venerdì 5 dicembre 2014

Terminator 2: Il giorno del giudizio


Eccoci qua con Terminator 2, sempre con il buon vecchio Arnie e, a sorpresa, un budget degno di questo nome: dopo l'enorme successo del primo gli studi cinematografici decisero che i Terminator sarebbero tornati nelle sale in grande stile.
Un po' di spoiler, ma estrapolati dal contesto.

Trama: fallito il piano per impedire la nascita di John Connor, Skynet decide di riprovarci. Stavolta manda un T-1000, prototipo creato apposta per l'occasione, ad uccidere John durante l'infanzia. Un Terminator catturato e riprogrammato viene quindi mandato indietro con la missione di proteggere il futuro leader della resistenza umana.

Mio padre diceva sempre che Terminator 2 era l'esempio di buon sequel e aveva ragione. Certo, nel mio cuore avrà sempre un posto speciale il primo ma bisogna tener conto del fatto che ho un debole per i vecchi film, e che mi piacciono gli esordi di futuri grandi registi: l'inventiva necessaria per aggirare i limiti, la forza delle idee... che posso farci: il mio romanticismo è investito tutto in cose come questa.
Terminator 2 fa due cose che ogni sequel dovrebbe fare: tanto per cominciare non fa del male al suo predecessore (Highlander 2 distrugge completamente Highlander 1 in meno di quindici minuti, e non è una battuta), poi ha una trama solida che amplia il mondo iniziale. Non necessariamente in modo coerente ma in fin dei conti siamo in una storia con viaggi nel tempo, un paradosso stabile e una linea temporale in continuo mutamento.
Doctor Who aiuta moltissimo ad accettare tante cose.



Questo film è molto più completo: se nel primo avevamo un'insenguimento continuo, quasi un film dell'orrore con l'inarrestabile mostro che insegue i protagonisti per ucciderli, qui siamo completamente nel'action movie. Si comincia con un prologo che mostra il futuro, con le scene di guerra che volevano girare nel 1984 ma per budget e mezzi non potevano. Abbiamo anche quello che non avevamo nel primo: un'immagine di John Connor.
In effetti fino ad adesso John è stato una figura leggendaria, il suo nemico ha letteralmente piegato il tempo per ucciderlo... e come con Sarah, non ci troviamo di fronte a quello che ci aspettavamo.
John ha dieci anni ed è un bambino problematico: Sarah l'ha educato in vista del suo futuro, e ne ha perso la custodia. In affidamento presso una coppia normale, John è arrabbiato con i genitori adottivi, con Sarah e più o meno col mondo intero.
Un ragazzino ribelle, sulla strada della criminalità e convinto che la madre sia una pazza.

E Sarah? Sarah ha avuto un cammino difficile: non è più la giovane ed ingenua cameriera che avevamo conosciuto, e nemmeno la malinconica futura madre che abbiamo lasciato, ma una donna che - da sola - è riuscita a diventare una vera e propria guerriera, con contatti tra i trafficanti d'armi e (sembra) guerriglieri di varie parti del mondo. Tre sono gli obbiettivi della sua vita: proteggere John; prepararlo al suo futuro ed impedire la creazione di Skynet. Riagganciandosi direttamente ad una delle scene eliminate del primo film (in cui cercava di convincere Kyle a giocare d'anticipo ed evitare la guerra), Sarah è stata arrestata - ed internata - a seguito del tentativo fallito di far saltare in aria la Cyberdyne Systems.
Il percorso della nostra vecchia protagonista ha avuto notevoli conseguenze: è diventata una donna dura, pronta a tutto, con paranoia praticamente clinica, violenta e diffidente.

Quindi eccoci qui, con ben due storyline: da un lato la spietata caccia del T-1000, dall'altra il tentativo degli eroi di salvare il futuro del genere umano.
Eppure, di nuovo, è il Terminator a diventare la figura più interessante: il T-800 riprogrammato, infatti, assume nei confronti del piccolo John un ruolo quasi paterno, mentre il bambino diventa il motivo della sua personalissima evoluzione; perchè questo film mette in chiaro una cosa: una volta privati della direttiva che li porta ad uccidere ogni essere umano in linea generale (e i Connor in particolare), i Terminator hanno la capacità di imparare ed evolvere: non solo l'affetto di John per il robot è indubbio, ma è quantomeno discutibile che, alla fine, anche la macchina sia arrivata a provare qualcosa per il suo protetto. Qualcosa che non nasce solo dalla nuova programmazione.
Cosa fa un bambino con un super-robot?
Personalmente trovo la questione affascinante, perchè rende le macchine molto più complesse: quanto sono in grado di evolvere? È possibile integrarle con gli esseri umani? Vale la pena provarci? Sono davvero in grado di raggiungere l'autocoscienza, o è solo una questione di programmazione?
Tutte questioni che il film accenna, ma che verranno riprese dalla serie televisiva.
E adesso torniamo a Terminator 2.

Una nota di merito imho va alle scene d'azione: per l'anno (1991) erano tamarrissime, ma è uno di quei casi dove la mano di un regista con una marcia in più si fa sentire. È lampante che siano lì perchè volevano vedere se riuscivano a girarle, ma sono usate in modo intelligente: ai Terminator non importa della propria incolumità, se possono portare a termine la missione. Non gli importa di ciò che gli circonda. Ancor meno gli importa cosa succede ai loro mezzi di trasporto, tanto non possono morire in incidenti o simili. Per cui tutte le cose impossibili che fanno, oltre ad essere fighe da guardare, sottolineano continuamente quanto non sono umani.

Ma parliamo anche del T-1000: fuori dalla storia, è importante per il cinema... nel senso che gli effetti speciali per crearlo rendono perfettamente anche oggi ma, soprattutto, sono considerati uno dei punti cardine per l'utilizzo della CG (l'altro, beh, sono i dinosauri di Jurassic Park). Robert Patrick è bravissimo nell'interpretarlo: modello più evoluto, riesce ad integrarsi meglio rispetto al T-800 ma, alla fine, risulta inquietantissimo. Se Arnold Schwarzenegger aveva dalla sua l'imponenza fisica a renderlo ancora più minaccioso, Patrick è quella persona apparentemente normale che, tempo dieci minuti, inizi a sospettare sia un serial killer e volerti mettere a piangere se continua a stare nella stessa stanza con te (curiosità: era l'idea iniziale, scartata quando Schwarzenegger chiese di poter fare il cattivo invece dell'eroe).

E alla fine? Alla fine il film si chiude su una nota di speranza: mentre prima il futuro era deciso ed immutabile, adesso è nebuloso e non più certo. Non sappiamo se Sarah e John hanno salvato l'umanità, o se le hanno solo dato una possibilità, ma adesso - come tutti - non portano più sulle spalle il peso di un destino già scritto.

Insomma, questo sequel è riuscito: sapendo di non poter replicare il primo, decide di essere un'altra cosa. Abbiamo un bel film d'azione, con spunti interessanti e più personaggi in gioco, e un finale aperto che voleva essere il messaggio finale: il destino è quello che ci creiamo da soli.



Nota flashback: ai tempi l'incubo sulla guerra nucleare di Sarah diede gli incubi anche a me.

Nessun commento:

Posta un commento