mercoledì 4 marzo 2015

The One

The One, di Kiera Cass.

Questa recensione è stata durissima da scrivere. Il motivo? C'è troppo da dire: The One si meriterebbe una recensione capitolo per capitolo, perchè in ognuno succedono circa dieci cosa incoerenti ed implausibili, e tutti i personaggi dicono cazzate meritevoli di citazione.
Come per New Moon la recensione negativa di questo libro è il libro stesso.
Spoiler.

When she was chosen to compete in the Selection, America never dreamed she would find herself anywhere close to the crown - or to Prince Maxon's heart. But as the end of the competition approaches, and the threats outside the palace walls grow more vicious, America realizes just how much she stands to lose - and how hard she'll have to fight for the future she wants.

Che la quarta di copertina si riduca a queste poche righe testimonia la pochezza della trama, soprattutto se si tiene conto del fatto che è applicabile anche ai primi due volumi: The Selection non aveva bisogno di essere una trilogia. Con due libri che hanno sostanzialmente replicato la stessa trama, nella conclusione ci troviamo di fronte all'apoteosi dell'assurdo: America e Maxon si amano ma lui non sceglie mai, e impedimenti sempre più ridicoli si sussuegono per rimandare la decisione ancora e ancora e ancora, quando ormai è lampante che i due vogliono stare insieme.
The One
Una cosa chiara appena iniziata la lettura è che la Cass ha deciso di fare la voce grossa con La Trama e mostrare che Illea, alla fine dei conti, è una società distopica. Io le voglio bene per questo: i risultati sono stati semplicemente esilaranti.
Tanto per cominciare a questo giro dovremmo renderci conto che i ribelli sono una minaccia vera, ma come si può prendere sul serio un gruppo di persone che attacca il palazzo armato di sassi e la cui politica è non ammazzare nessuno? I loro attacchi continuano a non avere senso: arrivano, superano un numero imprecisato di guardie, iniziano a tirare sassi urlando, non feriscono nessuno, non vengono mai feriti nonostante gli sparino contro e non ne catturano mai nemmeno mezzo. Credo che la loro unica arma sia il teletrasporto, perchè tutto ciò ha un senso solo se si teletrasportano.
Dovremmo percepire il pericolo per le ragazze, il coraggio delle guardie che vanno a combattere contro - ribadisco - persone armate di niente che non vogliono fare male a nessuno.
A dire il vero credo che nemmeno la Cass abbia la più pallida idea di cosa stia scrivendo: vediamo un po' come la nostra eroina considera l'intera faccenda. America decide di guadagnare terreno con Maxon seducendolo, presentandosi a cena con un vestito sexy e scomodissimo (perchè sentirsi a proprio agio in abiti provocanti non sta bene, credo) e che, nonostante abbia la schiena nuda, stringe così tanto da renderle difficile respirare. A parte il "prova un corpetto di ossa di balena e poi ne riparliamo, idiota", America non si fa scrupolo di paragonare il suo tentativo di farsi palpare all'andare in guerra.
Potrei capire se Maxon la ripugnasse, ma in quale universo farsi sfilare il reggiseno dal ragazzo che ci piace è sullo stesso livello di rischiare di farsi uccidere o dover uccidere qualcun altro?
In quello di Kiera Cass.
I thought of a soldier going to war. Different armor but same idea. Tonight I was taking down a man.

E lei è quella capace di vedere Come Sono Le Cose Davvero, signori e signore. La scena poi procede in modo imbarazzante, con tanto di "Oh, questo vestito è solo uno straccio trovato nel fondo dell'armadio" e alla fine Maxon si ribella all'autrice andandosene piegato in due dalle risate come è giusto che sia.
Ma i Ribelli, dicevamo.
I Ribelli sono la sottotrama che la Cass non sa cosa farci, e che se non ci fossero il libro non solo camperebbe benissimo uguale ma sarebbe almeno più onesto nel suo voler essere una storia d'amore tra il principe e la sguattera: in fin dei conti non è che da piccole abbiamo sputato sopra Cenerentola perchè nessuno voleva rovesciare il governo.
Vi ricordate che c'erano i Kattivissimi Ribelli del Nord, che uccidono le persone, e i Vagamente Indefiniti Ribelli del Sud, che è come avere casa invasa da un corteo? Ecco, ad un certo punto, dal nulla, i capi dei ribelli buoni entrano a palazzo per parlare con Maxon e America. E glielo fanno fare. Non vengono arrestati all'istante, le guardie non dicono niente alla regina (il re è in Francia) e li lasciano soli con l'erede al trono e una delle potenziali principesse. Se pensate che la cosa non abbia senso, aspettate di sapere cosa August e Georgia hanno da proporre: loro vogliono solo abolire le caste mentre gli altri vogliono abolire la monarchia, quindi perchè non collaborare? Poi, per aggiungere peso alla richiesta, August svela di essere un discendente diretto del vecchio Illea (salvatore della patria e fondatore della nazione) ergo il legittimo erede al trono... che però non vuole scippare a Maxon. Di base discende dal figlio ribelle di Illea, che il padre aveva cercato di far uccidere perchè a lui avverso, ma che era troppo avanti:
He hid with relatives and friends.
Non l'hanno mai trovato. In effetti è coerente con uno che ha chiamato le otto caste Uno Due Tre Stella Quattro Cinque Sei Sette Otto.
Ma  i ribelli vogliono un segno di buona fede: Maxon deve scegliere America come sposa.
Qui la Cass riesce in un piccolo miracolo: la scena diventa ancora più stupida. Maxon pianta una scenata perchè nessuno può imporgli la moglie, perchè questa è la sua unica possibilità di essere felice e nessuno può metterci becco, chi se ne importa se la gente - il suo popolo - nel frattempo soffre o viene ucciso da un gruppo di puzzoni armati. Maxon è davvero maturo a riguardo.
"Grow up, Maxon. You're the prince. You want your damn crown, then keep it. But responsabilities come with that privilege." "You don't get to choose my wife. End of the story."

America, dal canto suo, è solo arrabbiata perchè la trattano come la pedina che è. Per fortuna August è ragionevole e l'alleanza si fa nonostante i capricci di Maxon. In questo è America a prendere in mano la situazione: i ribelli hanno bisogno di armi e fondi per... combattere gli altri ribelli?, ma non possono essere finanziati dalla famiglia reale. La cosa più logica da fare è - ovviamente - telefonare a Nicoletta, la principessa italiana ed invitarla a un pigiama party, così da chiedere se i ribelli può finanziarli lei.
Perchè finanziare terroristi in un altro paese è una grande idea che non è mai esplosa in faccia a nessuno. Nicoletta, sprezzante del pericolo, decide di fare un prelievo al bancomat.
"I can get the cash today, but it would need to be converted."

La cosa peggiore, a livello di gestione dei personaggi, è che la Cass non ha la più pallida idea di come renderli credibili nel loro contesto: Maxon e America dovrebbero rappresentare la speranza per Illea.  La speranza di un governo migliore e più giusto, di regnanti più adatti... peccato che Maxon ammetta candidamente di andare nel pallone quando sotto pressione, e America non sia in grado di pensare prima di aprire bocca: questo, miei cari lettori, è l'universo narrativo dove Ned Stark e Cersei Lannister potrebbero tenere un corso di politica ed insegnare effettivamente qualcosa a qualcuno. E sempre in tema Game of Thrones, visto quanto questi due imbecilli mettono sé stessi e la loro felicità davanti a tutto e tutti... Illea ha davvero bisogno di un Varys.
Dal punto di vista romantico non siamo messi meglio: i tentativi di essere dolce di Maxon sono terribili: ad un certo punto il padre di America muore. Lei, giustamente, va a casa qualche giorno per il funerale e quando torna scopre che per ogni giorno che non c'è stata lui le ha scritto una lettera in cui professa quanto gli manchi e quanto la vorrebbe lì.
Perchè, ovviamente, dopo aver seppellito tuo padre la cosa più bella che puoi sperare di trovare è il tuo fidanzato che ti fa una testa così su quanto era triste mentre non c'eri.
America invece continua a dire di amarlo e di voler stare con lui, ma allo stesso tempo cerca di tenere Aspen in panchina perchè - se il principe scegliesse un'altra - avrebbe le spalle coperte (ma almeno le fanno notare quanto sia stronza).

A questo punto la Selezione non è nemmeno più un reality perchè le telecamere non ci sono mai, se non quando servono come plot point. Ossia America vs. Il Re.
Il re odia America e la tratta come una pezzente ogni volta che la vede ("Dramatic, selfish, money hungry, and, to be quite honest, very plain."): a me piace, ma in realtà è questa specie di parodia dal volto congestionato che urla in continuazione e che serve a mostrare quanto America sia compassionavole e sappia istintivamente come si governa un paese, nonostante lui cerchi di boicottarla ogni tre per due.
Una delle prove della settimana consiste nell'emettere un giudizio: una cosa stupidissima, perchè i criminali sono già condannati e le ragazze devono solo declamare la sentenza, ma America... lei ha una crisi isterica perchè - essendo povera - sa benissimo che è meglio essere frustrati rispetto  all'andare in prigione: dopo essere stati frustrati (o bastonati) si può riprendere il lavoro invece di passare tempo senza poter guadagnare.
Questa è la miseria di contenuti a cui si arriva in questo libro: dopo essere stati frustati si può tranquillamente riprendere il lavoro come se niente fosse.
Poi c'è questo meraviglioso scambio di battute:
"You need to show you have the ability to be obedient." "I do. I just don't want to put someone in jail. That's not a princess job. Magistrates do that."

Punto primo: siamo tutti capaci di essere obbedienti quando ci chiedono qualcosa che vogliamo, punto secondo... non è il lavoro di un regnante essere in grado di gestire un processo, di conoscere le leggi e capire quando è il caso di avere misericordia? Ovviamente, siccome America è una Mary Sue di proporzioni galattiche, riesce ad uscirne pura ed immacolata, umiliando il re e facendosi amare dal popolo.
Perchè tutti amano America, che dice sempre la cosa giusta, sa sempre cosa fare e non sbaglia mai anche quando ha torto marcio.

Che poi lo so cosa mi potreste dire: perchè sei così pignola con la parte politica del libro, quando questa è chiaramente una storia d'amore dolcina e scontata?
Perchè non posso lasciar perdere la parte politica: è la Cass ad averla inserita nella trama e ad aver deciso che questo libro era distopico! È stata lei ad aver deciso di renderla una parte rilevante della storia, non l'ha mica obbligata nessuno (spero, perchè questa serie sarebbe stata leggermente migliore se avesse volato basso invece di dire "Dopo Hunger Games vanno di moda i distopici, quindi diciamo che è un distopico così mi pubblicano!!!1!!1").
Il Dramma secondo Kiera Cass
E come autrice non è in grado di gestire i conflitti: li inserisce e poi non sa cosa farci.
  • Il Re, appurato che America è la favorita delle masse, vuole sfruttarla per fare propaganda: se rifiuta la rimanda a casa.
  • Maxon becca America con Aspen e decide di rispedirla a casa (casualmente lo stesso giorno in cui dovrebbe farlo suo padre).
  • Ad un certo punto i due gruppi di ribelli dovranno affrontarsi.
Succede tutto lo stesso giorno: i Kattivi attaccano, Maxon comprende che ama America anche se si è appartata con un altro ("No, I'm sorry. I was about to ruin both our lives."), il re e la regina vengono uccisi e in tutto questo America è chiusa in una delle stanze di sicurezza: prova a uscire, ma la porta è proprio chiusa.
Grande eroina.
Questo è il modo in cui la Cass pensa che si possa risolvere il conflitto: togliendolo dalla scacchiera nel modo più semplice e banale possibile, sperando che i lettori non se ne accorgano perchè dei personaggi muoiono. Non per rendere concreta la minaccia, ma per distogliere l'attenzione dal vuoto narrativo.
Non ho niente da dire in merito.

America è una protagonista orribile: egoista, saccente, arrogante, vigliacca, stupida. Una brutta persona, che non si fa scrupolo a lasciare senza risposta Aspen e Maxon per semplificarsi la vita e restare agghiacciata se uno dei due osa chiederle di darsi una mossa. Come possono essere così insensibili da non capire che lei, essendo tanto buona, soffre più degli altri?
È già fastidiosa di suo, ma quello che la rende ancora più odiosa è che tutti la trattano come se fosse una santa: la sua non è una storia di crescita, perchè arriva a palazzo che è già perfetta e pronta a salvare il mondo con la sua sola presenza.
Poteva essere interessante vederla scendere a patti con le necessità, imparare a muoversi in una realtà che non è la sua. Invece no, quello che vediamo è uno stato che si piega alla sua visione del mondo e al suo metro di valori per il semplice fatto che siccome è povera allora sa già tutto.
Cavolo, perfino il suo egoismo poteva funzionare e lo dico con cognizione di causa: Terry Pratchett ha messo in chiaro che Tiffany (che mi piace paragonare ad America perchè ad un certo punto ho letto le loro avventure in contempoeanea) è una ragazzina profondamente egoista, e ha usato la cosa come trampolino di lancio per il character development.
Le streghe sono tutte egoiste, le aveva detto la Regina. Ma il Senno del Senno di Poi di Tiffany disse: "Allora trasforma l'egoismo in arma! Fa' che ogni cosa diventi tua! Fa' che diventino tuoi le vite, i sogni e le speranze altrui! Proteggili! Salvali! Portali nell'ovile! Affronta la burrasca per loro! Tieni lontano il lupo!"
"I miei sogni! Mio fratello! La mia famiglia! La mia terra! Il mio mondo! Come osi tu prendere queste cose, che sono mie!"
Io ho un dovere!
 - L'intrepida Tiffany e i Piccoli Uomini Liberi, Terry Pratchett

12 commenti:

  1. "In tutto questo America è chiusa in una delle stanze di sicurezza: prova a uscire, ma la porta è proprio chiusa.
    Qui sono morta.
    No, a parte la spassosissima recensione, tutta questa storia mi mette un po' di tristezza: davvero questa trilogia è spacciata come roba seria? Davvero la Cass è così piena di sé da aggredire una ragazza che, su Goodreads, lo aveva recensito negativamente.
    Mi verrebbe voglia di leggerlo solo per affibbiarle un raiting negativo, ma mi sa che mi farei più male io che lei XD

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    1. Sì, è spacciata come serie distopica. Non solo, la Cass è così fiera del suo lavoro che a quanto pare uscirà anche un seguito (e potrei leggerlo) >___< la storia su Goodreads fu spettacolare: non solo aggredì la ragazza, ma discusse con la sua agente su twitter di come truccare i rating. Un genio.
      Mah, questa è la mia serie guilty pleasure preferita: il primo è esilarante, il secondo soporifero, e questo... è geniale nella sua idiozia. Ad un certo punto ho iniziato a pensare che la Cass lo facesse apposta XD

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  2. Maccheschifo O_O Ogni volta che vengono pubblicati cosi del genere non riesco proprio a farmene una ragione: non è possibile che in giro non ci siano cose meno sciatte. L'unica ipotesi che mi viene in mente è che questa tipa abbia ricevuto qualche "spintarella" -_- anche se avrebbe meritato uno spintone XD

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    1. Secondo me c'entra anche la scarsa considerazione del pubblico che hanno le CE.

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  3. C'è un solo motivo per cui mi dispiace un sacco che la serie sia finita... queste tue recensioni sui libri della Cass sono una specie di forza della natura, mi mancheranno tantissimo, ahaha! :D
    Comunque sì... credo anch'io che le CE siano pienamente consapevoli della qualità di quel che stanno pubblicando: probabilmente è proprio questo il lato peggiore della faccenda.
    Sto pensando a tutte le saghe interrotte qui da noi... e alla conclusione di questa, uscita puntualmente, insieme al milionesimo libro della serie "Night School"... che il cielo ci assista! XD

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    1. La Cass ha sentito il tuo dispiacere: in una data imprecisata del 2015 uscirà The Heir, seguito della trilogia e avrà per protagonista la figlia di Maxon e America. Più la Selezione a sessi invertiti. E io lo leggerò.
      Night School... brutta bestia. L'ho mollata al primo volume senza neanche recensirla.

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  4. Non posso leggerla. Devo mantenere la mente immacolata per godermi appieno le mille meraviglie di questa trilogia.
    (Però mi segno la pagina tra i preferiti e ci rivediamo appena metto le mani su questo capolavoro)

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    1. Aspetto con ansia la tua impressione sui prossimi volumi della serie XD

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  5. Sei fantastica come sempre!!! *__*
    Io sinceramente mi sono fermata al primo e poi ho perso il coraggio di continuare (anche se prima o poi la continuerò perché odio interrompere le serie e lo faccio solo in caso di emergenza) ma magari mi ricorderò delle tue parole durante la lettura e riuscirò a farmi quattro risate! ;)

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    1. Tralasciando il secondo, che è noioso da morire, io l'ho trovata una saga semplicemente esilarante: il primo e questo sono una parodia involontaria X°°°°°°D

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  6. All'inizio questa storia mi piaceva. Sul serio. Poi si è scivolati in una spirale di noia e idiozia senza fine *_* A questo punto di solito io abbandono. Ma in questa serie c'è qualcosa di così delirante che non ci riesco xD

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    1. Ti capisco perfettamente: mi rendo conto che è orribile ma non riesco a smettere di leggerla e ridere X°°°°°D

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