venerdì 10 marzo 2017

Il richiamo del cuculo

Il richiamo del cuculo, di Robert Galbraith.

Niente da fare: credo proprio che i gialli non saranno mai il mio genere preferito.

Il primo caso per Cormoran Strike in questo romanzo di esordio di Robert Galbraith, pseudonimo di J.K. Rowling, autrice della serie di Harry Potter e de Il seggio vacante. Londra. È notte fonda quando Lula Landry, leggendaria e capricciosa top model, precipita dal balcone del suo lussuoso attico a Mayfair sul marciapiede innevato. La polizia archivia il caso come suicidio, ma il fratello della modella non può crederci. Decide di affidarsi a un investigatore privato e un caso del destino lo conduce all'ufficio di Cormoran Strike. Veterano della guerra in Afghanistan, dove ha perso una gamba, Strike riesce a malapena a guadagnarsi da vivere come detective. Per lui, scaricato dalla fidanzata e senza più un tetto, questo nuovo caso significa opravvivenza, qualche debito in meno, la mente occupata. Ci si butta a capofitto, ma indizio dopo indizio, la verità si svela a caro prezzo in tutta la sua terribile portata e lo trascina sempre più a fondo nel mondo scintillante e spietato della vittima, sempre più vicino al pericolo che l'ha schiacciata. Un page turner tra le cui pagine è facile perdersi, tenuti per mano da personaggi che si stagliano con nettezza. Ed è ancora più facile abbandonarsi al fascino ammaliante di Londra, che dal chiasso di Soho, al lusso di Mayfair, ai gremiti pub dell'East End, si rivela protagonista assoluta, ipnotica e ricca di seduzioni.

Il richiamo del cuculo non mi ha suscitato particolare interesse quando è uscito: sostanzialmente l'ho preso solo perchè dietro al nome dell'autore si cela J.K. Rowling ma comunque ho aspettato anni prima di decidermi, e per quanto mi sia piaciuto ammetto di non essere qui a maledirmi per non averlo letto prima. Thriller e affini non sono nelle mie corde perchè anche quando mi sono piaciuti, anche quando ci rimango incollata finchè non l'ho finito, il mio stato d'animo si può comunque riassumere in "meh".
Io e i gialli
Tutto questo per dire che il mio scarso entusiasmo nei confronti del libro è dovuto principalmente ad un limite mio, per cui via il dente e via il dolore: il mio problema è - in generale - che nei gialli il finale mi sembra spesso e volentieri una forzatura. Per rendere l'indagine interessante, per avere un colpo di scena, per essere sicuri che i lettori non capiscano che è stato il maggiordono in biblioteca con il candelabro, io ho sempre l'impresione che l'assassino sia la persona più assurdamente improbabile dell'universo intero e che compia l'omicidio con modalità da ninja tali che, ok, d'accordo, ti sei guadagnato l'impunità solo per esserci riuscito.
Quindi ecco, la mia lamentela più seria nei confronti de Il richiamo del cuculo è che ho trovato piuttosto assurda la soluzione del mistero, che in un giallo non è poco.
E adesso passiamo alle cose che mi son piaciute, quelle che mi hanno portata a terminare la lettura in tempo record: a quanto pare lo stile della Rowling è in grado di coinvolgermi a prescindere dal genere e dal target.
La cosa migliore del libro, secondo me, è la costruzione dei personaggi: il detective privato Cormoran Strike mi ha conquistata da subito o quasi, e ho apprezzato moltissimo che - nonostante sia il protagonista - entri in scena dopo qualche capitolo e che la prima impressione che abbiamo di lui sia attraverso occhi altrui. Noi lo incontraimo in uno dei momenti peggiori della sua vita: l'attività in crisi, sommerso dai debiti e reduce dalla definitiva rottura con la storica fidanzata, che lo costringe a vivere in ufficio perchè si era trasferito da lei e i soldi per affittare anche un appartamento non li ha. Insomma, un disastro ambulante che fatica a rimettersi in piedi e che fa immediatamente contrasto con Robin, la nuova segretaria part-time: in una relazione stabile e felice, educata ed ordinata, con un futuro roseo che l'aspetta, Robin è immediatamente affascinata dal lavoro di Strike e se lui deve risolvere un caso - uno qualsiasi - per evitare la bancarotta, lei ha di fronte a sé il dilemma "lavoro stabile vs. lavoro insicuro che però le piace tanto".
Insomma, la vita di questi due coinvolge e finisce che ne vuoi di più (o almeno io sono finita così), ma ci sono altre cose che funzionano: oltre ai protagonisti, anche i personaggi secondari sono costruiti bene, tant'è che è quasi impossibile capire chi sarà destinato a tornare nei prossimi libri e chi no, e la vittima dell'omicidio, la bellissima Lula, è un personaggio postumo coi fiocchi. La ricostruzione della sua vita, delle sue relazione, dei suoi obbiettivi, la rende reale e alla fine ero dispiaciutissima all'idea che era già morta.
Altre cose che ho apprezzato sono la descrizione di Londra, ma soprattutto quella degli stili di vita che è possibile avere: nonostante abitino nella stessa città, il mondo di Lula e delle sue amicizie potrebbe essere tranquillamente su un'altro pianeta rispetto a quello di Cormoran e Robin.
Se invece dovessi trovara a questo libro un difetto stilistico, direi che la gestione dei punti di vista non è perfetta: a volte la Rowling salta da uno all'altro all'interno dello stesso periodo, difetto stilistico che ultimamente sto iniziando a trovare fastidioso. Non so se qui succede perchè è la prima volta che ne l'autrice ne usa più di uno (non ho letto Il seggio vacante, per quello che ne so potrebbe essere come Harry Potter) e deve ancora perfezionarsi, ma spero sinceramente che a sparire.

Quindi, alla fine della fiera, è un libro che mi è piaciuto ma non mi ha appassionata. Leggerò gli altri della serie, ma non avrò nessun problema ad aspettare l'edizione economica.

6 commenti:

  1. A me non era piaciuto particolarmente, perchè a me i gialli/thriller piacciono, e questo l'ho trovato tremendamente noioso e prevedibile. Concordo però su Cormoran, è piaciuto anche a me! Il seggio vacante secondo me è peggio di questoXD

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    1. Forse non essere un'esperta del genere mi ha aiutata: non conosco i meccanismi narrativi, quindi mi stupisco con poco XD

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  2. Ciao! A me era piaciuto molto in generale, anche se non è uno dei gialli migliori che ho letto. Sicuramente Cormoran è stata la cosa migliore ma non mi è dispiaciuto in generale :)

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    1. Concordo: se continuerò la serie sarà per interesse verso Cormoran più che per le sue indagino u_u

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  3. Ricordo che mi aveva sorpreso parecchio, ma che il finale aveva lasciato un po' l'amaro in bocca anche a me. Però la Rowling si fa perdonare con Il baco da seta, che ho davvero adorato parecchio!

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  4. Rowling o non Rowling, i gialli proprio non mi attirano. La cosa più vicina ad un giallo che ho letto è stata "Morte a Pemberley" di P.D. James, e l'ho fatto solo perché tutto ciò che ha anche solo una lontana parentela con "Orgoglio e pregiudizio" deve passare tra le mie zampe. Detto ciò, non escludo di leggerlo in futuro... ma devo aspettare il momento di ispirazione.

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