martedì 11 luglio 2017

La Guerra delle Rose - Bloodline

La Guerra delle Rose - Bloodline, di Conn Iggulden.

Terzo volume per la serie di Conn Iggulden che racconta la guerra delle rose, ed è il momento di cambiare le carte in tavola.

Riccardo duca di York è stato ucciso: le sue ambizioni di regnante si sono dissolte come nuvole dopo un temporale, e la sua testa decapitata, con una corona di carta e paglia, è stata posta sulle porte delle mura di York, macabro memento per tutti quelli che pensano di opporsi ai Lancaster. Nel frattempo, mentre il re Enrico VI è ancora prigioniero, la regina dei Lancaster Margherita d'Angiò è in marcia verso sud, con il suo seguito di guerrieri scozzesi, un esercito che sembra ormai inarrestabile. Ma uccidere un padre vuol dire scatenare l'odio dei figli. Così Edward di March, ora duca di York, si proclama legittimo re d'Inghilterra. Nuove fazioni si formano e si disfano come fiocchi di neve, e molto sangue dovrà ancora scorrere, molte vendette dovranno ancora compiersi, fino al momento finale, in cui un re fronteggerà l'altro. Perché due uomini possono sempre contendersi una corona. Ma solo uno potrà tenerla.

In retrospettiva uno sbilanciamento tra i personaggi riscontrabile nei precedenti volumi è come Margherita sia stata sempre l'indiscussa protagonista, alla lunga finendo per rendere gli York i "cattivi" della situazione: faide familiari e rivalità tra grandi casati a parte, Margherita è una donna che cerca di proteggere un figlio bambino e un marito infermo, mentre i suoi avversari hanno quasi sempre fatto la prima mossa per ambizione. Solo dopo aver stuzzicato il leone hanno iniziato a giocare in difesa anche loro, ma resta il fatto che - alla fin fine - se la regina li vuole morti dal primo all'ultimo è per quello che hanno fatto a lei ed Enrico, e potrebbero fare al piccolo Edoardo.
Viene fin troppo naturale parteggiare per lei, ed è andata a finire,sarò sincera, che non ho certo perso il sonno per la morte di Richard di York. Anzi.
A parte che come personaggio non mi piaceva, la sua fine ha rivoluzionato tutto, dal punto di vista politico ma anche narrativo, all'interno stesso della serie: la sua uscita di scena implica il passaggio a co-protagonista di suo figlio, e non necessariamente in veste di nuovo antagonista: il giovane Edward è un ragazzo che ha perso il padre, che deve proteggere la madre e i fratellini. Adesso è personale su entrambi gli schieramenti, mentre prima lo era molto meno.
Ma non è questo il solo mutamento che avviene: con l'ascesa al trono di un nuovo re e la conseguente pace la narrazione cambia leggermente, con uno spostamento verso la dimensione domestica dei personaggi.
Vediamo il rapporto strettissimo tra Edward e Warwick, con una sola piccola crepa, frutto del carattere del nuovo re: un uomo passionale e poco incline alla politica, che se il ritratto proposto da Iggulden è realistico vedo come non mai il parallelo con Robert Baratheon. È qui che si insinua la bellissima Elizabeth Woodville, con Edward talmente innamorato da sposarla in segreto, come uno scalpello che preme, finendo per sgretolare il rapporto tra il re e il suo braccio destro pur di assicurare sempre maggiori favori alla propria famiglia, passando come un carro armato sul buon senso della politica interna ed estera.
Effettivamente l'unica pecca che ho trovato in questo volume è l'eccessiva demonizzazione della regina: va bene che a me sta un po' sull'anima per come l'ha resa la Gregory, però lì è stronza mentre qui è proprio perfida, con Warwick che pare un povero santo vittima di un malvagio complotto volto ad umiliarlo e sfinirlo finchè, alla fine, si spezza.
In questo volume, inoltre, si inizia a notare di più Riccardo di York... che è solo un bambino, ma non si può ignorarlo sapendo chi è destinato a diventare, e secondo me il suo antagonismo verso i Woodville potrebbe trovare giustificazione in ciò che accande qua dentro: il ragazzino è stato affidato a Warwick, che è per lui una figura paterna. È possibile che vedere il suo "patrigno" costantemente umiliato dalla moglie dalla cognata e famiglia non gli faccia particolarmente piacere.
Oppure sarà un sociopatico: Iggulden è stato molto attento a mostrarlo solo ed unicamente attraverso gli occhi di Warwick.
Ma ora devo aspettare l'edizione economica del quarto ed ultimo capitolo, dove arriveranno i Tudor.
E Margaret Beaufort.
Sul serio, ho bisogno di una bella rappresentazione di Margaret Beaufort ed Enrico VII, dopo aver provato a guardare The White Princess.

4 commenti:

  1. Questo volume mi ricorda tantissimo il primo volume di Asoiaf, ma al contrario. O forse è merito della tua recensione XD

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    1. Beh, alla fine Martin ha preso ispirazione anche dalla guerra delle rose, quindi per forza di cose qualche punto in comune c'è XD

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    2. Nel senso che gli eventi sembrano quelli di Got ma al contrario, partendo dalla decapitazione di una certa persona

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    3. Sì, intendevo quello anche io... anche se in GoT ci sono rimasta decisamente più male per la decapitazione XP

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