Ed eccoci qua, pronti ad affrontare una nuova decade.
Il 2019 è stato un anno che ha portato molti cambiamenti: se nel 2018 avevo iniziato a riprendere in mano i fili della mia vita, nel 2019 hanno iniziato a vedersi i frutti. Ho un lavoro con uno stipendio con cui si inizia a pensare di poter campare; ho cambiato casa; ho affrontato sfide da cui mai avrei pensato di uscire vincitrice, soprattutto in ambito lavorativo.
Tutte cose che, in effetti, non me le ha portate il 2019 ma ho fatto in modo che succedessero, e che non sono il punto di arrivo: c'è ancora tanta strada da fare, ad esempio sto valutando se e come prendere un'auto (tra andata e ritorno faccio 100 km, un'auto a benzina è la morte), devo imparare a cucinare, devo trovare un equilibrio con i miei orari lavorativi così da fare qualcosa in più di lavoro-faccende domestiche.
Ma piano piano ci sto arrivando.
Una vittima collaterale di questi mutamenti è il blog: creato in un momento in cui mi interessava avere un posto dove parlare di ciò che mi piace senza assillare gli amici in real life, con gli anni è diventato una piccola costante della mia vita... una costante a cui sto cercando di ritagliare un nuovo spazio: i blog stanno cedendo il passo a nuove piattaforme (instagram, youtube), e per non affondare questo posto avrebbe bisogno di una presenza più costante di quella che riesco a dargli.
Questo non vuol dire che abbia intenzione di chiudere baracca e burattini, ma semplicemente prendere atto del fatto che il modo in cui il blog è andato avanti fin'ora non funziona: in effetti, guardando ai numeri, si può dire che non abbia mai funzionato granché (otto anni e non ho neanche sfondato la parete dei 200 iscritti) ma almeno su una cosa sono stata costante, ossia che pur osservando i numerini non gli ho mai dato un'importanza eccessiva.
Comunque, per il 2020 ho deciso di fare qualche piccolo cambiamento: smetterò con la rubrica teaser tuesday e proverò con i WWW Wednesday.
Cercherò di parlare di più di manga e graphic novel, che sono una parte importante della mia vita da lettrice, e in un disperato tentativo di stare al passo coi tempi tenterò di sincronizzare blog e profilo instagram (in questo sono penalizzata dall'avere il senso estetico di una piastrella da bagno anni '80), e soprattutto cercherò di commentare di più i vostri post.
Otto anni che ho un blog, e ancora non riesco a scrollarmi di dosso le tendenze da lurker.
A reader lives a thousand lives before he dies. The man who never reads lives only one.
Visualizzazione post con etichetta non solo libri. Mostra tutti i post
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mercoledì 1 gennaio 2020
sabato 21 settembre 2019
Aggiornamento
Salve a tutti.
Avrete notato che sono sparita di nuovo, e sono qui per spiegare il motivo: è ormai da più di un anno che lavoro dell'ambito dell'urgenza sociale, un aspetto nuovo ed in evoluzione dell'assistenza sociale (per dirla breve, è il concetto dell'ambulanza applicato a situazioni di emergenza sociale). Sono stata, fin'ora, un operatrice dislocata sul territorio, ossia lavoro di reperibilità: turni molto lunghi, sarò sincera, in cui non sapevo mai se non sarebbe successo nulla o se invece sarei andata chissà dove.
Un lavoro di equipe immediata, a strettissima collaborazione col collega in centrale, che magari conosci solo come voce dall'altra parte del telefono, ma che in quel momento è l'altra metà della squadra.
Qualche settimana fa il cambiamento:
"Senti, volevamo chiederti se ti avrebbe fatto piacere iniziare la formazione in centrale, per poi essere inserita nel gruppo delle sostitute. A partire da ottobre, una cosa graduale."
Io ovviamente accetto, tutta contenta, senza sapere cosa mi aspettava.
Mercoledì, questo mercoledì.
"Senti, una collega ci lascia, ti avrebbe di entrare in centrale a tempo pieno?"
"Certo! Da quando?"
"Questo lunedì."
Morale: è da giovedì che praticamente vivo in centrale per essere in grado di gestirla.
Il lato positivo - oltre all'opportunità di crescita professionale - dovrebbe riflettersi anche nel tempo libero: i turni sono praticamente quelli ospedalieri (ergo abbiamo anche le notti), ma sono più gestibili rispetto a quelli della reperibilità.
Insomma, a parte questa settimana che mi ha distrutta, credo che dopo una settimana di rodaggio dovrei riuscire ad organizzarmi meglio di quanto fatto finora.
Avrete notato che sono sparita di nuovo, e sono qui per spiegare il motivo: è ormai da più di un anno che lavoro dell'ambito dell'urgenza sociale, un aspetto nuovo ed in evoluzione dell'assistenza sociale (per dirla breve, è il concetto dell'ambulanza applicato a situazioni di emergenza sociale). Sono stata, fin'ora, un operatrice dislocata sul territorio, ossia lavoro di reperibilità: turni molto lunghi, sarò sincera, in cui non sapevo mai se non sarebbe successo nulla o se invece sarei andata chissà dove.
Un lavoro di equipe immediata, a strettissima collaborazione col collega in centrale, che magari conosci solo come voce dall'altra parte del telefono, ma che in quel momento è l'altra metà della squadra.
Qualche settimana fa il cambiamento:
"Senti, volevamo chiederti se ti avrebbe fatto piacere iniziare la formazione in centrale, per poi essere inserita nel gruppo delle sostitute. A partire da ottobre, una cosa graduale."
Io ovviamente accetto, tutta contenta, senza sapere cosa mi aspettava.
Mercoledì, questo mercoledì.
"Senti, una collega ci lascia, ti avrebbe di entrare in centrale a tempo pieno?"
"Certo! Da quando?"
"Questo lunedì."
Morale: è da giovedì che praticamente vivo in centrale per essere in grado di gestirla.
Il lato positivo - oltre all'opportunità di crescita professionale - dovrebbe riflettersi anche nel tempo libero: i turni sono praticamente quelli ospedalieri (ergo abbiamo anche le notti), ma sono più gestibili rispetto a quelli della reperibilità.
Insomma, a parte questa settimana che mi ha distrutta, credo che dopo una settimana di rodaggio dovrei riuscire ad organizzarmi meglio di quanto fatto finora.
venerdì 19 aprile 2019
Non solo libri
Le recensioni di ciò che non è stampato su carta: film, serie tv, videogiochi, web series.
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