Un giorno capirò perché Claire North non se la fila nessuno, ma non è questo il giorno.
A reader lives a thousand lives before he dies. The man who never reads lives only one.
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lunedì 13 marzo 2023
Il mistero di Penelope
Il mistero di Penelope, di Claire North.
lunedì 6 marzo 2023
Baby recensioni: La dea in fiamma - Lei che divenne il Sole
Mi sono dovuta arrendere all'evidenza: per recuperare le recensioni perdute di questi mesi ne usciranno diverse in versione ridotta, anche se mi spiace... in particolare per La dea in fiamme, ossia un libro che ho molto apprezzato e che ha chiuso degnamente una trilogia che mi ha particolarmente convinto e finora avevo recensito volume per volume.
Lei che divenne il Sole, di Shelley Parker-Chan, è un libro che al contrario del precedente ho letto in tempi recenti. Il problema, per lui, è che l'ho letto per provare ad uscire dal blocco del lettore: il risultato è che ci ho messo una vita a leggerlo, mi sono arenata malissimo nella parte centrale e in generale pur non reputandolo un brutto libro ora come ora lo associo ad una brutta esperienza di lettura.
Ma il testo l'ho letto una vita e mezzo fa, non me lo ricordo più così bene da poter articolare una recensione approfondita - o quantomeno più approfondita di questa.
La dea in Fiamme è il volume conclusivo della trilogia La Guerra dei Papaveri, e mi è piaciuto davvero tanto: non è un libro perfetto, ma nelle sue pagine possiamo trovare un'evoluzione coerente per quanto riguarda i personaggi, in cui possiamo vedere quanto l'esperienza della guerra li abbia profondamente segnati. È anche un libro che mostra con peculiare realismo - soprattutto tenuto conto del target di riferimento - come vincere una guerra e ricostruire un paese devastato dalla guerra appena vinta siano due cose completamente diverse e riuscire a fare una non vuol dire affatto essere in grado di fare anche l'altra. Allo stesso modo, in questo volume il tema fino ad adesso accennato del colonialismo culturale emerge con prepotenza mostrando come la violenza non sia solo quella fisica, e come faccia malissimo comunque.
Dicevo però che non è un libro perfetto: la componente fantasy rimane sempre sottotono, che non mi darebbe fastidio se i mirabolanti poteri di Rin avessero una qualche costanza, e poi ad un certo punto arriva una sottotrama a mio avviso completamente inutile perché non solo va a dare una conclusione a personaggi che potevano tranquillamente essere lasciati dove stavano e sarebbero stati conclusi comunque, ma le conseguenze sulla trama sono circa zero e almeno io non sentivo il bisogno di un approfondimento in tal senso.
Però rimane un testo valido, e il finale è l'unico che avesse un senso, qualsiasi altra cosa sarebbe stata una forzatura.
Questo testo, primo di una duologia ancora in corso, è un fantasy storico che va a riscrivere le vicende di Zhu Yuanzhang, che divenne il primo imperatore della dinastia Ming, con un interessante plot twisti: Zhu è una donna che ha deciso di spacciarsi per uomo al fine di ereditare il destino di gloria destinato al fratello - morto bambino.
È un libro interessante, di quelli che lo senti che è un'opera prima e senti anche che l'autrice ha talento da vendere a pacchi, con una trama intrigante e personaggi ben delineati. L'identità di genere, l'orientamento sessuale, sono tematiche presenti ed inserite con grande naturalezza, così come il concetto che bisogna lottare per guadagnarsi il proprio destino.
Il problema più grosso, a mio avviso, è che dopo un inizio folgorante il ritmo rallenta molto nella parte centrale. Non so però quanto sia un problema effettivamente grave: sospetto di aver accusato particolarmente il colpo perché l'ho letto nel periodo sbagliato, e non è il genere di testo in grado di salvarmi da un blocco del lettore.
Insomma, in definitiva non è un libro che sconsiglio, però non posso neanche dire di averlo amato. Ma leggerò il secondo, sperando che la penna dell'autrice nel frattempo si sia affinata.
lunedì 27 febbraio 2023
Baby recensioni: Il grande madre dei Sargassi - Cronache di un gatto viaggiatore
Il grande mare dei Sargassi è un testo che ci tenevo a recuperare dopo averne sentito parlare benissimo su Booktube, quindi ho approfittato degli sconti Adelphi, circa un millennio e mezzo di anni fa, nonostante sulla carta non abbia il genere di premessa che mi attira o piace: si tratta, infatti, di una specie di prequel/spin-off di un grande classico - Jane Eyre, nello specifico - che va a narrare le vicende di un personaggio secondario ma fondamentale del libro. In questo testo l'autrice ci narra le vicende di Antoinette, donna bellissima e fragile, destinata a divenire la prima moglie di Rochester, e sarebbe stato facile raccontare una storia d'amore tragica e complessa. Forse è per questo che l'autrice non l'ha fatto, e invece ci accompagna in una storia molto intima, un racconto personale, in cui vediamo una società dilaniata dal razzismo e dalle differenze di classe e un'ambientazione post-coloniale che sembra di poter toccare con mano. È un libro che riesce ad essere sia incredibilmente vivido nel creare le sue ambientazioni e del mostrare il contesto sociale in cui si muove Antoinette, sia sfocato nel dipingere i suoi personaggi. Il punto di vista di ogni personaggio è estremamente parziale e viziato dal contesto in cui il personaggio in questione è cresciuto e per noi lettori smaliziati diventa evidente (anche senza aver letto Jane Eyre) che il pregresso culturale di tutti renderà impossibile trovare un punto di contatto, così come rimane sempre presente il dubbio se la follia di Antoinette sia reale, o se sia Rochester - che costantemente cerca di cancellare la sua identità - a distruggere una donna colpevole di essere diversa da come se la immaginava e da come la società la vorrebbe.
Tuttavia devo ammettere che il libro non mi ha coinvolta molto: forse l'avevo caricato di troppe aspettative, ma rimane il fatto che per buona parte della lettura mi sono sentita estranea alla vicenda e alla sua eroina, che per un libro così personale è un punto a sfavore.
Ho un rapporto conflittuale con i libri che parlano di animali, o del rapporto tra un umano e un animale, perché nove volte su dieci il libro finisce con la morte del cane o del gatto, e la morte degli animali è uno dei miei trigger. Però Cronache di un gatto viaggiatore sembrava così carino, così adorabile, che ho deciso di correre il rischio lo stesso... anche perché l'espediente narrativo del doppio punto di vista lo condivide con My roommate is a cat - che a oggi rimane il mio posto felice in ambito letture.
Il testo di Hiro Arikawa ci racconta la vita di Satoru e Nana: il primo un giovane sensibile ed amante degli animali, il secondo un gatto randagio che - complice un incidente stradale - finisce per... accettare di condividere l'appartamento di Satoru. E la sua auto, quando Satoru si trova impossibilitato a continuare a prendersi cura di lui. Così noi lettori ci uniamo a questa strana coppia in un viaggio il cui obbiettivo è trovare la persona perfetta che possa prendersi cura di Nana, e nel mentre conosciamo le persone più rilevanti del passato di Satoru, andando così a ricostruire la vita del ragazzo.
Si è trattato di una lettura dolce e delicata, ma molto meno incisiva rispetto a quello che - secondo me - si riproponeva l'autore: didascalica, quasi, e con poche differenze tra la voce felina e la voce umana.
Ci sono molti momenti teneri, ed il finale (per quanto ben presto si capisca dove si andrà a parare) riesce a colpire duro nei sentimento, ma nell'insieme mi sono sentita spesso distaccata rispetto agli eventi narrati. Un libro carino, ma un libro che speravo sinceramente mi piacesse di più.
martedì 21 febbraio 2023
Piedi d'argilla
Piedi d'argilla, di Terry Pratchett.
Prosegue la mia rilettura di Mondo Disco in ordine di pubblicazione, anche se ciò significa avvicinarsi sempre di più a The Sheperd's Crown e io non sono pronta.
Forse lo sarò quando ci arriverò.
Nel mentre eccomi qui, con la rilettura del terzo volume dedicato alla Guardia Cittadina.
lunedì 13 febbraio 2023
Iron Widow
Iron Widow, di Xiran Jay Zhao.
In un momento in cui stavo pensando di abbandonare per sempre gli young adult, e in cui stavo per entrare in blocco del lettore, mi sono trovata sulla strada di Iron Widow.
E credo di avere una nuova ossessione.
[nota: ho scritto questa recensione quando il libro è uscito in inglese, ho pensato che potesse essere una cosa carina pubblicarla per l'uscita in italiano, ed ora eccomi a pubblicarla tipo un anno e mezzo dopo]
lunedì 21 febbraio 2022
La Repubblica del Drago
La Repubblica del Drago, di R.F. Kuang.
Ed eccomi qui a recensire La Repubblica del Drago, secondo volume de La Guerra dei Papaveri: per una volta una serie su questo blog sta venendo recensita in tempo relativamente brevi.
Spoiler free sul volume in questione, ma se non avete letto il primo procedere con cautela e non leggere la trama del libro che ci stanno tre o quattro colpi di scena chiave.
lunedì 14 febbraio 2022
La guerra dei papaveri
La guerra dei papaveri, di R.F. Kuang.
Recensire questa trilogia rappresenta per me un peculiare fallimento, la prova che le cose organizzate su questo blog non riesco a farle: contrariamente a mio solito ho letto questa trilogia in fretta, finito il primo volume mi sono fatta regalare il secondo a Natale, ho comprato e iniziato il terzo il giorno stesso dell'uscita.
Ma non l'ho recensita via via che leggevo quindi comunque arriverò in ritardo rispetto a tutto il mondo e comunque i dettagli me li sarò scordati.
Almeno sono fedele a me stessa.
lunedì 31 gennaio 2022
Il segreto di Medusa
Il segreto di Medusa, di Hannah Lynn.
Il segreto di Medusa è stato il primo libro che ho comprato seguendo l’impulso del momento da due anni a questa parte, il che mi fa sospettare che il mio “impulso del momento” sia tarato veramente male perché – in effetti – la quantità di libri che non mi sono piaciuti è diminuita drasticamente da quando ho smesso di seguirlo e a questo punto non credo sia un caso che per una volta che infrango la regola, il libro non mi sia piaciuto.
lunedì 24 gennaio 2022
Baby recensioni: La ragazza nella torre - L'inverno della strega
La ragazza nella torre, secondo volume della trilogia scritta da Katherine Arden iniziata con L'orso e l'usignolo, è un libro che mi ha portata pericolosamente vicina al blocco del lettore: non è stata colpa sua, sono stata io che mi sono ostinata a voler leggere un volume quando palesemente non era il suo momento e non ero nello stato d'animo adatto.
La ragazza nella torre è un solido secondo volume: per quanto il primo potesse considerarsi autoconclusivo, questo non lascia l'impressione di essere stato messo insieme perché ce ne dovevano essere per forza tre, ma piuttosto perché la storia di Vasja ha ancora qualcosa da mostrare: vediamo Vasja, ragazzina di provincia, più simile ad una campagnola che ad una nobildonna, viaggiare. E vediamo come la sua concezione del mondo, ingenua e per forza di cose contaminata dal suo vivere al confine con le favole, scontrarsi col mondo vero.
Anche noi lettori, in questo volume, ci troviamo di fronte ad un mondo più grande: regioni, capitali, politica interna e trattati con popoli confinanti, religione e folclore. All'interno de La ragazza della torre tutti sembrano avanzare pretese sulla Rus, sui suoi territori e sulla sua anima, in una guerra in preparazione in cui Vasja si trova coinvolta quasi suo malgrado, e dove alcuni sembrano attribuirle un potere che lei stessa non comprende.
Come nel precedente testo, Katherine Arden ci porta nuovamente all'interno della Rus, descrivendola in un modo tale che quasi si sente il freddo della neve. I personaggi sono ben costruiti, con motivazioni, pregi e difetti, e trovo sempre gradevole quando le figure non umane vengono rappresentate come tali.
Il difetto maggiore, a mio avviso, la presenza di un personaggio di cui speravo ci fossimo liberati un volume fa e che per me non ha più niente da dire. Spoiler: lo penso anche dopo aver letto il terzo.
L'inverno della strega è il terzo ed ultimo libro della trilogia, e si tratta di una più che degna conclusione: in questo volume vediamo la crescita di Vasja giungere a termine. L'abbiamo vista nascere, questa improbabile eroina, questa bambina scavezzacollo con gli occhi verdi e la bocca troppo larga. L'abbiamo vista invischiarsi con poteri che conosceva solo in parte, interagire con creature millenarie che avevano bisogno di lei, ma di lei tanto più vecchie.
Qui vediamo Vasja scoprire cosa vuole fare, e imparare come faloe, la vediamo emanciparsi dal ruolo di pedina per prendere saldamente in mano il proprio destino e divenire una nuova forza, in quella che sarà la battaglia decisiva per la Rus, e intendo proprio tutta la Rus: geografica, politica, culturale. Non è solo una battaglia per l'anima di una nazione.
Ho apprezzato molto come, in questo frangente, la Arden sia riuscita a mostrare la religione cristiana non solo come qualcosa che distrugge e brucia, quasi ci fosse alla fine un tocco di speranza perché nonostante tutto noi le storie e le filastrocche e le feste sostituite dai giorni dei Santi le ricordiamo ancora. Non le hanno cancellate per sempre dalla nostra memoria.
Ma soprattutto ho amato come Vasja sia presentata come qualcosa di nuovo, ma si intuisca che per riuscire a mantenere il suo ruolo dovrà avvicinarsi ad essere qualcosa di molto antico, di molto conosciuto, di molto iconico, e quando l'ho capito ho esultato come una ragazzina che vede diventare canon la sua prima ship. E non si stava neanche parlando di ship.
Alla fine quella di Katherine Arden è una trilogia ben scritta, con un ottimo world building e che lascia la voglia di comprare tutti i libri di mitologia russi esistenti. Ma devo dire che purtroppo non mi è entrata nel cuore: c'è un motivo, se pur volendola recensire tutta non ho scritto recensioni singole. Non mi ha lasciato abbastanza da dire.
lunedì 17 gennaio 2022
Così si perde la guerra del tempo
Così si perde la guerra del tempo, di Amal El-Mohtar e Max Gladstone.
Il Calendario dell'Avvento Oscar Vault mi ha permesso di recuperare questo volume, che avevo in wish-list da una vita e mezzo, ma non mi decidevo mai a comprare.
lunedì 10 gennaio 2022
Un bacio prima di morire
Un bacio prima di morire, di Ira Levin.
È andata avanti la mia avventura nella produzione di Ira Levin.
lunedì 3 gennaio 2022
Cemetery Boys
Cemetery Boys, Aiden Thomas.
Ed ecco qui la recensione di un libro che ho preso grazie al Calendario dell'Avvento Oscar Vault.
lunedì 13 dicembre 2021
lunedì 6 dicembre 2021
lunedì 29 novembre 2021
L'orso e l'usignolo
L'orso e l'usignolo, di Katherine Arden.
Ebbene sì: ho iniziato una nuova trilogia.
Ma almeno ho già tutti e tre i libri. E presi tutti a sconto.
lunedì 22 novembre 2021
Le Cronache dell'Acero e del Ciliegio - La maschera di No
Le Cronache dell'Acero e del Ciliegio - La maschera di No, di Camille Monceaux.
In genere non metto il nome della serie come se fossero il titolo della serie, ma guardate la copertina: come si fa a non farlo in questo caso? Il titolo sembra il sottotitolo.
lunedì 15 novembre 2021
lunedì 8 novembre 2021
Legendborn
Legendborn, di Tracy Deonn.
E vediamo fare ripartire questo blog anche con delle recensioni.
Nota: è una delle meno organizzate che abbia scritto, ci devo riprendere la mano.
lunedì 5 luglio 2021
Medea
Medea: Voci, di Christa Wolf.
Spero davvero di riuscire a dare una parvenza di regolarità alla mia presenza on-line... è un mese che arranco.
lunedì 28 giugno 2021
The Winter Prince
The Winter Prince, di Elizabeth E. Wein.
Probabilmente uno dei retelling del ciclo arturiano più liberi che abbia letto, e quanto mi è piaciuto.
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