Oggi, in via del tutto eccezionale, una chiesa. Perché ho visto le foto e mi è tornata in mente la mia cuginetta quando, a tre anni, vide il Duomo di Firenze e con gli occhi sgranati disse: "Ma queshto bellishimo cashtello è di Cenerentola o della Bella Addormentata?".
Il santuario dell'Addolorata di Castelpetroso si trova in Molise, in provincia di Isernia, ed è abbastanza recente (almeno per noi che siamo abituati ad avere quasi tutto costruito su resti romani, e a volte i resti romani sui resti etruschi): la sua costruzione, infatti, risale al 1890 e il suo completamento al 1975.
La chiesa fu costruita in un luogo dove secondo la tradizione la Madonna apparve diverse volte.
A reader lives a thousand lives before he dies. The man who never reads lives only one.
lunedì 28 gennaio 2019
venerdì 25 gennaio 2019
Star Wars - L'Impero Colpisce Ancora
Dopo una serie di recensioni che probabilmente vi hanno portati a chiedervi come mai sono una fan di questa serie, ecco qui il mio capitolo preferito, che ritengo anche - abbastanza oggettivamente - uno dei film che hanno fatto la storia del cinema.
Ovviamente spoiler. Ma tanto, tanto spoiler.
Ovviamente spoiler. Ma tanto, tanto spoiler.
mercoledì 23 gennaio 2019
Baby recensioni: Marco Polo e Stanza, letto, armadio, specchio
Di Maria Bellonci ho letto alcune biografie, e in tutta onestà pensavo che anche questa lo fosse: ho preso il libro a scatola chiusa su Acciobooks, e solo quando ho visto che è lungo duecento pagine mi è venuto il dubbio che forse non era quello che pensavo.
E infatti siamo di fronte ad un libro di narrativa storica.
Marco Polo è un racconto dentro un racconto: adulto, ormai tornato a casa da anni, Marco viene ferito in guerra e racconta ai suoi carcerieri (che lo trattano bene perché è ricco e conosciuto, quindi se in salute sarà futura fonte di un cospicuo riscatto) i viaggi della sua giovinezza.
Si parte dall'infanzia, dalla curiosità sempre presente per quello che c'è ai confini del mondo, il mito del padre e dello zio dati per dispersi senza che Marco mai abbia creduto che fossero morti, e si arriva nell'impero Mongolo: un mondo meraviglioso e sconosciuto, con una cultura diversa da tutto ciò che Marco ha visto fino a quel momento ma non per questo peggiore, e si vede la curiosità reciproca, le potenzialità di un incontro tra culture che può davvero rendere il mondo più grande. In questo libro noi siamo Marco e chi lo ascolta contemporaneamente.
Un libro bello, ma non il migliore dell'autrice: è sicuramente uno dei più semplici, non essendo un vero e proprio saggio storico può concentrarsi sul sense of wonder lasciando da parte le fonti storiche, però l'ho trovato un po' troppo superficiale, come se nel voler scrivere un libro accessibile a tutti la Bellonci avesse sacrificato lo scavare in profondità nei viaggi di Marco Polo, probabilmente anche perché il libro si pone come companion di uno sceneggiato televisivo.
Lettura che consiglio, stranamente adatta ai momenti di pace e utile per rilassarsi.
Uno di quei casi in cui ho visto il film tratto dal libro, senza avere poi nessuno stimolo per recuperare la versione cartacea.
Fortuna che l'aveva la genitrice, e in un momento in cui cercavo qualcosa che stesse fuori dalla mia tbr (avevo voglia di uscire dalla confort zone) me lo sono fatto prestare.
Non credo ci sia bisogno di presentazioni, ma facciamole lo stesso: Jack è un bambino di cinque anni, e il suo mondo inizia e finisce con Stanza, dove vive con la sua mamma. Jack non è mai uscito, crede che Stanza sia il mondo e che non esista un fuori... finché la madre decide di dirgli la verità: loro due sono prigionieri, lei è stata rapita sette anni prima, e adesso Jack è abbastanza grande da poterla aiutare a fuggire.
La mia più grande paura era che, sapendo già come va a finire la storia, non sarei riuscita ad appassionarmi durante la lettura, e si trattava di una paura infondata: Emma Donoghue è una scrittrice davvero brava; non solo la storia ti tiene incollato anche se la sai già, ma ho trovato fenomenale il modo in cui riesce a far capire ogni cosa che sta succedendo a tutti i vari personaggi usando il punto di vista di un bambino di cinque anni, che ha vissuto in una situazione estrema e ha una conoscenza del mondo prossima allo zero. È un libro che regge anche se si sa già come va a finire perché non si basa solo ed unicamente sulla storia ma sul cuore, su questi personaggi a cui ti affezioni e per cui fai il tifo, che speri disperatamente che capiscano, che si vengano incontro. Che Jack e la sua mamma siano riusciti a fuggire in tempo per poter raggiungere il loro lieto fine, separati e insieme, con la loro famiglia e senza.
Pensavo non servisse a niente leggerlo. Mi sbagliavo.
E infatti siamo di fronte ad un libro di narrativa storica.
Marco Polo è un racconto dentro un racconto: adulto, ormai tornato a casa da anni, Marco viene ferito in guerra e racconta ai suoi carcerieri (che lo trattano bene perché è ricco e conosciuto, quindi se in salute sarà futura fonte di un cospicuo riscatto) i viaggi della sua giovinezza.
Si parte dall'infanzia, dalla curiosità sempre presente per quello che c'è ai confini del mondo, il mito del padre e dello zio dati per dispersi senza che Marco mai abbia creduto che fossero morti, e si arriva nell'impero Mongolo: un mondo meraviglioso e sconosciuto, con una cultura diversa da tutto ciò che Marco ha visto fino a quel momento ma non per questo peggiore, e si vede la curiosità reciproca, le potenzialità di un incontro tra culture che può davvero rendere il mondo più grande. In questo libro noi siamo Marco e chi lo ascolta contemporaneamente.
Un libro bello, ma non il migliore dell'autrice: è sicuramente uno dei più semplici, non essendo un vero e proprio saggio storico può concentrarsi sul sense of wonder lasciando da parte le fonti storiche, però l'ho trovato un po' troppo superficiale, come se nel voler scrivere un libro accessibile a tutti la Bellonci avesse sacrificato lo scavare in profondità nei viaggi di Marco Polo, probabilmente anche perché il libro si pone come companion di uno sceneggiato televisivo.
Lettura che consiglio, stranamente adatta ai momenti di pace e utile per rilassarsi.
Uno di quei casi in cui ho visto il film tratto dal libro, senza avere poi nessuno stimolo per recuperare la versione cartacea.
Fortuna che l'aveva la genitrice, e in un momento in cui cercavo qualcosa che stesse fuori dalla mia tbr (avevo voglia di uscire dalla confort zone) me lo sono fatto prestare.
Non credo ci sia bisogno di presentazioni, ma facciamole lo stesso: Jack è un bambino di cinque anni, e il suo mondo inizia e finisce con Stanza, dove vive con la sua mamma. Jack non è mai uscito, crede che Stanza sia il mondo e che non esista un fuori... finché la madre decide di dirgli la verità: loro due sono prigionieri, lei è stata rapita sette anni prima, e adesso Jack è abbastanza grande da poterla aiutare a fuggire.
La mia più grande paura era che, sapendo già come va a finire la storia, non sarei riuscita ad appassionarmi durante la lettura, e si trattava di una paura infondata: Emma Donoghue è una scrittrice davvero brava; non solo la storia ti tiene incollato anche se la sai già, ma ho trovato fenomenale il modo in cui riesce a far capire ogni cosa che sta succedendo a tutti i vari personaggi usando il punto di vista di un bambino di cinque anni, che ha vissuto in una situazione estrema e ha una conoscenza del mondo prossima allo zero. È un libro che regge anche se si sa già come va a finire perché non si basa solo ed unicamente sulla storia ma sul cuore, su questi personaggi a cui ti affezioni e per cui fai il tifo, che speri disperatamente che capiscano, che si vengano incontro. Che Jack e la sua mamma siano riusciti a fuggire in tempo per poter raggiungere il loro lieto fine, separati e insieme, con la loro famiglia e senza.
Pensavo non servisse a niente leggerlo. Mi sbagliavo.
martedì 22 gennaio 2019
Teaser Tuesday #212
Ed ecco di nuovo la rubrica settimanale Teaser Tuesday, creata dal blog Should Be Reading, che si divide in poche, semplici fasi:
1_ prendi il libro che stai leggendo
2_ apri una pagina a caso
3_ scrivi un breve brano (stando attenti a non spoilerare)
4_ scrivi titolo e autore
Ad attendere Ifemelu nella piccola e affollata stazione degli autobus, pronta a raccoglierla e gettarla nella vera America, c'era Ginika, con la minigonna e un top a fascia che le copriva il busto ma non la pancia. Era molto più magra, la metà di prima, e pareva avesse la testa più grande, in bilico su un lungo collo da non meglio identificato animale esotico. Allungò le braccia, come a invitare un bimbo a farsi abbracciare, ridendo, chiamandola: "Ifemsco! Ifemsco!" e per un attimo Ifemelu si ritrovò al tempo delle superiori: l'immagine di ragazzine che spettegolano, accalcate nei corridoi della scuola, in uniforme bianca e blu, i berretti di feltro appollaiati sulla testa. Abbracciò Ginika. La teatralità del loro stringersi, del distaccarsi e riavvicinarsi, le riempì gli occhi di lacrime, per sua lieve sorpresa.
"Ma guardati!" disse Ginika, gesticolando e facendo tintinnare i numerosi bracciali d'argento che aveva al polso. "Sei davvero tu?"
"Tu, piuttosto, quand'è che hai smesso di mangiare e sei diventata un baccalà?"
Ginika scoppiò a ridere, prese la valigia e si voltò verso l'uscita. "Andiamo, vieni. Ho la macchina in divieto di sosta."
- Americanah, Chimamanda Ngozi Adichie
1_ prendi il libro che stai leggendo
2_ apri una pagina a caso
3_ scrivi un breve brano (stando attenti a non spoilerare)
4_ scrivi titolo e autore
Ad attendere Ifemelu nella piccola e affollata stazione degli autobus, pronta a raccoglierla e gettarla nella vera America, c'era Ginika, con la minigonna e un top a fascia che le copriva il busto ma non la pancia. Era molto più magra, la metà di prima, e pareva avesse la testa più grande, in bilico su un lungo collo da non meglio identificato animale esotico. Allungò le braccia, come a invitare un bimbo a farsi abbracciare, ridendo, chiamandola: "Ifemsco! Ifemsco!" e per un attimo Ifemelu si ritrovò al tempo delle superiori: l'immagine di ragazzine che spettegolano, accalcate nei corridoi della scuola, in uniforme bianca e blu, i berretti di feltro appollaiati sulla testa. Abbracciò Ginika. La teatralità del loro stringersi, del distaccarsi e riavvicinarsi, le riempì gli occhi di lacrime, per sua lieve sorpresa.
"Ma guardati!" disse Ginika, gesticolando e facendo tintinnare i numerosi bracciali d'argento che aveva al polso. "Sei davvero tu?"
"Tu, piuttosto, quand'è che hai smesso di mangiare e sei diventata un baccalà?"
Ginika scoppiò a ridere, prese la valigia e si voltò verso l'uscita. "Andiamo, vieni. Ho la macchina in divieto di sosta."
- Americanah, Chimamanda Ngozi Adichie
venerdì 18 gennaio 2019
Star Wars - Una Nuova Speranza
Sono arrivata alla trilogia originale, ed è dura decidere come parlare di Episodio IV: come se fosse il primo film della serie? Tendendo conto del franchise e di tutta la continuity? Cercando di restare neutra, o lasciando andare a briglia sciolta l'amore che mi porto dietro dall'infanzia, e che per forza di cose mi renderà parziale?
Non aiuta che le altre recensioni non siano omogenee: la nuova trilogia e gli spin-off si beccano in pieno l'entusiasmo del momento, quella prequel ha la delusione maturata dopo anni di re-watch, con l'Universo Espanso vado in ordine completamente casuale e tendo a saltare in toto i fumetti.
Le recensioni di questa serie sono la cosa meno professionale ever, anche in ambito amatoriale.
Ma inezie del genere non mi hanno mai fermata.
Spoiler.
Non aiuta che le altre recensioni non siano omogenee: la nuova trilogia e gli spin-off si beccano in pieno l'entusiasmo del momento, quella prequel ha la delusione maturata dopo anni di re-watch, con l'Universo Espanso vado in ordine completamente casuale e tendo a saltare in toto i fumetti.
Le recensioni di questa serie sono la cosa meno professionale ever, anche in ambito amatoriale.
Ma inezie del genere non mi hanno mai fermata.
Spoiler.
mercoledì 16 gennaio 2019
Stelle cadenti
martedì 15 gennaio 2019
Teaser Tuesday #211
Ed ecco di nuovo la rubrica settimanale Teaser Tuesday, creata dal blog Should Be Reading, che si divide in poche, semplici fasi:
1_ prendi il libro che stai leggendo
2_ apri una pagina a caso
3_ scrivi un breve brano (stando attenti a non spoilerare)
4_ scrivi titolo e autore
1_ prendi il libro che stai leggendo
2_ apri una pagina a caso
3_ scrivi un breve brano (stando attenti a non spoilerare)
4_ scrivi titolo e autore
"Allora, Blaise" disse la creatura chiamata Bloat e ridacchiò. "Ti ho sentito fare dei brutti pensieri su uno dei nostri ospiti qui alle Rocce. Non si fa. Non si fa proprio per niente."
Blaise lasciò che il naso e il labbro superiore si contraessero per il disgusto davanti al fetore sprigionato da quella massa traslucida da verme, un olezzo palpabile quanto la terribile immondizia nera che gli scendeva ininterrottamente lungo i fianchi. Sarebbe stato inutile nascondere la sua reazione, anche se K.C. diceva che quell'espressione lo faceva somigliare a un pipistrello frugivoro. Bloat poteva leggergli nella mente.
Blaise odiava quella cosa. Lasciò che la nausea brillasse come un faro, si riempì la testa di immagini di vomito, enormi gayser gialli.
Il grosso scarafaggio Kafka indugiava lì attorno, emettendo suoni simili a uno scrocchiare di nocche. Era una specie di visir per Bloat e cercava sempre di assicurarsi che il suo capo ricevesse un trattamento consono alla posizione di governatore delle Rocce e non quello suscitato dal suo aspetto. Kafka non amava per niente i saltatori. Men che mai Blaise.
"Presumo che adesso ci ordinerai anche cosa dobbiamo pensare" disse Blaise, con grande sfacciataggine. "L'autorità ti ha dato alla testa, ovunque cavolo si trovi."
"No" disse Bloat, dimenticandosi di ridacchiare. "Mi piacerebbe poterti dire che cosa pensare. Meglio ancora, vorrei dirti di non pensare. Ma tu non puoi farne a meno, proprio come io non posso fare a meno di... ascoltarti."
- Il castello di cristallo, a cura di George R.R. Martin
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