giovedì 9 gennaio 2014

The Goddess Test


The Goddess Test, di Aimee Carter.

Salotto, sera. Due persone nella stanza: Katerina, seduta in poltrona col kindle, e Sister, al tavolo col portatile.
Katerina: Non ci credo.
Sister [tono scocciato di chi è stato interrotto giocando a The Sims]: Cosa?
Katerina: Credo di aver trovato un libro più brutto di Twilight.
Sister [alza la testa, lo sguardo perplesso]: Ma perchè lo fai? A questo punto è quasi masochismo.
Katerina tace, e sorvola sull'aver trovato un libro dove Romeo e Giulietta sono nemici mortali.

Spoiler. Spoiler ovunque.

It's always has been just Kate and her mom - and her mother is dying. Her last wish? To move back to her childhood home. So Kate's going to start at a new school with no friends, no other family and the fear her mother won't live past the fall.
Then she meets Henry. Dark. Tortured. And mesmerizing. He claims to be Hades, god of the Underworld - and if she accepts his bargain, he'll keep her mother alive while Kate tries to pass seven test.
Kate is sure he's crazy - until she sees him bring a girl back from the dead. Now saving her mother seems crazily possible. If she succeeds, she'll become Henry's future bride, and a goddess.

Ho deciso di leggere questo libro non tanto perchè mi piacciono i miti greci, o la storia di Ade e Persefone, ma perchè sono molto interessata alle rappresentazioni antropomorfe, di Morte e affini in particolare (grazie, Pratchett). Insomma, ero molto cauta ma le possibilità di divertirmi c'erano.
Ma mi sbagliavo. Eccome se mi sbagliavo.
Questo libro rientra nella categoria bruttissimi e ha sorpassato una delle mie peggiori esperienze di lettura, ossia i parti della mente di Stephenie Meyer: questa bestiaccia non ha niente della grandezza di Twilight, quanto a seguito, quanto a cose sbagliatissime sotto molteplici punti di vista, quanto a ridicolo involontario, ma dalla sua ha che è noiosissimo, prevedibile, e che è venuto dopo, quindi Kate non ha nessuna giustificazione: è un expy di Bella Swan. Non parlo del trasferimento in mezzo al nulla, quello è un dato di fatto (se non ti sei trasferita non sei un personaggio di uno YA), ma della simpatia tipica del dito schiacciato nella porta, la vitalità di un bradipo e la tendenza a piangersi addosso.
La nostra Kate è una ragazza colpita da un'enorme tragedia: la madre sta morendo di cancro. Ora, perdere prematuramente un genitore è una delle cose peggiori che ti possano capitare nella vita (credo lo superi giusto perderli tutti e due, perdere un figlio o un fratello), quindi se già al secondo capitolo e mezzo ho iniziato a non considerare il dolore come una spiegazione al suo solare carattere, sono abbastanza sicura che non sia colpa mia (che sono senza cuore) ma della scrittrice. Non aiuta che l'impressione sia stata non tanto che Kate volesse occuparsi della madre, ma che volesse stare a casa e la malattia della madre le offrisse la scusa ideale per farlo. Not cool.

Comunque, questa è la persona attraverso i cui occhi vediamo svolgersi la storia.
_ Even if my mother hadn't been dying, I was sure I'd be miserable here.
_ There were no clothing boutiques.
_ "After you, mademoiselle." Mademoiselle? I stared at the ground to avoid giving him an odd look. No use in being rude the first day.
_ Much to my horror, instead of passing me, he slowed so we were walking together. "Do I know you?" Oh, God. Did he expect me to answer?
_ "Please, don't make me beg. I know it's probably not what you're used to in New York, but it'll be fun, I promise." "Fine," I said. "I'll stay for an hour. But I don't need your makeup or your dresses, and after this, you leave me alone, all right?"
Simpatia portami via
Che carina. C'è una legge contro le protagoniste in grado di intrattenere rapporti umani? Esistono livelli intermedi tra Pollyanna e pg che ti chiedi sinceramente come mai la gente continua a parlarci.

L'altro grande protagonista è Henry/Ade, probabilmente la divnità meno plausibile della storia della letteratura. Non parlo del vero Ade, e nemmeno delle varie interpretazioni che sono state fatte (da Percy Jackson alla Disney), ma proprio di questo qui: Henry, re degli Inferi, non si capisce che poteri abbia. Ribadisce reiterate volte che non è umano, e che non è vivo nel senso stretto del termine. Non è la morte, ma esercita potere su di essa. Riporta in vita una persona, ma quando Kate chiede se può salvare sua madre risponde che non è nelle sue possibilità. La concezione dell'aldilà è la stessa di Mondo Disco: ogni anima si crea il suo, a seconda di ciò che crede. Insomma, non mi sembra particolarmente difficile, come lavoro: devi stare attendo che ognuno vada dove deve andare.
Snape non è impressionato
Quindi qual è il problema? Il problema è che Henry è un emo, depresso e senza spina dorsale.
La sua amata Persefone l'ha lasciato: si è innamorata di un mortale e Henry le ha permesso di vivere e morire con lui, salvo poi decidere che non ha voglia di governare gli inferi. Certo, dice anche che è troppo difficile farlo da solo, ma la realtà che non gliene sbatte niente: la nostra cara divinità ha deciso che passerà 100 anni a cercare una potenziale sostituta per Persefone, se non la troverà si lascerà morire e amministrare il suo regno sono mazzi di chi lo sostituirà.

Nota personale: non leggere dubbie versioni della morte mentre leggo Pratchett: il cofronto è impietoso. Non riesco a simpatizzare per uno che decide di abbandonare tutto perchè la moglie l'ha lasciato: anche a Morte non sempre piace ciò che fa, ma continua perchè è suo dovere, perchè IN COSA PUO' SPERARE IL RACCOLTO SE NON NELLA CURA DEL MIETITORE?
Questo è un personaggio che posso ammirare, e per cui posso tifare, non uno che decide di organizzare appuntamenti al buio e se non funziona si ammazza.

Il piano per cercare di rattoppare il casino è, infatti, cercare delle candidate umane: portate nella dimora di Henry dovranno superare sette test per vedere se sono degne della responsabilità (co-amministrare il regno) e del premio (l'immortalità). Peccato che siano state tutte ammazzate dopo pochi mesi, cosa che ha gettato benzina sul fuoco dell'autocommiserazione di Henry: non solo la moglie l'ha lasciato, ma una dozzina di franciulle è morta per colpa sua!

Personalmente credo che abbiano affrontato la questione nel modo sbagliato: insomma, se il problema è la gestione, poteva mettersi in affari con le divinità egizie che sono ben organizzate. Se voleva parlare con qualcuno della difficoltà di regnare mentre si ha un matrimonio complicato, poteva fare due chiacchiere con Ereshkigal e Nergal. Se il problema era la compagna, potevano combinare una cena con Hel. Certo, non è una bellezza convenzionale (se non nella versione Marvel, dove è una topa spaziale), ma gestisce gli inferi da sola senza stare troppo a frignare.

Ad ogni modo Kate, novella Persefone, si ritrova a passare sei mesi a casa di Henry che in cambio... terrà in vita sua madre per sei mesi?
Sinceramente mi sembra uno scambio non proprio equivalente: sei mesi solo per una volta contro sei mesi a disposizione di Ade per sempre... insomma, capisco che ottieni l'immortalità, ma ci sono rischi notevoli (tipo che tutte le altre candidate sono morte ammazzate) e visto che Kate ci sta solo per la madre... io avrei provato a tirare di più la corda. Just saying.

Adesso passiamo alla roba spoiler (che poi tanto spoiler non è perchè lo sappiamo in pratica retroattivamente che Henry e Kate si innamoreranno e che lei diventerà una dea se non in questo libro nel prossimo): la storia d'amore è tremenda.
Kate, Henry e l'autrice
I due protagonisti non hanno la benchè minima chimica: è come guardare un film dove i due attori sono così incompatibili che tutta la parte romantica è così forzata che ti senti a disagio per loro. La cosa migliore è che all'inizio lei non è interessata e lui è ancora perso dietro al ricordo della moglie, per cui vedere come iniziavano ad affezionarsi l'uno all'altra poteva anche essere interessante. Solo che non lo vediamo: non sto scherzando, in due righe viene detto che Henry e Kate iniziano a passare tempo insieme che così i sentimenti cambiano. Uno dei punti cardine della trama viene raccontato in un riassunto, e noi dobbiamo prenderlo buono. Così, tanto per.

Poi c'è la trama dell'assassino di fanciulle: è un po' salterina, a volte se ne scordano, a volte è sotto i riflettori. Comunque non credevo che gli omicidi con la scatola di cioccolatini avvelenati (con veleno verde che sfrigola!) fosse una cosa che succedeva sul serio fuori da La Signora in Giallo. Che poi è favoloso che a Kate dicono di stare super-attentissima, e lei è d'accordo perchè in fin dei conti rischia la vita, e questi benedetti cioccolatini (un regalo non firmato spuntato dal nulla, una cosa che più ovvia non si può) servono sei persone per farglieli mettere giù perchè lei continua ad insistere che non c'è niente di strano.
Un'altra cosa: un consiglio per l'autrice. Se metti un assassino misterioso che si muove nella casa del signore degli Inferi che può visitare il regno dei morti a piacimento, magari dillo prima che sono andati a chiedere alle ragazze chi fosse il colpevole, perchè sennò per tre quarti di storia tutti si chiedono perchè non hanno interrogato le vittime.

Poi abbiamo i magnifici test. In un libro dove la trama è che la protagonista deve affrontare delle prove per diventare una dea, uno magari si aspetta che i test siano figherrimi, visti i precedenti.
Qui, invece... tanto per cominciare non si esce dalla casa di Ade. Che non sono nemmeno gli Inferi, è la villa costruita sulle rive dello Stige (che è un fiume normale dove puoi fare il bagno). Wow.
I sette test non si vedono praticamente mai: non solo sono stupidissimi, ma il più delle volte passano inosservati e la protagonista neanche sa di farli.
Ma cosa sono questi test, che servono a dimostrare che la protagonista è degna di diventare una divinità, di giudicare le anime dei defunti, di essere immortale?
Test sui sette peccati capitali.
...
...
...
No, sul serio.
...
...
...
Cazzo gli frega alle divinità dell'Olimpo di peccati cristiani?! Ne erano praticamente gli sponsor!
Che poi come la protagonista viene messa alla prova! Non credevo che avrei mai letto "Hai prestato i vestiti alle tue amiche, quindi ti meriti di essere un dio".
Io, inizialmente troppo allibita per restarci male
Non è ben chiaro come superare test imbecilli con il minimo sindacale di impegno dimostri di essere adatti, ma l'idea generale è che contano più le intenzioni dei fatti.

Ammiro, comunque, come l'autrice si sia informata sui i miti greci prima di usarli: senza uno schema "chi è chi" è impossibile riconoscerli. C'è Cerberus, il cane a una testa. C'è Zeus "se c'è un buco ce lo infilo" che afferma di condannare la lussuria. C'è anche la brillante idea di chiamare Demetra Diana. Che sicuramente non crea confusione perchè Artemide è Artemide, giusto?

E poi il punto più bello, quello che la mascella ti cade sul tappeto e recuperarla divenda un problema, che metto sotto spoiler per scrupolo.
Alla fine salta fuori che la madre di Kate è Demetra. Demetra, infatti, vuole un bene dell'anima ad Ade, e non solo non vuole che muoia ma si sente anche in colpa per la sua crisi depressiva (Ade non ha rapito Persefone: il matrimonio era combinato e riuscito a metà, nel senso che lui si è innamorato e lei manco per nulla), quindi cosa fa? Mette al mondo un'altra figlia con l'obbiettivo di farla innamorare di Ade. Tutta la sofferenza, la malattia, la morte incombente... una recita messa in piedi col presciso scopo di manipolare Kate in modo che accettasse di mettersi alla prova. In effetti tutte le traumatiche esperienze che portano la ragazza ad accettare il patto di Ade erano finte, mirate a guidare le sue decisione, col ricatto morale della morte di qualcuno.
Io mi sarei incazzata di bruttissimo e li avrei mandati tutti agli inferi, per restare in tema.
Oltre alla cosa inquietantissima del "Il mio scopo è far sposare alla mia figlia più giovane il marito di sua sorella morta" che credo possa portare la figlia in questione a svariate visite di uno psichiatra.
Sul serio, ti fai il marito di tua sorella morta.

In sostanza: la storia d'amore è inesistente, e i sette test anche. Il libro parla di fuffa niente per tutto il tempo.

14 commenti:

  1. Sto rotolando per terra dalle risate. Oddio.
    No, questa recensione è da stampare e appendere in camera!!
    AHAHAHAHAHAHAHAHAAHAHAHAHAAHA!!

    Lo sai qual è la cosa terribile?! Che mi hai messo una voglia matta di leggerlo AHAHAH!

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    1. Se decidi di lanciarti nell'impresa non voglio responsabilità, io ho avvisato XP

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  2. Mi inchino ammirata (e con un po' di male alle costole dal ridere) alla tua recensione. La adoro.
    Io avevo letto il libro e lo avevo trovato piuttosto scadente... ma sei tu sei riuscita a sottolineare tutta la bruttura e le assurdità che ero riuscita a dimenticare mentre scrivevo la mia recensione.
    Fantastica recensione davvero XD

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    1. Grazie, ora corro a leggere la tua :)

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  3. Recensione grandiosa, ahaha! XD Oddio... mi sa che l'ho scampata bella, questo libro avevo davvero intenzione di leggerlo! :P I sette peccati capitali.. ci cade proprio a pennello, considerato il contesto "olimpionico", non c'è che dire, hi hi hi! ;D Posso solo ringraziarti per averlo letto prima di me: mi sa che mi hai salvato da una pessima, pessima, irritante lettura! ^^

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    1. Che dire, sono felice di aver evitato la sofferenza di qualcun altro XD
      La cosa più bella dei test è che non solo sono sui sette peccati capitali, ma che potrebbero essere superati da chiunque, tipo "Hai superato il test gola perchè quando ti abbiamo detto di digiunare ci hai provato" O_o
      Più gli studi di mitologia che se hai fatto un classico di quelli tosti sei a cavallo XD

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  4. Come sempre, grandiosa recensione.
    E io che pensavo che con Twilight (e soprattutto con New Moon) il mondo della letteratura avesse toccato il fondo. Certo, poi è arrivato 50 Sfumature e lì ho creduto che il livello si fosse ulteriormente abbassato, ma qui credo proprio che siamo davanti a qualcosa di straordinariamente scadente.
    Pensa che questo libro era sul mio Kindle in attesa di essere letto, e il motivo per cui lo avevo preso è la passione per i miti greci e per i retelling (anche se in questo caso forse parlare di retelling è un po' forzato, ma comunque)...insomma, credo proprio che lo eviterò volentieri. Ho una TBR da smaltire e credo proprio che libri del genere debbano essere allontanati. Impietosamente.

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    1. Scadente è la parola adatta: questo libro non è neanche epicamente brutto come i titoli che hai citato, non offre i loro eventuali spunti di riflessione... è semplicistico, male organizzato nella trama e svogliato: nulla di quanto poteva rendere interessante la narrazione è stato sfruttato.

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  5. Ahahahah bellissima recensione :D
    E in ogni caso non capisco come cavolo facciano 'sti libri a venire pubblicati O.o

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    1. Sinceramente non lo capisco nemmeno io, e non capisco molto neanche le quattro stelle di media su goodreads O_o

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  6. Caspita, un libro più brutto di Twilight! So' soddisfazioni! :) Per noi lettori del blog, almeno, per te non lo so!

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    1. Dipende dallo stato d'animo... questa volta è stata abbastanza dura, la tentazione di non finirlo è stata forte XD

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  7. Recensione fantastica!!!!! *______________* Anzi, meravigliosa!!!! Però mi hai fatto seriamente venir voglia di leggere il libro... certe cose han bisogno di essere toccate con mano ;)

    P.S. Nuova follower, complimenti per il blog.

    P.P.S. Evviva Pratchett!!!! *____________*

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    1. Grazie :D
      Se vuoi toccare con mano, non mi prendo responsabilità XD

      Un'altra fan di Pratchett *-*

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