mercoledì 1 luglio 2015

A Storm of Swords

Mi dispiace. È da un secolo che non posto regolarmente sul blog, e ancora di più che non posto una recensione.
Non mi sono stancata di farlo: è solo stato un brutto periodo, e quando avevo un momento libero ero così esaurita che non avevo l'energia mentale di mettermi a scrivere. In più mi sono intestardita su questa recensione, che proprio non ne ha voluto sapere di essere scritta, e che alla fine è qui perchè ormai ci ho perso troppo tempo per non postarla anche se non mi piace.

Of the five contenders for power, one is dead, another in disfavor, and still the wars rage as violently as ever, as alliances are made and broken. Joffrey, of House Lannister, sits on the Iron Throne, the uneasy ruler of the land of the Seven Kingdoms. His most bitter rival, Lord Stannis, stands defeated and disgraced, the victim of the jealous sorceress who holds him in her evil thrall. But young Robb, of House Stark, still rules the North from the fortress of Riverrun. Robb plots against his despised Lannister enemies, even as they hold his sister hostage at King’s Landing, the seat of the Iron Throne. Meanwhile, making her way across a blood-drenched continent is the exiled queen, Daenerys, mistress of the only three dragons still left in the world...
But as opposing forces maneuver for the final titanic showdown, an army of barbaric wildlings arrives from the outermost line of civilization. In their vanguard is a horde of mythical Others—a supernatural army of the living dead whose animated corpses are unstoppable. As the future of the land hangs in the balance, no one will rest until the Seven Kingdoms have exploded in a veritable storm of swords...

Ho messo la trama in inglese per un motivo semplice: quella italiana del volume unico spoilera sia un colpo di scena di A Clash of Kings, sia una svolta narrativa di questo. Mi spiace, ma se spoiler deve essere, voglio essere io a decidere come e quando.

Guardando A Storm of Swords con lo sguardo vissuto di chi si è letto anche i due successivi una cosa sembra ovvia: questo libro è la fine di una fase. Abbiamo visto come è iniziata la Guerra dei Cinque Re, abbiamo visto la minaccia del Nord (quello vero, quello Oltre la Barriera) farsi sempre più reale. Abbiamo visto Daenerys crescere in forza e consapevolezza.
Adesso è il momento di raccogliere i frutti, e se A Game of Thrones e A Clash of Kings ti lasciavano con l'idea che si stava preparando Il Mondo, questo ti lascia la consapevolezza che qualcosa è finito, che le regole del gioco, i giocatori, forse anche la scacchiera, sono irrimediabilmente cambianti.
Ma sto mettendo i buoi davanti al carro, come dice Ser Davos in una delle scene che hanno un posto speciale nel mio cuore.

In realtà è molto difficile scrivere di questo libro: succedono troppe cose, a troppi personaggi, in troppi luoghi. Ha così tanti plot twist che sembra impossibile possano essere tutti nello stesso volume... e diciamo che la struttura a punti di vista è tanto interessante da leggere quanto difficile da rencensire.
La novità più interessante, per me, è stato il pov di Jaime Lannister. Lo Sterminatore di Re. Lo spergiuro. L'uomo senza onore.
È difficile provare simpatia per Jaime: tutti lo disprezzano, e a tutti i motivi c'è da aggiungere il suo carattere: arrogante, insopportabile, inutilmente crudele.
Il suo primo capitolo non fa nulla per cambiare la nostra opinione.
Tesoro mio, è addirittura meno sano di quello che sembrava
Chi avrebbe detto in un solo volume sarebbe passato da personaggio detestabile a personaggio preferito? Jaime Lannister ha uno dei migliori archi narrativi della saga, in cui vediamo come ha fatto a diventare quello che è, e in cui lo vediamo muovere i primi passi verso la redenzione. Vediamo come questo mondo crudele abbia trasformato un ragazzo pieno di sogni e promesse nel manifesto di ciò che le brave persone disprezzano.
Catalizzatore di questa evoluzione è che Brienne di Tarth, la gigantesca fanciulla guerriero a cui è affidato il compito di portarlo a King's Landing. Tra i due si viene a creare un rapporto che è una gioia da leggere, soprattutto quando tu, lettore, ti accorgi che sono amici anche se non vogliono ammetterlo.
Ed è a Brienne che Jaime confiderà il proprio segreto, il motivo che l'ha spinto a diventare il disprezzato Kingslayer.
Poi oh, a me piace che Jaime distruggerebbe il mondo per Cersei, ma proverebbe a salvarlo per Brienne. E su una nota più generale, Jaime mostra quanto sia maledettamente bravo Martin a gestire i suoi personaggi, e come vederli attraverso gli occhi altrui possa ingannare.

Anche mettendo da parte i deliri da fangirl impenitente questo libro si distingue: la situazione di Westeros è drammatica in tutti i sensi, la guerra imperversa ed è chiaro che il regno è sull'orlo dell'abisso. Così come è chiaro che gli eserciti sono composti da singoli individui che possono essere terribili a prescindere dal loro schieramento, e che sono le persone comuni a pagare il prezzo della lotta tra i grandi Lord.
Anche se noi lettori di Martin sappiamo che, oltre alla povera gente, pagano anche tutti i personaggi con un qualche codice morale: di base in questa serie se non sei incredibilmente problematico alla Jaime, Theon, Cersei o Melisandre, hai tre possibilità. Muori, subisci traumi infiniti, subisci traumi così infiniti che - a una certa - sarebbe meglio morire.
È dura vedere errori umani avere conseguenze così... ingiuste.
In quest'ottica è ovvio che la banda di fuorilegge guidata da Beric Dondarrion abbia tanta presa sul popolo: in nome di Robert Baratheon l'uomo cerca di proteggere gli oppressi e di uccidere gli oppressori, ma il prezzo è un nuovo elemento sulla scacchiera. R'hllor, il Dio Rosso, il Dio del Fuoco, il Dio di Melisandre.
Il Dio che sembrerebbe fare qualcosa di concreto, e quindi attira adepti. Soprattutto se a presentarlo non è una pazza fanatica ma un simpatico buontempone come Thoros.

Ma questo è il libro dove arrivano altri giocatori: è qui che la tanto nominata Dorne entra in scena, con l'arrivo del principe Oberyn Martell, fratello di Elia, sposa di Rhaegar e uccisa assieme ai figli dietro ordine dei Lannister.
Se l'è un po' legata al dito
È qui che vediamo come le macchinazioni politiche e la lotta per il Trono di Spade sia inutile, se a nessuno importa di proteggere il regno dall'invasione dei Bruti: perchè in tutto questo c'è anche Mance Ryder che, per salvare il suo popolo dagli Estranei, attacca la Barriera, e i Guardiani da soli non possono tenerla.
E Jon, che scopre il prezzo della lealtà e deve decidere se pagarlo o meno.

È un libro complicato, questo, con troppi personaggi per fare giustizia a tutti, troppi plot twist per parlarne senza rovinare la sorpresa Archi narrativi giungono alla fine, misteri vengono svelati, altri vengono alla luce.
Ci domandiamo chi alla fine uscirà vincitore nel gioco del trono, ma anche chi è destinato a fare la differenza contro gli Estranei: Daenerys, che più di ogni altro sembra avere i requisiti necessari per essere Azor Ahai rinato? Bran, in viaggio verso il cuore del Nord, di cui il Corvo con Tre Occhi e Jojen continuano a sottolineare l'importanza? O Jon, che se fosse vera la R+L=J rappresenterebbe il ghiaccio e il fuoco del titolo?
Nella speranza, ovviamente, che ci sia ancora un mondo da salvare: tra Cersei e Ditocorto non so quanto possa restare di Westeros di qui al settimo libro.

11 commenti:

  1. Serie bellissima... questo volume secondo me è il migliore, lo leggerei all'infinito!

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    1. Ti dirò, con la rilettura sto rivalutando molto anche A Feast for Crows e A Dance with Dragons *^*

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  2. Anche a me il pov di Jamie è piaciuto, mi ha fatto rivalutare tutto il personaggio! E poi vabbè, la coppia con Brienne è fantastica.
    Le riflessioni finali sono più che giuste, per adesso io punto su Daenerys e Giosnò! :D

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    1. Per non parlare delle tre teste del drago XD
      Ma prima o poi Martin dovrà darci le risposte ù_ù

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  3. Ciao :)
    Ancora non sono riuscita a finire il primo libro, per vari motitivi come ad esempio la mia mania a leggerne più insieme ( È più forte di me, non riesco a impedirlo), e già mi fai venire voglia di leggere gli altri, non è giustoo... Dovrebbero inventare un modo per fermare il tempo e non farlo scorrere così velocemente!!! Tutta la vicenda di Jamie e Brienne mi è piaciuta parecchio, vedendo la serie tv :)

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    1. Ti capisco, anche io non riesco a leggere un solo libro alla volta :P
      Jaime e Brienne hanno una dinamica interessantissima, e molto divertente sia da leggere che da vedere... era una delle cose che più aspettavo di vedere nel telefilm :3

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  4. Sappi che sono arrabbiatissima con te! Io e Martin proprio non ci sopportiamo, ma tu sei riuscita a farmi venire voglia di riprenderlo in mano! :(

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    1. Nel prossimo 'In my mailbox' ci dovrò mettere Paladin a causa tua.
      Non mi sento minimamente in colpa XD

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  5. Ciao :) sono una nuova follower... molto bella questa recensione. Io adoro Cronache del ghiaccio e del fuoco, e il mese scorso sono arrivata finalmente alla fine del quinto... ;) una meraviglia... sono anche riuscita a fare una recensione decente.
    se vuoi passa nel mio blog... mi farà piacere.
    Un saluto

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    1. Ciao :D
      anche io adoro questa serie... se solo Martin fosse più veloce a scrivere!
      Passerò più che volentieri nel tuo blog :)

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  6. Ho appena notato che ho avuto qualche problema ad aggiungermi ai lettori fissi... ma ci riuscirò domani ;)

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