venerdì 22 giugno 2018

Baby Recensioni: Maria Antonietta e lo scandalo della collana - Mary e il fiore della strega

Dopo aver letto Amanti e regine sapevo che sarebbe stata solo una questione di tempo prima che la mia strada incrociasse di nuovo quella di Benedetta Craveri, e quando ho visto che ha scritto un libro sullo scandalo della collana sapevo anche in che modo.
La storia la conoscevo grazie a Lady Oscar, che ha insegnato a più di una generazione le basi della Rivoluzione Francese e sarò sincera: è una cosa così assurda che ai tempi ero convintissima che fosse stata inventata di sana pianta per creare un po' di dramma a caso. Si tratta invece di uno di quei casi dove la realtà supera la fantasia, una serie di eventi che sembrano una tragedia degli equivoci più che una delle tante gocce che fece traboccare il vaso della pazienza del popolo francese. Siamo di fonte ad una truffa con tre grandi protagonisti: Maria Antonietta, Jeanne de la Motte e il cardinale di Rohan, e al centro una collana di diamanti così costosa che nessuno poteva permettersela. Di base Jeanne riuscì a convincere il cardinale a comprarla per conto della regina (che non sapeva nulla della cosa e aveva già detto che il gioiello era troppo costoso per comprarlo), mentre invece la fece a pezzi per rivendere i diamanti, e quando il castello di carte crollò, e Maria Antonietta furibonda fece processare i colpevoli, si scatenò l'inferno: la mala gestione di tutta la storia, e la pessima reputazione della sovrana, fecero sì che la monarchia ne uscisse distrutta spianando la strada alla Rivoluzione vera e propria. Anche se, in questo caso, avevano ragione i sovrani.
È un libro cortissimo, che mostra la grande abilità di narratrice della Craveri, capace di spiegare la storia dei personaggi, il loro carattere, il contesto in cui si muovono e le loro motivazioni, la macchina del fango che travolse e distrusse la reputazione di Maria Antonietta senza possibilità di ripresa, in pochissime frasi, senza mai risultare scarna. Ci sono dei punti dove sembra quasi un libro di narrativa, tanto è coinvolgente ed interessante.
Si legge in un paio d'ore, e ve lo consiglio con tutto il cuore.



Conosco Mary Stewart perché ha scritto la trilogia dedicata a Merlino (recensioni qui, qui e qui), a ciò si è aggiunta la bellissima edizione della Rizzoli, e se poi ci mettiamo pure il film dello Studio Ponoc, come risultato la mia capacità di resistere all'acquisto è stata distrutta.
Siamo di fronte ad un libro dichiaramente per bambini: la protagonista è Mary Smith, una ragazzina di dieci anni costretta a passare l'estate da una vecchia zia convinta che sarà l'esperienza più noiosa di sempre. Ci penseranno un fiore misterioso, una piccola scopa ed un gatto nero a farle cambiare idea, trascinandola in un'avventura che oggi ho trovato adorabile, ma l'avessi letta quando avevo l'età della protagonista mi avrebbe stregata: adesso sono un po' troppo cinica per apprezzare a cuore aperto le piccole ingenuità della trama, le informazioni non date perché - semplicement - un bambino non ne ha bisogno dato che sa immaginare molto meglio dell'adulto medio. Ma ho amato la piccola Mary e come abbia affrontato tutte le avversità senza tirarsi indietro, senza negare mai la paura e facendo del suo meglio con le poche informazioni a disposizione. 
Mi sono piaciuti molto anche i personaggi di contorno: il giardiniere e la vecchia zia, che appaiono pochissimo ma si fanno notare, il gatto Tib che entra di diritto della lista dei gatti preferiti (come Gigi; Greebo; il gatto di Coraline; il gatto prismatico... ), la scopa - perché cosa c'è di meglio di una piccola scopa con un caratteraccio? - sono tutti ben caratterizzati a prescindere da quanto stiano in scena. E a tutto ciò si aggiunge il magico momento in cui ti rendi conto che Mary è capitata per caso nell'avventura, che il cervello è il gatto, la forza bruta la piccola scopa, e lei è la prescelta perché - di base - serve un umano col pollice opponibile e in grado di pronunciare incantesimi.
Una lettura magari non indispensabile, però consigliata se ancora si apprezza la letteratura per l'infanzia.

martedì 19 giugno 2018

Teaser Tuesday #188

Ed ecco di nuovo la rubrica settimanale Teaser Tuesday, creata dal blog Should Be Reading, che si divide in poche, semplici fasi:
1_ prendi il libro che stai leggendo
2_ apri una pagina a caso
3_ scrivi un breve brano (stando attenti a non spoilerare)
4_ scrivi titolo e autore


Uomini e donne erano reclinati su ottomane o su panche ricoperte di cuscini, accanto a tavoli bassi sparpagliati per la sala. Makedon si stava protendendo per scegliere uno spicchio di arancia sbucciata. Pallas, l'attraente ufficiale e campione, aveva assunto una posa indolente che tradiva le sue origini aristocratiche. Straton, si era sollevato il gonnellino e aveva tirato su le gambe sui cuscini, incrociandole all'altezza delle caviglie. Tutti i detentori di un titolo o di un incarico di qualche rilievo erano accorsi e, con tutti i nobili che erano venuti per prestare giuramento, la sala era gremita di gente.
I veriani erano quasi tutti in piedi, riuniti in piccoli gruppi, un paio appollaiati con cautela sul bordo di una sedia.
E ovunque nella stanza c'erano schiavi.
Alcuni, con indosso solo un pezzo di stoffa attorno ai fianchi, servivano prelibatezze da piccoli vassoi. Altri sventolavano i loro padroni akielonesi con foglie di palma intrecciate.
 - L'ascesa dei Re, C.S. Pacat

lunedì 18 giugno 2018

Castelli d'Italia #184

Il castello di Roccascalegna si trova in Abruzzo, in provincia di Chieti. Si tratta di una struttura difensiva nata quando, nell'XI-XII secolo, una torretta di guardia di origine longobarda venne ampliata, ma la prima menzione ufficiale risale al 1525 quando si parla del suo restauro, e nel corso degli anni le maggiori informazioni sono andate a riguardare proprio le modifiche nella struttura.
Il castello vanta anche una leggenda: si narra che nel 1646 il barone Corvo de Corvis avesse deciso di far valere lo Jus primae noctis, ma che una donna (o suo marito) lo abbia accoltellato. Il barone, prima di morire, avrebbe lasciato sul muro un'impronta insanguinata che compare periodicamente nonostante anche se viene pulita.
Il castello è restaurato e visitabile.

martedì 12 giugno 2018

Teaser Tuesday #187

Ed ecco di nuovo la rubrica settimanale Teaser Tuesday, creata dal blog Should Be Reading, che si divide in poche, semplici fasi:
1_ prendi il libro che stai leggendo
2_ apri una pagina a caso
3_ scrivi un breve brano (stando attenti a non spoilerare)
4_ scrivi titolo e autore


"I gatti non appartengono a nessuno" disse Zebedee. "Vanno dove vogliono. Secondo me, il gatto Gib tiene calda la cucina del pastore. Ma questo qui nero ormai viene a caccia nel giardino da diversi giorni. Forse si sistemerà qui, ora che ha trovato compagnia."
"E con Confucius come si fa? La signorina Majoribanks dice che non sopporta i gatti."
Zebedee sbottò nella sua risata sibilante che sembrava attraversargli i polmoni  come fa il vento quando fruscia tra alberi lontani. "Mai visto un cane che riesce a sostenere lo sguardo di un gatto" disse. "E quel Tib potrebbe far abbassare lo sguardo a un re, te lo dico io."
"Be', se rimane qui, io e lui possiamo andare a cercare Gib, domani" disse Mary. "Almeno avrò qualcosa da... sarei felice di farlo. E Tib sembra bravo a trovare le cose. Hai detto che conosci il nome del fiore?"
Zebedee scavò nel secchio con il suo bastone e ridacchiò di nuovo.
"Hai appena messo piede nel bosco e l'hai subito trovato" disse. "Mio padre diceva che una volta la gente veniva da lontano, per raccogliere quei fiori nel bosco di Red Manor. Parlo di tanti anni fa, quando i farmacisti e i dottori non crescevano sugli alberi e la gente di campagna usava le erbe come medicine." Annuì, guardando lo stelo fiorito. "Sì, è proprio lui, un fiore molto raro e ricercato. Dicono che cresce solo qui, e fiorisce una volta ogni sette anni."
 - Mary e il fiore della strega, Mary Stewart

lunedì 11 giugno 2018

Castelli d'Italia #183

Il castello Caldoresco si trova a Vasto. Fu costruito da Giacomo Caldora (marchese della città) nel 1427 su una fortificazione preesistente del XV secolo, che aveva però subito diversi danni nel corso sei secoli (inclusa una demolizione dal popolo della città durante un'insurrezione). In seguito, nel 1464, venne assediato per tre mesi da re Ferdnando I d'Aragona, per poi essere adibito a carcere dal 1605 al 1697, ed infine essere convertito ad abitazione privata verso la metà dell'Ottocento.
Tutt'oggi parte del castello conserva la funzione residenziale, mentre altre parti sono usate a scopi commerciali.

venerdì 8 giugno 2018

Casket of Souls

Casket of Souls, di Lynn Flewelling.

Dopo due libri in cui Skala era stata messa da parte per parlare di Plenimar e risolvere il mistero degli Hâzadriëlfaie, si torna prepotentemente nel mezzo della guerra e degli intrighi.
E io sono ufficialmente arrivata al punto in cui non voglio andare avanti con la serie perché mi manca solo un volume per finirla e non sono pronta.

martedì 5 giugno 2018

Teaser Tuesday #186

Ed ecco di nuovo la rubrica settimanale Teaser Tuesday, creata dal blog Should Be Reading, che si divide in poche, semplici fasi:
1_ prendi il libro che stai leggendo
2_ apri una pagina a caso
3_ scrivi un breve brano (stando attenti a non spoilerare)
4_ scrivi titolo e autore


"Sì" disse l'altro, "ma tutto il resto del danaro è perduto ormai, no? Non avrete il coraggio di farvi vedere a Bristol dopo tutto questo!"
"Perché, dove sarebbe il danaro, secondo te?" chiese Silver ironico.
"A Bristol, nelle banche e in altri posti" rispose il compagno.
"C'era" disse il cuoco; "c'era quando abbiamo levato l'ancora. Ma a quest'ora è tutto nelle mani della mia vecchia; il Cannocchiale è stato venduto, con tanto di contratto, avviamento e attrezzatura, e la mia vecchia è partita per venirmi incontro. Ti direi anche dove, perché di te mi fido; ma non vorrei suscitare gelosie tra i compagni."
"E vi fidate della vostra signora?" domandò l'altro.
"I cavalieri di ventura" rispose il cuoco "di solito si fidano poco gli uni degli altri, e fanno bene, poco ma sicuro. Ma io procedo alla mia maniera. Quando un compagno mi gioca un tiro mancino - uno che mi conosce, intendo - non rimarrà al mondo assieme al vecchio John. C'era chi aveva paura di Pew e chi di Flint; ma lo stesso Flint aveva paura di me."
 - L'isola del tesoro, Robert Louis Stevenson