giovedì 13 febbraio 2014

Raven Boys


Raven Boys, di Maggie Stiefvater.

Ho visto questo libro recensito più o meno ovunque, così tanto che alla fine mi è venuta voglia di leggerlo per capire cos'era tutto il rumore. Semplice potere del passaparola, visto che altrimenti l'avrei completamente ignorato.
E vediamo un po' com'è andata.
Tecnicamente spoiler, ma ho dubbi sul fatto che qualcuno che non ha letto il libro riesca a trovarci un capo e una coda, in questa recensione.

Nata in una famiglia di chiaroveggenti, Blue Sargent, sedici anni, fin da piccola sa che con un bacio ucciderà il suo vero amore. Ora però a quanto pare il momento è prossimo: prova ne è la visione che Blue ha nella notte della vigilia di San Marco, quando gli spiriti dei futuri morti di Henrietta, una cittadina della Virginia, si mostrano alle veggenti Sargent: Blue vede lo spettro di Gansey e apprende che è proprio lui il suo vero amore, e quindi la persona che ucciderà.
Fatalità vuole che Gansey di lì a poco si presenti alla porta delle Sargent per un consulto magico: da anni è sulle tracce di Glendower, mitico re gallese la cui salma è stata trafugata oltreoceano secoli prima e sepolta lungo la linea temporale che attraversa Henrietta.
Blue decide di aiutare Gansey, e si ritrova coinvolta nella ricerca di questa sorta di Graal insieme agli altri Raven Boys, i problematici studenti della scuola che Gansey frequenta. Ma questo è solo l’inizio dell’avventura.


Beh, non mi è dispiaciuto. Non me ne sono innamorata come è successo a tanti, e di certo la Stiefvater non è la mia scrittrice preferita (nè credo lo sarà mai), ma mi sono divertita e ho una discreta voglia di leggere il seguito.

Nel suo mondo, Blue è un'eccezione. Avrà mirabolanti poteri? In realtà proprio il contrario: in una famiglia di veggenti è l'unica persona normale. Circa: per aggiungere il danno alla beffa ha la capacità di amplificare i poteri altrui.
Girerebbero anche a voi
Batteria vivente per un mondo che non è in grado di vedere, Blue cammina sul confine di due realtà, senza fare davvero parte di nessuna delle due. In più, tanto per farla sentire ancora più strana, da quando può ricordare la madre e tutte le sue zie-cugine-vicine di casa le hanno fatto la stessa previsione: se bacerà il suo il suo vero amore, lui morirà. Una profezia del cavolo e non molto chiara: non è il primo bacio di Blue che morirà, e lei come fa a sapere se quel ragazzo tanto carino al tavolo della pizzeria è il suo vero amore o una cotta estiva che può baciare senza problemi?
Non è il massimo e per essere certa di non ammazzare nessuno Blue limita al minimo i contatti con l'altro sesso. Un ottimo proposito che sta per essere messo duramente alla prova: la vigilia di San Marco accompagna la zia sulla via dei morti, in modo che possa vedere gli spiriti di coloro che lasceranno questa valle di lacrime nei successivi 12 mesi. E succede qualcosa di insolito: Blue vede uno spirito. Un ragazzo di nome Gansey, studente della prestigiosa scuola maschile Aglionby. Molto triste, non fosse che ci sono solo due possibili spiegazioni sul perchè l'abbia visto: lo ucciderà, o si innamorerà di lui. O forse tutte e due le cose.

A questo punto il mio timore maggiore era che il libro fosse una lunga sequenza di ti-amo-ma-non-posso in cui si scartabellavano volumi magici per cercare di trovare una soluzione al problema bacio, ma qui sono stata sorpresa perchè subito dopo la visione ad entrare in scena è il punto di vista degli altri personaggi e una trama che, a occhio, sarà da cornice alla predizione e non il contrario: il fulcro di tutto è la ricerca da parte di Gansey (e dei suoi amici) di Glendower, leggendario re gallese, che si dice esaudirà il desiderio di colui che lo risveglierà. Se devo essere sincera sono rimasta perplessa: l'autrice non ci presenta la ricerca dall'inizio ma dalla sua metà. Gansey ha già prove, controprove, aiutanti. In sostanza non solo non hai la più pallida idea di che cosa stia succedendo, ma nemmeno del perchè i personaggi ci tengano così tanto... motivo per cui non sono proprio riuscita ad immedesimarmi: non mi basta un "C'ho le prove nel mio fantastico diario" e qualche "Nel diario c'erano appunti e articoli" per capire come mai, nel 2013, un gruppo di adolescenti dovrebbe ritenere una buona idea rischiare l'espulsione per cercare un re morto qualche secolo prima perchè si dice che tornerà nel momento del bisogno.
Head-canon
Nota: visto che parlano anche di re Artù, adesso è mio head-canon che Avalon è su una via della prateria, e se svegli tutti i sovrani sepolti in posti simili crei qualcosa di simile alla Justice League. E tra i prescelti c'è anche Gilgamesh because I say so.
(sul serio, dove sono i retelling di Gilgamesh?!)
Non credo avrò pace finchè non troverò una fanfiction simile.

Da un lato apprezzo la scelta, perchè è chiaro che l'autrice vuole mostrare la storia e non raccontarla in pagine e pagine di spiegoni. Dall'altra non mi pare che ci riesca proprio benissimo: le motivazioni di Gansey sono date molto in avanti nella lettura, mentre quelle di Adam e Ronan non sono attualmente pervenute (oppure si limitano all'amicizia). C'è una gran sensazione di destino, però, come se tutti fossero consapevoli di essere pedine che si stanno disponendo su una scacchiera per dare il via a qualcosa che è già stato deciso.
Sensazione acuita dal fatto che quando Blue si è unita al gruppo non c'è stato uno stravolgimento degli equilibri, ma l'idea che finalmente l'ultimo pezzo fosse andato a posto e adesso si può iniziare a fare sul serio.

I personaggi sono carini, ma a parte Blue e Gansey li ho trovati poco definiti: è come se venissero messi a fuoco a tratti, così che di Ronan, di Adam, di Noah, non si riesce ad avere un'idea precisa... a fine libro ho le idee chiare di cosa gli sia successo, ma non ho idea di chi siano. E a parte Noah (che è un pucciolino che risveglia il mio istinto di sorella maggiore), mi importa anche relativamente poco della loro sorte: mi interessa per curiosità, non perchè ci tengo.
Di Blue ho trovato fastidiosissima una cosa: la sua famiglia. Non che le signore siano antipatiche, anzi, ma non ti dicono neanche quante sono: c'è la madre, poi ci sono Neeve, Calla e Persephone (mi pare) ma Blue parla come se la casa fosse invasa da decine di persone, e l'ho trovato frustrante da morire.
Buoni vs. Cattivo
Più il cattivo: questo è uno dei rarissimi libri dove un cattivo non è strettamente necessario. La ricerca della linea, il tentativo di svegliarla, il diverso scorrere del tempo... erano così interessanti che quando c'era da fare sul serio con la persona che si mette oggettivamente tra gli eroi e il loro obbiettivo, lo trovavo fastidioso e con un senso di esistere solo relativamente a Noah. L'ho percepito quasi un filler, se si può applicare un concetto televisivo alla letteratura.
Un'altra cosa che non ho apprezzato è che il libro è afflitto dalla malattia dell'adolescente protagonista: una delle cose che ha messo più alla prova la mia sospensione dell'incredulità è l'eta dei protagonisti. Sedici, diciassette anni. È molto improbabile che abbiano potuto fare ricerche a quei livelli a quell'età, soprattutto Gansey che sono anni che lavora per trovare il suo re. Non è una questione di mezzi (risolta con la ricchezza) ma col fatto che a un ragazzino una roba del genere non gliela fai fare. Neanche Bruce Wayne l'hanno fatto partire per l'addestramento ninja due mesi dopo la morte dei suoi perchè sarebbe stato ridicolo e parliamo di Batman, che nella nuova linea temporale della DC è stato Batman per sei anni, ha avuto quattro Robin e ha un figlio di dieci anni nato quando già era Batman (?!).
Insomma, per me sarebbe stato molto meglio se fossero stati sui vent'anni.

Mi è piaciuta la love story perchè in pratica non c'è: a Blue piace Adam, e ad Adam piace Blue, e la cosa adorabile è che questo non risolve nulla. Sono impacciati, imbarazzati, presi da tutti gli altri problemi che hanno... e mi piace che per adesso la fanciulla non si stia facendo troppi problemi sul fatto che tecnicamente il suo grande amore dovrebbe essere Gansey. C'è un specie di triangolo non realizzato, con della gelosia sotterranea e ammetto che sono intrigata e voglio vedere come andrà a finire.
Detto questo la battuta finale è geniale, fatta apposta per desiderare il seguito al massimo ieri.

Note: sono curiosa di sapere quali saranno le conseguenze del gesto di Adam (di cui onestamente mi è sfuggito il senso), ma mi ha ricordato un casino Berserk. In effetti tutto sarebbe stato molto più semplice con un bejelit. Also, la storia degli specchi mi ha fatto venire in mente Streghe all'Estero, il libro che mi ha insegnato che non si sta tra due specchi, e che quattro sono una follia. Come la insegnano la magia alle streghe di oggi?

L'angolo della teoria: secondo me Blue è figlia di Glendower, o comunque qualcuno che viene Dal Passato.

14 commenti:

  1. Lo voglio leggere, e lo leggerò sicuramente! ^^ A priori, ti dico che anch'io avrei preferito sicuramente che l'età dei protagonisti si aggirasse su delle cifre un filino più alte XD; probabilmente è solo perché ho letto troppi YA nell'ultimo periodo, ma ultimamente tendo a guardare con gli occhi sbrilluccicosi e scintillanti :P sopratutto quei romanzi che parlano di personaggi un po' più adulti...

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    1. Pure io inizio a provare simpatia istintiva per quei protagonisti che possono ordinare alcolici da soli XD

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  2. Splendida recensione (come sempre! *_*). Sull'età dei protagonisti ti do pienamente ragione e anche sul cattivo-inutile (quando compariva lui io iniziavo a sbadigliare in automatico... era incredibile!) e sulla casa piena di donne (anche se poi tutte 'ste donne dove sono?) però in realtà il seguito per me può aspettare ancora un po'... lo leggerò, prima o poi,ma senza fretta :)

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    1. La frase finale è messa lì apposta per risvegliare nel lettore la voglia di leggere il numero 2, e personalmente trovo che abbia funzionato... ma anche io posso sopravvivere aspettando quantomeno che lo traducano in italiano XD

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  3. Completamente d'accordo con la recensione :)

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  4. Ciao Katerina! Ti scrivo qui per informarti che c'è un premio per te sul mio blog!
    Sei stata nominata nei Liebster Award, passa a dare un occhiata! :D

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    1. Grazie di aver pensato a questo angolino *_*

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  5. Aw, aspettavo la tua recensione di Raven Boys!
    Che dire? Concordo su tutto: non è stato quel libro che ti cambia la vita e in alcuni punti mi è sembrato un po' annacquato, ma è una lettura piacevole.
    Sono tentata di procurarmi il seguito in lingua.

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    1. Alla fine i libri piacevoli ma che non cambiano al vita sono rilassanti *-* il seguito lo aspetto in italiano... per la bieca curiosità mi bastano gli spoiler su tumblr XD

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  6. Ammetto che ho sentito parlare talmente tanto di questo libro che non lo posso vedere al momento :D va beh...forse c'entra anche il fatto che quando lessi Shiver della Stiefvater tutti i personaggi mi innervosirono a tal punto da volerli uccidere :P però l'idea di fondo della storia mi intriga parecchio e anche tutto il fatto della ricerca del re morto...insomma, mi sembra abbastanza interessante e diverso dai soliti YA, ma resta sempre il fatto che è scritto da un'autrice che ha uno stile con cui non vado molto d'accordo!

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    1. Della Shiver non ho letto altro, quindi non so se nel frattempo è migliorata :/ non so, per me un'occhiata la vale: non è un capolavoro ma per passare qualche ora tranquilla con una trama mediamente interessante imho va benone :D

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  7. Ciao!
    Scusa se ti scrivo qui, ma ho deciso di premiare il tuo blog!
    Il premio puoi venire a ritirarlo qui: http://stelle-di-carta.blogspot.it/2014/02/il-nostro-primo-premio-liebster-award.html

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