mercoledì 19 novembre 2014

Terminator


Un post che Serena ha pubblicato un po' di tempo fa mi ha ricordato una cosa: sono - più o meno - una fangirl di Terminator. Come si fa a scordarsi di essere una fangirl, direte voi? Beh, è che lo sono un sacco di cose e l'ultimo progetto di questo particolare franchise risale al 2009. Ed era brutto.
Il nuovo film si prospetta tamarro già dal nome (Terminator: Genisys) e la trama sta facendo sperare a tutti i fan che sia uno scherzo.
Quindi, per farmi del male, ho deciso di lanciarmi in una maratona includendo Terminator 3 e il Salvation.
Con molta calma, ovviamente.
E senza spoiler.

In teoria direi che si deve aver vissuto sotto un sasso per non conoscerlo, ma ormai credo basti non avere genitori amanti della fantascienza o del cinema.
Quindi, trama: nell'anno 2029 la guerra tra le macchine, guidate da Skynet, e gli umani, guidati da John Connor, è giunta alla fine. In un disperato tentativo di ribaltarne gli esiti Skynet invia un Terminator (cyborg di altissimo livello) nel passato per uccidere Sarah Connor - madre di John - prima che lo metta al mondo. Gli umani, scoperto il piano, mandano indietro il soldato Kyle Reese per proteggerla.

È difficile fare una recensione di un film che ormai è iconico nella storia del cinema, che ha inventato uno di quei temi musicali riconoscibili e che, incidentalmente, è uno dei miei film preferiti. È difficile restare obbiettivi.
Io e questo film
Facciamo un po' di storia: siamo nel 1984, alla regia c'è James Cameron, per la seconda volta dietro la macchina da presa (esperienza precedende: il seguito di Pirana, un film horror che era di serie b anche negli anni '80), per la prima volta con un soggetto suo. In sostanza, l'esordio di un grande: girato con due lire (e con due lire intendo che è costato più o meno quanto il catering di Terminator 2), l'attore di punta è un Arnold Schwarzenegger fresco di Conan, che chiama pubblico ma non è così famoso da fare lo schizzinoso e/o chiedere una baracca di soldi. In effetti siccome è l'attore di punta la produzione lo vorrebbe nei panni di Reese, ma l'idea non piace né a Cameron né a lui.
Ci sono aneddoti esilaranti, come l'ultima scena girata in post produzione con la segretaria bionda (Linda Hamilton non poteva), il cane della zia e il figlio adolescente di non ricordo chi a fare manovalanza. E il poliziotto che gli ha chiesto se avevano i permessi per girare in strada, e siccome non li avevano si sono inventati che era un progetto scolastico del ragazzino e se per cortesia poteva chiudere un occhio, grazie, gentilissimo.
Lapregolapregolaprego...
È uno di quei film che quando vedi i contenuti speciali capisci la passione per il cinema, l'inventiva che non avere mezzi può tirare fuori dalle persone, come il talento sia qualcosa che si percepisce.

Mi sono chiesta spesso cosa renda Terminator un film così riuscito: la trama è semplice, soprattutto oggi che i viaggi nel tempo non sono più una tema mai narrato prima.
Ci sono un sacco di cose che funzionano alla grande. Partiamo dal ritmo: è serratissimo, nel momento in cui Sarah viene raggiunta da Reese e dal Terminator inizia una fuga continua. Non c'è un'attimo di respiro perchè ad ogni pausa segue la perdita del vantaggio sul nemico, un vantaggio che è solo ed unicamente lo spazio che i due riescono a mettere tra loro e il cyborg.
Sarah e Reese non possono fermarsi, devono costantemente scappare perchè sono di fronte a qualcosa che può solo essere rallentata. Il costante pericolo si riflette nel loro rapporto, che procede al contrario: prima c'è la fiducia, poi l'amicizia. I momenti di intimità, le confidenze... sono successivi all'aver messo la propria vita nelle mani dell'altro: ci deve essere fiducia totale e completa immediatamente, e tutto quello che generalmente porta a tale fiducia è da scoprire in seguito.
Vieni con me se vuoi vivere è la prima cosa che Reese dice a Sarah, e riassume perfettamente il loro rapporto.

Sottile è la caratterizzazione di Sarah: una ragazza come tutte le altre. Cameriera in un fast food, divide l'appartamento con un'amica, ha un'iguana e uno zainetto rosa per andare al lavoro. E scopre di essere la chiave per la salvezza del genere umano: Sarah Connor, il mito, la madre eroica che crescerà il figlio in modo che possa guidare l'umanità nella guerra contro le macchine.
Inizialmente è sconvolta ed inutile, un pacco che Reese si porta appresso. Ma più si va avanti più la si vede emergere. Un paio di iniziative, in situazioni dove fare esattamente quello che le dicono sarebbe la cosa più sensata. Vuole distruggere il Terminator e non fuggire in eterno. Alla fine sono lei e il Terminator, e lei ha un'espressione di odio, di rabbia, di sfida e non di paura. E allora lo vedi che questa ragazza ha una tempra d'acciao, ed è credibile che possa rendere John Connor quello che sarà.
E c'è Reese, perfetto opposto del Terminator: un personaggio con una tristezza di fondo notevole, con una determinazione pari a quella del nemico ma che nasce dalla sua umanità. Fuori posto nel presente, che per lui è un passato destinato a sparire, l'action hero spaventato come la damigella da salvare. Non è il classico protagonista d'azione, in lui c'è una sensibilità di fondo che lo rende accessibile come Sarah, anche se viene da un futuro apocalittico.
Suoi sono i flashback/flashforward del film, una guerra continua dove non c'è speranza anche se sai che gli uomini hanno vinto.

Ma il punto forte del film è il Terminator: non c'è niente da fare, Schwarzenegger ruba la scena a tutti in un film dove pronuncia 17 battute. La sua è una recitazione prettamente fisica, e non nel senso "È Schwarzenegger, basta che sia lì e fa paura": riesce a sembrare non umano.
O meglio, riesce a sembrare qualcosa che sembra umano senza esserlo. Il modo in cui si muove, in cui guarda (Schwarzenegger ha detto di essersi ispirato alle telecamere di sicurezza), il modo in cui non cambia mai espressione o tono...
Il Terminator è inarrestabile: è così minaccioso perchè tu, spettatore, sai perfettamente che non si arrenderà mai, che andrà avanti sempre e comunque, che se raggiungerà i protagonisti questi non potranno parlargli, non potranno cercare di convincerlo, rallentarlo a parole. Non ha freni inibitori: nascondersi alla luce vuol solo dire che ucciderà tutti quelli che ti stanno intorno. Non prova dolore, non può morire e non può fermarsi.

Poi c'è anche quell'atmosfera cupa, di sconfitta, perchè anche se Sarah sopravvive il genere umano sta procedendo spedito verso l'olocausto nucleare, una tragedia creata dagli umani stessi con la loro frenesia di costruire senza mai fermarsi a riflettere sulle conseguenze, se c'è un limite da non superare.

Un film perfetto? No, perchè non esistono film perfetti. Ma è un film che riesce a mascherare le proprie pecche: è oggettivo che Sarah e Kyle abbiano pochissimo tempo per legare, ma l'interpretazione umana e sofferta di Linda Hamilton e Michael Biehn bilancia la cosa, per fare un'esempio.
Poi ci sono le cose invecchiate male, come i capelli di Sarah.
Saranno così per tutto il film
La moda anni '80 non perdona.
Gli effetti speciali si difendono bene per la maggior parte del tempo, a parte quanto il Terminator si aggiusta l'occhio e la testa è palesemente un modellino (da un lato non fa schifo perchè è ovvio che non è vera, dall'altro fa paura perchè sembra l'anticristo... e da un'altro ancora fa ridere).
Ci sono opinioni contrastanti sul Terminator in stop motion: a me non dispiace, ma è anche vero che è molto poco minaccioso. E lentissimo.

Insomma, come si sarà capito io questo film lo amo e lo consiglio. È uno di quelli che ho guardato per l'azione, ma mi ha incollata (e fatto tornare) per i feels.

16 commenti:

  1. Cioè, adesso mi fai anche voglia di vedere Terminator?? Ma sei una criminale!! XD
    Per colpa tua la mia Lista di roba "da leggere/da vedere" sta diventando di una lunghezza imbarazzante. E come se non bastasse, adesso ci sta dentro anche Schwarzenegger.

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    1. Dai, con Terminator te la cavi in un paio di serate. Quattro se vuoi farti del male.
      Un po' di più se cerchi anche il telefilm :P
      E mi raccomando, eventualmente recensione XD

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    2. No, va beh :
      https://www.youtube.com/watch?v=62E4FJTwSuc
      Donna, urge subito una discussione a riguardo.
      XD

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    3. a) Sto fisicamente male.
      b) Farò un post a riguardo, più prima che poi.
      Questo trailer, oltre ad essere agghiacciante, mi ha scombussolato la scaletta dei post su Terminator °A°
      E tu, donna, devi guardare almeno il primo u_u

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  2. Purtroppo, ho visto solo il terzo e il quarto film della serie... quando tutto il mondo concorda sul fatto che siano i primi due quelli che hanno fatto un pezzettino della storia del genere! :(
    Mi incuriosisce parecchio il rapporto fra Sarah e il Terminator, e la descrizione dei due personaggi che ho appena letto... vorrà dire che farò del mio meglio per recuperare! ;D

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    1. Il terzo e il quarto sono proprio qulli brutti XD
      Sull'importanza nella storia del cinema dei primi due... tieni conto che il T-1000 in Terminator 2 è considerato - assieme ai dinosauri di Jurassic Park - il punto di svolta nell'utilizzo della CGI come effetto speciale. È stato rivoluzionario.

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  3. Io di Terminator ho visto solo il 2 e la fine del 4 (che, dal finale, mi aveva incuriosito, ma invece tu mi dici che è meglio evitare?), e da sempre voglio vedere anche il primo. Ora ne ho ancora più voglia!
    E sono curiosa di andare a leggre la trama di quello nuovo! :D

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    1. Se hai visto il finale puoi anche vedere il resto, così almeno ti fai quattro risate sull'imbarazzante scena dal benzinaio: una perla per dialoghi a caso e doppiatori che cercano di prendere le distanze da quanto stanno dicendo °^°
      La trama di quello nuovo è terribile. Nel senso che pare vogliano buttare fuori continuity i primi due... cioè gli unici due di cui gliene frega qualcosa a qualcuno =___=

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    2. A me aveva intrigato la storia del (se ricordo e/o ho capito bene) robot che non sapeva di esserlo, tema banale quello della macchina umanizzata, ma che mi affascina fin dai tempi di Corto Circuito.
      La trama di quello nuovo (sono andata a cercarla) è veramente inconcepibile!!!!

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    3. Il tema della macchina umanizzata l'ho preferito del 2 e, soprattutto, nel telefilm: mi è piaciuto che abbiano lasciato il dubbio tra reale evoluzione 'affettiva' dei robot ed evoluzione attribuita loro dagli uomini che - standoci a stretto contatto - non riescono ad accettare del tutto l'idea che l'investimento emotivo non sia ricambiato in qualche modo, o che gli sviluppi delle macchine non siano per loro comprensibili e si muovano su binari completamente diversi rispetto a quelli umani.

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  4. Posso solo essere d'accordo con tutto quello che hai scritto. Terminator per me è stato fin dall'età di cinque anni e continua ad essere uno dei miei film preferiti. Ho consumato la videocassetta per tutte le volte che l'ho visto. Spesso anche di seguito. Finivo il film, riavvolgevo la cassetta e lo vedevo d'accapo. Non scherzo.

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    1. Beati tempi in cui, da marmocchi, si potevano vedere film che adesso ti accusano di essere un pessimo genitore se il pupo li vede u_u

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  5. Ho visto Terminator oggi per la prima volta. Giuro che non so come ho fatto fino ad oggi senza Sarah Connor e Kyle Reese.
    Ricordandomi che avevi scritto qualcosa a riguardo sono venuta a leggermi il post e ora, con la consapevolezza post-visione, non posso che concordare al 100%!

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    1. Sono contenta che ti sia piaciuto ^-^ Sarah e Kyle sono bellissimi, sia in coppia che in singolo. Tifo per loro ogni volta che vedo il film, anche se so già come andrà a finire T^T
      E ora puoi piangere anche tu sullo scempio che si prospetta essere il Genisys D:

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    2. Come ti capisco, io solo a ripensarci sento una stretta al cuore ç_ç
      E Genisys non esiste, nella mia linea temporale. Semplice. v.v

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