lunedì 24 gennaio 2022

Baby recensioni: La ragazza nella torre - L'inverno della strega

La ragazza nella torre, secondo volume della trilogia scritta da Katherine Arden iniziata con L'orso e l'usignolo, è un libro che mi ha portata pericolosamente vicina al blocco del lettore: non è stata colpa sua, sono stata io che mi sono ostinata a voler leggere un volume quando palesemente non era il suo momento e non ero nello stato d'animo adatto.
La ragazza nella torre è un solido secondo volume: per quanto il primo potesse considerarsi autoconclusivo, questo non lascia l'impressione di essere stato messo insieme perché ce ne dovevano essere per forza tre, ma piuttosto perché la storia di Vasja ha ancora qualcosa da mostrare: vediamo Vasja, ragazzina di provincia, più simile ad una campagnola che ad una nobildonna, viaggiare. E vediamo come la sua concezione del mondo, ingenua e per forza di cose contaminata dal suo vivere al confine con le favole, scontrarsi col mondo vero.
Anche noi lettori, in questo volume, ci troviamo di fronte ad un mondo più grande: regioni, capitali, politica interna e trattati con popoli confinanti, religione e folclore. All'interno de La ragazza della torre tutti sembrano avanzare pretese sulla Rus, sui suoi territori e sulla sua anima, in una guerra in preparazione in cui Vasja si trova coinvolta quasi suo malgrado, e dove alcuni sembrano attribuirle un potere che lei stessa non comprende.
Come nel precedente testo, Katherine Arden ci porta nuovamente all'interno della Rus, descrivendola in un modo tale che quasi si sente il freddo della neve. I personaggi sono ben costruiti, con motivazioni, pregi e difetti, e trovo sempre gradevole quando le figure non umane vengono rappresentate come tali.
Il difetto maggiore, a mio avviso, la presenza di un personaggio di cui speravo ci fossimo liberati un volume fa e che per me non ha più niente da dire. Spoiler: lo penso anche dopo aver letto il terzo.

 
 

L'inverno della strega è il terzo ed ultimo libro della trilogia, e si tratta di una più che degna conclusione: in questo volume vediamo la crescita di Vasja giungere a termine. L'abbiamo vista nascere, questa improbabile eroina, questa bambina scavezzacollo con gli occhi verdi e la bocca troppo larga. L'abbiamo vista invischiarsi con poteri che conosceva solo in parte, interagire con creature millenarie che avevano bisogno di lei, ma di lei tanto più vecchie.
Qui vediamo Vasja scoprire cosa vuole fare, e imparare come faloe, la vediamo emanciparsi dal ruolo di pedina per prendere saldamente in mano il proprio destino e divenire una nuova forza, in quella che sarà la battaglia decisiva per la Rus, e intendo proprio tutta la Rus: geografica, politica, culturale. Non è solo una battaglia per l'anima di una nazione.
Ho apprezzato molto come, in questo frangente, la Arden sia riuscita a mostrare la religione cristiana non solo come qualcosa che distrugge e brucia, quasi ci fosse alla fine un tocco di speranza perché nonostante tutto noi le storie e le filastrocche e le feste sostituite dai giorni dei Santi le ricordiamo ancora. Non le hanno cancellate per sempre dalla nostra memoria.
Ma soprattutto ho amato come Vasja sia presentata come qualcosa di nuovo, ma si intuisca che per riuscire a mantenere il suo ruolo dovrà avvicinarsi ad essere qualcosa di molto antico, di molto conosciuto, di molto iconico, e quando l'ho capito ho esultato come una ragazzina che vede diventare canon la sua prima ship. E non si stava neanche parlando di ship.
Alla fine quella di Katherine Arden è una trilogia ben scritta, con un ottimo world building e che lascia la voglia di comprare tutti i libri di mitologia russi esistenti. Ma devo dire che purtroppo non mi è entrata nel cuore: c'è un motivo, se pur volendola recensire tutta non ho scritto recensioni singole. Non mi ha lasciato abbastanza da dire.

venerdì 21 gennaio 2022

Arcane

Con solo tre mesi di ritardo, anche io mi unisco a tutti coloro che hanno guardato Arcane, serie animata per adulti uscita su Netflix a novembre, e l'hanno amata.

mercoledì 19 gennaio 2022

WWW... Wednesday #58

A prescindere dall'orario in cui questo post finirà on-line, sappiate che diversamente dai due precedenti appuntamenti con questa rubrica l'ho scritto ad un orario umano. Solo che non si è ancora ben capito se la riunione di mercoledì pomeriggio sarà in presenza (e quindi, avendo il turno di mattina, rimarrò in ufficio) o via web (nel qual caso tornerò a casa). Perché a noi l'organizzazione fa proprio schifo.
Ma lasciamo perdere i fastidiosi contrattempi lavorativi e passiamo alle letture. Avrò concluso Girl from the Other Side? L'ossessione per The Witcher mi sarà passata abbastanza da leggere qualcosa che non fosse quella serie? Lo scopriremo sotto il cut.
O su Goodreads.

lunedì 17 gennaio 2022

Così si perde la guerra del tempo

Così si perde la guerra del tempo, di Amal El-Mohtar e Max Gladstone.

Il Calendario dell'Avvento Oscar Vault mi ha permesso di recuperare questo volume, che avevo in wish-list da una vita e mezzo, ma non mi decidevo mai a comprare.

mercoledì 12 gennaio 2022

WWW... Wednesday #57

A quanto pare gennaio è il mese del WWW...Wednesday fuori orario massimo. Colpa mia, stamattina quando sono rientrata dal turno di notte ho commesso l'errore di sdraiarmi "cinque minuti" sul letto: risultato, quando sono tornata del regno dei coscienti era mezzogiorno e ho passato il pomeriggio a rincorrere tutte le commissioni che volevo fare la mattina, visto che domani sarò senza auto per buona parte della giornata.
Ma andiamo a parlare di letture e non della mia narcolessia.

lunedì 10 gennaio 2022

Un bacio prima di morire

Un bacio prima di morire, di Ira Levin.

È andata avanti la mia avventura nella produzione di Ira Levin.

venerdì 7 gennaio 2022

Buoni propositi vecchi e nuovi

Anche il 2021 ci ha lasciato: un anno arrivato con la speranza di un miglioramento rispetto al 2020, salvo poi doverci arrendere all'evidenza che se il 2020 ha visto il mondo fermarsi, dal 2021 in poi avremmo scoperto il prezzo di quello stop. Il 2022 non è che sia iniziato poi molto meglio, l'impressione è che ancor più del solito si sta come d'autunno sugli alberi le foglie.

A livello personale il 2021 è stato un anno peculiare: iniziato non male, si è arenato a causa del burn-out. Ora come ora sto cercando di vederlo come un momento di svolta, in cui sono stata costretta da forza maggiore a rivalutare gli equilibri e l'organizzazione della mia vita, e la necessità di prendermi una cura maggiore della mia salute mentale ed emotiva.
C'è poi stato il cambiamento dovuto ad Oberon e Musetta, e le conseguenze che comporta avere degli animali. 

Ma andiamo nello specifico, per quanto riguarda libri e blog (e Instagram). L'obbiettivo di comprare meno e smaltire la TBR lo considero portato a termine, e credo che continuerò anche quest'anno.
Nel 2021 avevo anche espresso l'intento di pubblicare regolarmente sul blog e su Instagram e credo sia chiaro per tutti che col cavolo che sono riuscita a mantenerli. Che il 2022 sia la volta buona?
Sul blog vorrei riuscire a mantenere la scaletta recensione il lunedì; WWW...Wednesday il mercoledì e post libero il venerdì. Rendo ufficiale la morte di Castelli d'Italia perché se da un lato era una cosa che facevo solo io dall'altra era una cosa che leggevano in tre: si tratta di una rubrica che non interessa e che mi prende tempo che non ho. Erano anni che era la prima cosa a saltare in mancanza di tempo, tanto vale affrontare la realtà.
Per quanto riguarda Instagram lo vorrei riprendere in mano, appena qui dove abito torna qualcosa come la luce naturale che è due settimane che è buio sempre.

Insomma, continuo il trend di darmi propositi molto semplici e spero che sia l'anno in cui interrompo quello di non riuscire a mantenerli.