venerdì 11 settembre 2020

Cobra Kai

Io pensavo che fosse una serie comica, nata a seguito dell'interesse per Karate Kid portato da How I met your mother. 
E invece.

Ci sono molti prodotti degli anni '80 di cui ho usufruito fuori tempo massimo ma che ho apprezzato lo stesso perché in parte ci sono cresciuta e l'atmosfera la riconosco: Karate Kid l'ho visto da grande, eppure sono riuscita ad amarlo nonostante ad un primo sguardo si tratti di un'opera potenzialmente invecchiata malissimo.
Il film racconta la storia di Daniel LaRusso, un ragazzino che con la madre si trasferisce in California e lì viene prontamente preso di mira da Johnny Lawrence e i suoi amici (con atti di bullismo che, rivisti da adulti, sembrano più tentativi di omicidio), tutti membri dell'aggressivo dojo Cobra Kai. 
Danny, invece, diventa allievo dell'anziano signor Miyagi, in una storia di formazione e riscatto adolescenziale.

La serie, ambientata trent'anni dopo gli eventi del primo film, vede come protagonista Johnny, il cattivo. Un cattivo che non è che faccia molta paura: come molti ex atleti del liceo americani, Johnny non è riuscito a raggiungere il successo: ha uno squallido lavoro come tuttofare, vive in un brutto quartiere, è pericolosamente vicino all'alcolismo, non ha praticamente nessun rapporto con l'ex moglie e con il figlio, ha abbandonato il karate.
Le cose cambiano quando vicino a lui si trasferisce Miguel Diaz, un adolescente nerd, impacciato e vittima dei bulli della scuola, e Johnny inizia un improbabile percorso di redenzione decidendo di riaprire il Cobra Kai.
Peccato che a Daniel LaRusso - divenuto nel frattempo proprietario di saloni automobilistici - vedere quel dojo riaprire causi flashback stile guerra del Vientman, e la rivalità tra i due si riaccende più forte che mai.
Solo che questa volta sono loro i maestri e finiscono per tirarci dentro anche i loro allievi: così come Johnny ha riaperto il Cobra Kai, così Danny ha deciso di allenare Robby Keene, un ragazzino problematico che ha iniziato a lavorare nella sua concessionaria.
Ora, guardiamo i fatti: Cobra Kai è una web-serie a basso costo prodotta da YouTube Premium basata su un franchise di trentasei anni fa (trentaquattro quando uscì la prima stagione). Sarebbe lecito aspettarsi una cagata sulla falsariga della nostalgia che sembra aver investito tv e cinema negli ultimi anni, soprattutto dato che siamo in un periodo dove anche il tentativo di rilanciare Star Wars ha avuto risultati contrastanti, e con Karate Kid già ci avevano provato - fallendo - nel 2010.
Eppure, incredibilmente, Cobra Kai ci riesce, diventando paradossalmente quella serie da studiare per capire come riproporre un prodotto nostalgico con successo.

Sono molte le cose che funzionano. Inizierò da quelle tecniche, per poi andare a parlare del fattore nostalgia.
La prima è che Cobra Kai non vuole strafare: pare perfettamente consapevole del budget a disposizione, del mezzo con cui sarà trasmessa, del fatto che non potrà andare a fare chissà quali guadagni. Chiunque ci abbia lavorato, sapeva quale fosse un realistico obbiettivo e ha sfruttato al meglio quanto aveva a disposizione: non ci sono coreografie assurde, non ci sono effetti speciali che tolgono il fiato.
Quindi, per compensare, hanno messo il cuore.
È quasi rassicurante quanto sia evidente che tutti coloro che hanno lavorato a questa serie amano e rispettano i film di cui sono seguito: non ci sono retcon dell'ultimo minuto, anzi abbiamo spezzoni dei film rimasterizzati usati come flashback, abbiamo le tracce della colonna sonora, se un personaggio viene dalla lore cinematografica, è interpretato dallo stesso attore dei film. Abbiamo la dolorosa mancanza di Miyagi (dovuta alla scomparsa di Pat Morita nel 2005) riconosciuta e costruita per omaggiare un personaggio, un attore, che sono stati fondamentali per il franchise.

Un'altra cosa importante è come tutti siano consapevoli che i tempi sono cambiati: ciò che negli anni '80 funzionava, oggi sarebbe ridicolo per chiunque quegli anni non li abbia almeno colpiti di striscio, perciò se da un lato a noi vecchietti salda il cuore vedere Danny e Johnny rivali come se niente fosse cambiato, dall'altro è giusto che vi siano affiancate scene che mostrano come - per tutti gli altri - vedere due uomini di mezza età sul piede di guerra per robe successe quando erano dei mezzi mocciosi è strano borderline ridicolo. E contemporaneamente abbiamo un'evoluzione realistica e profonda di questi due personaggi, e accanto a scene comiche che fanno sinceramente ridere, possiamo trovare argomenti in grado di far riflettere, come lo sport vissuto come momento di riscatto, aggregazione e costruzione della propria identità.
Abbiamo l'iniziale scambio di ruoli, perché la prima cosa a cui tutti abbiamo pensato è stata "Quindi è un po' come se Danny fosse stato addestrato da Kreese, e Johnny da Miyagi", salvo realizzare che non è così perché i personaggi sono così simili e così diversi da portare continui paralleli e capovolgimenti, ed è così che si fa con la nostalgia: la inserisci, la usi, ma all'interno di qualcosa di nuovo.

Cobra Kai
, a mio avviso, è una serie in crescendo: la prima stagione è semplice, e la sua semplicità è un incredibile punto di forza. La seconda diventa più complessa e inizia ad inserire un po' di "forzature" (dove con "forzature" intendo "avvenimenti che difficilmente succederebbero nella vita vera, ma in un telefilm sono un po' la norma"): si inizia a vedere quanto Johnny e Danny siano impreparati come insegnanti, come la loro faida stia coinvolgendo anche i loro allievi perché un conto è avercela a morte con il tuo vecchio bullo (ed è interessante come sia Danny che Johnny considerino l'altro tale), un conto è creare un clima di guerra e poi tirarlo addosso ad un gruppo di sedicenni che - in quanto sedicenni - non hanno ancora i filtri necessari a ridimensionare il dramma.
E si vede che se lavori a stretto contatto con ragazzini - soprattutto ragazzini con molte problemi sulle spalle - sarebbe meglio che tu avessi le idee chiare e non fossi nel mezzo di un percorso di redenzione, o di una crisi di mezza età.
In più, ho apprezzato che i difetti non li avesse solo Johnny ma anche Danny, talmente accecato nel suo odio per il Cobra Kai da non realizzare che i suoi tentativi di farlo chiudere nella migliore delle ipotesi renderebbero Johnny disoccupato.

Insomma, è una serie divertente con personaggi di mezza età credibili, personaggi adolescenti scritti bene, buone coreografie di combattimenti, che riesce a far ridere ma anche a pensare, andando a toccare argomenti come il confine tra bullo e vittima, o come i traumi passati possano influenzarti anche se sono passati decenni e hai una vita completamente diversa, come diventare una figura di riferimento per un ragazzino sia un lavoro a tempo pieno da prendere seriamente, o il rapporto genitore-figli.

Ragazzi, è una serie fatta con talmente affetto, con talmente tanto desiderio di piacere rispetto al guadagnare... che io mi sono ritrovata a bingiarla in due giorni, e a desiderare la terza stagione prima di subito, dove invece ho abbandonato The Mandalorian.
Ho amato di più una serie a basso costo su Karate Kid prodotta da YouTube e poi riproposta da Netflix, rispetto ad una serie su Star Wars prodotta dalla Disney a butget milionario.
Sono cose che fanno riflettere.

7 commenti:

  1. Adoro quando il volere fare una cosa fatta bene vince sul volere guadagnare facilmente. Sento parlare di Cobra Kai un sacco ultimamente e credo proprio che cercherò di ritagliarmi un momento per il rewatch di Karate Kid e poi finalmente di questa serie.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Guarda, il rewatch non è necessario: mia sorella e mio cognato hanno visto la serie (che gli è piaciuta un sacco), senza aver mai guardato Karate Kid. Anzi, stavano pensando di recuperarlo proprio per quanto gli è piaciuta Cobra Kai XD

      Elimina
  2. Ciao Katerina! Karate Kid non lo vedo da tantissimo ma mi piaceva molto da piccola! Non sapevo di questa serie, ma penso proprio che prossimamente la guarderò! :)

    RispondiElimina
  3. Mi sa che la recupero. Da bambino amavo Karate Los!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. *Kid.

      Maledetto correttore.

      Elimina
    2. Il correttore dona sempre gioie immense XD
      Secondo me potrebbe piacerti, e se la guarderai spero che ne parlerai nel blog ^-^

      Elimina