma hanno addirittura storyline separate e interagiscono con gli altri personaggi singolarmente. Considerando che in genere si completano le frasi e hanno la stessa espressione è un bel passo avanti.
Anche Gaia è migliorata: di lei ricordo solo che era noiosissima (più che un personaggio in cui potevano identificarsi le bambine sembrava fatta per permettere ai bambini costretti a portarsi appresso le sorelline di immedesimarsi), e mi sa che non sono tanto lontata dalla verità dato che ad un certo punto si vede la bambola del suo vecchio design trafitta da una freccia. In questa versione è più alla pari coi nipotini, e ho amato che nessuno abbia detto che è un maschiaggio: che sia una bambina a cui piacciono le avventure e su certe cose più competente degli amichetti maschi è considerato così normale da non dover essere neanche commentato.
Ma le cose che più ho apprezzato sono due, e strettamente collegate: tanto per cominciare pare proprio che Paperino sarà uno dei personaggi principali, che sembra scontato ma nella vecchia serie lui non c'era se non in una manciata di episodi. E per finire... questo reboot avrà sì l'avventura, ma la tematica principale sarà la famiglia e già dal primo episodio si capisce che gli autori erano seri quando l'hanno detto: Paperino e Paperone non si parlano da dieci anni ed è chiaro che è stato qualcosa di gravissimo a portare alla rottura, al punto che Paperino non solo non vuole nemmeno vedere lo zio, ma non ha neanche mai detto ai nipoti che Paperone è loro parente.
È evidente ogni volta che si incontrano che c'è un vissuto tra i due, e il fatto che ci sia una trama orizzontale mi piace, così come il fatto che sembri essere qualcosa di drammatico (non posso farci niente, ho un debole per le trame orizzontali drammatiche), e la scena finale... come si fa a non vedersi tutta la serie dopo aver visto quella?

In definitiva questo primo episodio si presenta come l'argomento a favore dei reboot: è così che dovrebbero essere fatti, sempre.
Nota: per adesso l'unico lato negativo che ho trovato sono i doppiatori dei bambini: è troppo evidente che sono tutti adulti. Però c'è David Tennant che doppia Paperone ed è una cosa meravigliosa come Luke Evans che interpreta Gaston.