giovedì 17 settembre 2015

Akatsuki no Yona #15

Non bastano le parole per diventare un'action girl, e nemmeno la determinazione. Soprattutto negli universi narrativi dove la gente muore.

Capitolo 15: Shaken Resolution

I nostri eroi (con l'aggiunta di Yoon) hanno lasciato la casa di Ik-Soo per trovare i quattro draghi della leggenda. La missione è complicata dal fatto che nessuno ha la più pallida idea di dove possano trovarsi, ma fortunatamente c'è una traccia per uno di loro: il mito vuole che nelle montagne avvolte da nebbia perenne si nasconda un villaggio il cui obbiettivo è proteggere il sangue del drago.
L'unico, piccolo dettaglio è che si trova a mezzo paese da loro e dovranno passare molto vicino al castello e al confine con Kaitei.
I nostri partono, e la presenza di Yoon si dimostra subito essenziale: è sveglio, sa cosa serve per viaggiare on the road e ha pure preparato un sacco in cui buttare Yona in caso di necessità... che viene testato con un mercante. Teoricamente funziona, ma la principessa non è molto contenta del risultato.
Hak: Principessa. Princiiiiipessa. Perchè siete arrabbiata? È perchè vi ho impacchetta in un sacco e buttata sulla spalla? Perchè ho detto che nel sacco c'erano vestiti e vi ho maneggiata malamente? Perchè ne ho approfittato per tastare attraverso la tela?
Yona: PER TUTTO.
A dire il vero Yoon è anche la mamma del gruppo: non ci pensa due volte a fargli una lavata di capo perchè già attirano l'attenzione di default, se fanno pure casino quel villaggio non lo troveranno mai.
Il fatto di essere in una zona pericolosa riporta Yona sulla questione 'protezione del gruppo', che per Hak si è fatta più pesante visto che pure Yoon è debolissimo e non può combattere: la principessa vuole imparare ad usare la spada. Peccato che Hak non abbia neanche un decimo del suo entusiasmo, e vada subito al sodo.
Hak: Principessa, siete in grado di uccidere una persona?
Ne stanno parlando. Non ne parlano mai negli shoujo.
Già questo è un secchio di acqua gelata per la ragazza ma lui prosegue, spiegandole che in un combattimento non ci si può limitare a respingere l'avversario: è necessario impedire che torni, ferirlo in modo tale che non si rialzi e/o ucciderlo. Le fa presente che quanto le cose si sono messe malissimo contro Tae-Jun, lei la spada l'ha presa ma non ha neanche provato ad usarla. Yona prova a ribattere che vorrebbe, almeno, essere in grado di difendersi e di aiutarlo nell'aprirsi una via di fuga... e Hak cede, di poco, optando per arco e frecce, ma negandole la spada.
Hak: Principessa, Sua Maestà Il non vi ha mai lasciato toccare un'arma. In questo momento sto andando contro i desideri di Sua Maestà. Vi prego di pensare attentamente al motivo per cui odiava le armi.

Alleato insospettabile di Yona è Yoon: al di là di tutto la ragazza può fare pratica sugli animali del bosco, risolvendo in parte il problema cibo. Peccato che: a_ Yona non è per niente portata, e b_ Hak è un pessimo insegnante. Il suo problema è che è sempre stato un prodigio, quindi non capisce cosa deve spiegare... anche se mettendosi di impegno riesce a far battere il cuoricino delle shipper.
Il viaggio prosegue, tra le ovvie difficoltà dovute al viaggiare a piedi, di nascosto, in una foresta cercando di non farsi notare. E una notte Yoon si sveglia perchè sente dei rumori strani: staranno per essere attaccati? No. È Yona che, fedele all'impegno preso, approfitta della notte per potersi esercitare.
Il giorno dopo il ragazzino accenna alla cosa, complimentandosi per la postura, ma parlando dei combattimenti in generale... lui ammette di aver scelto di non farlo perchè non si ritiene in grado di uccidere qualcuno.
Yoon: [Hak] Ha detto che può essere per autodifesa... ma chi è debole come noi può permettersi di mostrare pietà sul campo di battaglia?

Salve, sono la Realtà.
Anche questo è vero: Hak, che è un mostro, può lasciare i nemici con le gambe spezzate ma persone come Yona e Yoon devono buttare giù il nemico al primo colpo perchè non è scontato che possano resistere ad un secondo attacco. È chiaro che Yona non ci aveva riflettuto, è altrettanto chiaro che vuole superare la sua reticenza a fare del male, ma fallisce anche nell'uccidere un cinghialetto limitandosi a ferirlo e sentendosi miserabile per avergli inflitto dolore per niente.
Sotto la superficie c'è di più: non si tratta 'solo' di riuscire ad uccidere, si tratta di infrangere l'ideale del padre. Del padre morto ammazzato. Da pochissimo.
E senza la possibilità di chiedergli cosa ne penserebbe di un compromesso, perchè Yona sa che se non combatterà molto probabilmente verrà uccisa e che, ora come ora, gli ideali non possono fare parte della sua vita.
Anche Hak è consapevole dei suoi dubbi e decide di metterla alla prova. Dice a Yoon di andare avanti mentre controlla i progressi della sua allieva: Yona adesso è in grado di tirare bene, dove con bene intendo che la freccia va' dritta e più o meno dove vuole... finchè si tratta di qualcosa di inanimato ed immobile. Come andrà con un bersaglio in movimento? E con bersaglio in movimento Hak indica sé stesso: lei deve imparare, e lui in quanto personaggio di un manga è in grado di schivare frecce a distanza zero. Yona però non vuole, ha paura di fargli male e tira da schifo. Nemmeno i discorsi motivazionali riescono a tirarle fuori un po' di... non dico 'voglia di uccidere', ma almeno 'voglia di avvicinarsi al bersaglio'.
Finchè Hak non fa la carognata.
Hak: Immagina che io sia Soo-Won e tira.
Hak, no.
Questo cambia le cose. E lei non ne è per niente felice.
Yona: Odio questo lato di te. Ma anche così... se è per proteggerti... io voglio avere un'arma... anche se dovrò sacrificare qualcuno!
Io invece amo questo lato del fumetto: è così che si fa il romance. È chiaro come la luce del sole che - a meno di plot twist estremi - Hak e Yona sono endgame, ed è chiaro dal capitolo due (forse dal primo: spesso gli shoujo iniziano con A che gli piace B e si innamora di C). Ma per il momento è amore non corrisposto perchè Yona considera Hak un'amico. E questo non lo rende meno importante: sono cresciuti insieme, insieme hanno affrontato l'ora più buia della loro vita... e Yona lo vuole proteggere, a qualunque costo, non perchè lo ama ma perchè è importante. Perchè può essere importante anche senza l'amore.
E non importa se in futuro si sposeranno e avranno dodici bambini: qui e ora sono solo amici.
Quanto i sentimenti profondi ma non corrisposti della principessa facciano male ad Hak è qualcosa che non si vede attraverso scenate, ma dalle incrinature nell'autocontrollo del ragazzo, che secondo me è anche un po' esasperato da come lei non ci arrivi proprio.
Hak: Smettetela di dirmi che mi proteggerete.
Yona: Perchè?
Hak: Perchè diventerei avido.
Yona: ...?
Hak: E comunque la protezione è il mio lavoro. Vi ho già detto di pensare a me come al vostro supporto, no? Non dovete preoccuparvi del vostro supporto.
Ship a parte: Hak, se la fanciulla desidera non essere un'impiastro e salvarsi da sola una volta o due, io credo che dovresti lasciarglielo fare, anche se mina la tua autostima.
Ma d'altro canto le stai insegnando a tirare con l'arco, e certi dilemmi morali è meglio affrontarli in un'ambiente protetto che nel momento critico.

Tornati sulla via, i nostri eroi incappano in un banco di nebbia che rende chiara una cosa: o sono vicini al villaggio, o sono arrivati a Silent Hill.
Il che sarebbe già molto preoccupante, ma a questo si aggiunge il fatto che Yoon è scomparso.
E 'scomparso' non è 'siamo nella nebbia e non lo troviamo', ma 'oddio qui c'è la sua roba e lui no'.

A parte il colpo di scena finale, questo capitolo si concentra più sulle dinamiche di gruppo: l'aggiunta di Yoon (e di un obbiettivo) ha contribuito a rasserenare Hak e Yona e si prospetta interessante. Il ragazzino non si fa problemi di fronte all'ex generale e alla principessa, non ha complessi di inferiorità di sorta e in pochissimo tempo si è messo al comando del trio. Come è giusto che sia: Hak e Yona sono nobili, nessuno dei due ha esperienza nel viaggiare o nel vivere come popolani. Yoon, per quanto abbia vissuto sempre nello stesso posto, ha senso pratico e le conoscenza necessarie per spostarsi: non sa combattere ma sa cucinare, curare, mercanteggiare, leggere una mappa... tutte cose necessarie come l'abilità nel combattimento di Hak.
Questo, però, evidenzia ancora di più l'inutilità d Yona, che è piena di buona volontà ma non sa fare niente: qual è il suo posto nel gruppo? È chiaro che non le basta fungere da motivazione per gli altri e vuole fare qualcosa all'atto pratico. Ma è anche chiaro che non sarà così semplice: l'unico che può insegnarle è Hak, e non vuole. Un po' penso sia perchè, per lui, proteggere Yona significa anche fare in modo che non cambi radicalmente rispetto a come era prima. Un po' c'entra anche Il, e il fatto che adesso sua figlia stia percorrendo una strada opposta ai suoi ideali.
E poi c'è la cosa che più ho apprezzato: discutere le implicazioni del combattere. Nei manga, sia shonen che shoujo, spesso i combattimenti sono assurdamente pazzeschi e non muore mai nessuno. Tante volte si vede l'eroina decidere di imparare a lottare e, nel giro di un'episodio, è in grado di stendere energumeni grossi il doppio di lei ma senza ammazzarli. Si sa, i buoni non uccidono.
Qui il desiderio di Yona si scontra subito con una realtà diversa: ce la può fare ad uccidere qualcuno? Lo stesso Yoon ammette candidamente di non essere un guerriero proprio per la mancanza di quella qualità indispensabile per qualcuno di fisicamente debole: il non esitare di fronte ad un'essere umano, buttarlo a terra e finirlo. Mi è anche piaciuto che la risposta di Yona non sia immediata, e anche quando lei dice che sì, è disposta a farlo... ancora non sappiamo se ci riuscirà davvero.
Molto interessante è anche il fatto che la ragazza si stia allenando: non è magicamente abilissima, anzi. Si impegna duramente e alla fine è solo capace di tirare una freccia dritta contro un albero, già contro gli animali ha più problemi (e anche qui... in uno shoujo è molto raro che si parli così, come se niente fosse, di uccidere animali... anche se nell'ambientazione è una cosa normale).
Insomma: Akatsuki no Yona si sta confermando una lettura piacevolissima, in grado di muovere i suoi personaggi in modo delicato e profondo allo stesso tempo.
E per ora non sta cadendo nelle trappole da shoujo.

4 commenti:

  1. Ciao Kat ^.^
    Io ho visto l'anime qualche mese fa e mi è piaciuto tantissimo *.* uno dei miei preferiti! Ma devo assolutamente recuperare il manga, anche perché l'anime finisce prima della vera fine della storia :P

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    1. Concordo, l'anime è davvero notevole *^* spero tanto che facciano una seconda serie visto che si sono interrotti sul più bello :P

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  2. E' un piacere come sempre leggere i tuoi riassunti!!! *___*

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    1. Sono contenta che la storia ti piaccia :)

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