Visualizzazione post con etichetta tv. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta tv. Mostra tutti i post

venerdì 25 febbraio 2022

Non siamo più vivi


A quanto pare qualsiasi ambito narrativo che mi riguardi ultimamente sta subendo il fascino dell’Asia, non solo le letture. 

venerdì 21 gennaio 2022

Arcane

Con solo tre mesi di ritardo, anche io mi unisco a tutti coloro che hanno guardato Arcane, serie animata per adulti uscita su Netflix a novembre, e l'hanno amata.

venerdì 26 novembre 2021

Strappare lungo i bordi

Sarò onesta: non ho mai letto niente di Zerocalcare.
So chi è, conosco il suo tratto, i suoi personaggi, ho visto la fila a Lucca per la dedica e l'autografo, ma per qualche motivo i suoi lavori non mi hanno mai attratta.
A volte succede che qualcosa non ci attiri anche se a mente fredda sappiamo che ci piacerebbe.

venerdì 9 aprile 2021

Sweet Home

E si procede con serie tv che ho inserito in lista su Netflix e ho anche visto.

venerdì 29 gennaio 2021

Alice in Borderland

Il 2021 sta iniziando con me che riesco a finire una serie prima di iniziarne un'altra.

martedì 5 gennaio 2021

Cobra Kai III

Questa è una recensione/analisi che scrivo più per me che per voi poveri follower di questo blog, per un paio di motivi: il primo è che al momento non ho nessuno con cui parlare della terza stagione di Cobra Kai, che come le due precedenti ho bingiato in due giorni consapevole che poi sarei andata in crisi diastinenza (e senza un fandom così attivo da poter fornire fanfiction con cui andare avanti fino alla quarta).
Il secondo è che sto facendo fatica a riprendere in mano il blog quindi ho deciso di provare a sbloccarmi scrivendo di qualcosa per cui sto in fissa al momento, invece di fissare con tristezza lo schermo mentre cerco di convincermi a scrivere tutte le recensioni con cui sono rimasta indietro.

Ci saranno molti spoiler su tutto, un po' perché ho bisogno di parlare nel dettaglio di questa stagione, un po' perché ho scoperto che non sono solo io che - a volte - mi convinco a recuperare qualcosa leggendo spoiler.

venerdì 27 novembre 2020

sabato 21 novembre 2020

Derry Girls

Ho approfittato di questi giorni strani per recuperare una serie, che avevo messo in lista non ricordo neanche quando: Derry Girls, composta al momento da due stagioni disponibili su Netflix, anche se senza doppiaggio. E forse essere costretti a vederla in lingua originale potrebbe essere una cosa positiva.

venerdì 16 ottobre 2020

My next Life as a Villainess: All Routes Lead to Doom

Ci sono molti eventi che segnano il passaggio alla vita adulta.
Avere un lavoro, vivere da soli, fare quel passo in più nelle relazioni stabili. Decidere di avere figli o di non averne.
Iscriversi a servizi di streaming legali perché ormai malware e dodici pop-up di Carmen che vuole chattare con te sono una rottura tale da porre fine ad anni da pirata.
Insomma, mi sono iscritta a Chruncyroll.

venerdì 11 settembre 2020

Cobra Kai

Io pensavo che fosse una serie comica, nata a seguito dell'interesse per Karate Kid portato da How I met your mother. 
E invece.

venerdì 4 settembre 2020

Cursed

Non so perché, ma per questa serie non ho guardato trailer, non ho letto nulla delle notizie in anteprima, e anche se la recensione arriva a mesi di distanza, la serie l’ho guardata quando è uscita… e forse è perché avevo le aspettative sotto le scarpe che non posso dirmi delusa. Sarei stata sorpresa se si fosse rivelata bella.

venerdì 1 maggio 2020

The untamed

The untamed, ossia quella volta che durante una quarantena sono andata in fissa con un telefilm fantasy cinese che racconta la storia d'amore gay tra un necromante caotico e un paladino legale, trasmessa in una nazione dove la censura non permette che in tv appaiano omosessuali e zombie.

venerdì 6 marzo 2020

Kingdom

Sarò sincera: ho guardato Kingdom grazie alla combo di un mio limite personale e di un mio difetto, ossia che le apocalissi zombie messe in periodi storici che non siano contemporanei a chi li ha girati mi lascia sempre presupporre il trash, e la mia tendenza a generalizzare cose che non c'entrano niente l'una con l'altra, ossia - togliendo gli anime - la mia sola esperienza con la tv orientale sono i drama giapponesi, caratterizzati da una recitazione molto esagerata che fatico a prendere sul serio e al mio cervello piace pensare che sia così per qualunque nazione orientale.
Perciò, quando ho trovato la sinossi "Invasione zombie nella Corea feudale" ho subito pensato al guilty pleasure.
E invece no, o meglio, guilty pleasure come può esserlo qualsiasi zombie movie, o telefilm a tema.
Quindi mettete da parte i pipponi di The Walking Dead, riprendete l'interesse che Game of Thrones ha fatto nascere per intrighi politici + invasione di morti viventi, ed entrate nel mondo di Kingdom.

venerdì 29 novembre 2019

Batwoman

Non sono la spettatrice più costante dell'Arrowverse: Arrow l'ho abbandonato tipo alla seconda stagione, Legends of Tomorrow alla terza, Supergirl alla seconda.
In pratica ogni tanto mi faccio il recuperone di Flash e seguo con semi-costanza Black Lighting su Netflix.
Tuttavia da qualche mese c'è stato un cambiamento: Crisis on Infine Earths, il nuovo evento crossover con ha una lista tale di camei che niente, sto cercando di recuperare il recuperabile per essere pronta e non sarò pronta: ci saranno tutti gli show a tema DC della CW; Tom Welling ed Erica Durance di nuovo nei panni di Clark e Lois; Kevin Conroy (doppiatore di Batman nella serie animata anni '90) come Bruce Wayne del futuro; Brandon Routh che farà di nuovo Superman; Ashley Scott tornerà come Helena Kyle (direttamente dalla vecchia serie Birds of Prey); Burt Ward (il Robin della serie anni '60) confermato in un ruolo non ancora annunciato, questo... aggiungiamo insistenti rumors sulla presenza di Lucifer, dei Titans e forsemagarisperiamo di Mark Hamill come Joker. E, per il momento tristezza, la conferma che se Adam West fosse stato ancora vivo avrebbero tirato a bordo pure lui.
Ho giusto un filo di hype.

Comunque ho deciso di iniziare la nuova serie a tema super-eroi dell'Arrowverse, per fare almeno finta di mettermi in pari, ed eccomi qui a commentare l'inizio di Batwoman.
Ammetto subito la mia ignoranza: nell'Arrowverse ci sta il multiverso e non ho la più pallida idea di quale sia la Terra su cui si trova la nostra protagonista, Kate Kane... posso solo dedurre che non sia quella di Kara perché lì Batman è ancora in attività, mentre qui non più di tanto.
Nel mondo di Batwoman, infatti, Batman (e Bruce Wayne) sono scomparsi da circa tre anni lasciando Gotham City in balia dei classici criminali fuori di testa. La polizia non è in grado di mantenere l'ordine e il lavoro di sicurezza è lasciato principalmente ai Corvi, un gruppo paramilitare privato che - stranamente - non è gestito da un pazzo furioso.
La protagonista della serie è Kate Kane, che si presenta subito con un passato tormentato: la madre e la sorella sono morte in un incidente d'auto in cui solo lei è sopravvissuta e che Batman (presente sul luogo) avrebbe potuto evitare, da adulta è stata cacciata dall'esercito in quanto omosessuale mentre Sophie, la donna che ama, l'ha pugnalata alle spalle per non essere espulsa pure lei.
E l'amato cugino più grande è sparito da tre anni senza dire una parola. Già, perché Kate Kane è la cuginetta di Bruce Wayne.
Long story short, a Gotham si presenta una nuova banda di lunatici, guidati dalla schizzatissima Alice, e per provare a fermarla Kate non solo scopre che Bruce è/era Batman, ma si ritrova a vestire i panni del nuovo pipistrello della città.
La serie, devo dirlo, non è chissà quale capolavoro: è cupa, mette in scena una buona dinamica familiare visto che il padre di Kate, Jacob, è il leader dei Corvi che detesta Batman e affini per non aver salvato la sua famiglia; poi c'è Sophie - grande amore perduto di Kate - che è il braccio destro di Jacob; Mary, la sorellastra di Kate che cerca disperatamente di costruire un rapporto con lei e (per me) è uno dei migliori personaggi della serie. Dall'altro lato, però, abbiamo la maggior parte dei difetti degli show targati cw: scene di combattimento meh nella migliore delle ipotesi, tematiche sbattute in faccia come se ti stessero prendendo a martellate, dialoghi che chi mai parlerebbe così, sul serio.
Però intrattiene: Kate è un'eroina credibile, dark ma meno seriosa di Bruce, e una cosa che sinceramente apprezzo è che non hanno calcato la mano in modo eccessivo sul fatto che sia donna e che sia lesbica (è un cringe che hanno deciso di concentrare tutto nel trailer).

martedì 23 luglio 2019

Knights of the Zodiac - Saint Seiya

Niente, non ce la faccio a mantenere una pubblicazione regolare in estate: ci sto provando, ma tra che sono in semi blocco del lettore, tra che fa caldo, tra che sono stanca, mi sa che il blog nei prossimi giorni sarà aggiornato sporadicamente e non parlerò di libri.
In effetti più che dai prossimi giorni direi da oggi, perché ho intenzione di inaugurare la rubrica "Facciamoci del male senza motivo" altrimenti detta "Ho guardato il remake targato Netflix di Saint Seiya".

venerdì 28 giugno 2019

Batman contro Jack lo Squartatore

Dal punto di vista cinematografico la Marvel sta asfaltando la DC, ma non tutti sanno che la DC ha un ambito in cui supera la concorrenza: i film animati.
Piccola specifica: non sto paragonando il comparto animato della DC al Marvel Cinematic Universe, ma al comparto animato della Marvel.

venerdì 7 giugno 2019

Good Omens

Voi mi conoscete: sapete che parto spesso con aspettative basse per evitare la delusione, salvo restarci male lo stesso. E un adattamento di Good Omens/Buona Apocalisse a tutti! è un progetto che arriva già con un peso notevole sulle spalle.
Terry wrote to me and he said, "I know how busy you are but there’s nobody else with the passion for, and the understanding of the old girl, that you have and I have. And I can’t do it, so you have to because I want to see it."
In the 30 odd years of our friendship, Terry had never asked me for anything before. That was the first thing he’d ever actually asked for.
He was a very proud man. He didn’t ask for things, he liked things to turn up unasked for. He would order, but he didn’t ask. And he asked and then he died, and now it was a last request.
So I made it with my agenda to be, I want to make a Good Omens Terry Pratchett would like. Which is a really interesting place because normally you’re going, what would the general audience like? What would America like? What would the world like? In this one, it’s just I’m making this for Terry. I have a ridiculous number of millions of dollars to make a show for one person and he happens to be dead, and I hope he likes it. - Neil Gaiman

La prima. E non sto piangendo.
Ho visto i primi due episodi e posso dire una cosa: stavolta avevo altissime aspettative, e sono state superate tutte.
Mi piacerebbe dire che la trama è conosciuta, ma la realtà è che il libro è degli anni '90, da noi è arrivato più di un decennio dopo, e lo stanno ristampando ora per cavalcare la scia della serie.
Azaphrel è un angelo che vive sulla Terra, il cui compito è tenere d'occhio i mortali e assicurarsi che le forze del male non prendano il sopravvento. Crowley è un demone che vive sulla Terra, il cui compito è tentare i mortali e assicurarsi che le forze del bene non prendano il sopravvento.
Azaphrel e Crowley assolutamente non hanno imparato ad amare la Terra, assolutamente non si conoscono, assolutamente non sono amici, e assolutamente non hanno raggiunto un accordo per far sì che le cose proseguano senza troppi impicci. Anche perché gli umani hanno il libero arbitrio, e tendono a fare molto bene e molto male in totale autonomia.
Solo che ai piani alti decidono che è il momento di far iniziare l'Apocalisse, e il piano disperato dei nostri eroi per salvare il mondo si scontra con un non indifferente problema: hanno perso l'Anticristo, e mancano due giorni all'Armageddon.
Non c'è molto altro da dire, quindi passerò a tutte le cose che come lettrice mi hanno fatto esplodere di gioia: partiamo dal cast.
Io sono un'eretica, nel senso che quando l'hanno annunciato non mi piaceva per nulla, in particolare David Tennant come Crowley (sì, lo so). Bene, posso dire che raramente mi sono sbagliata così tanto: sono tutti perfetti, in particolare sto apprezzando Michael Sheen nei panni di Azaphrel e Frances McDornan come voce di Dio. Anche le foto dal set mi erano sembrate un po' strane, con un che di cheap, e nulla, pure qui nel torto più totale visto che l'estetica scelta si sposa perfettamente coi toni della storia.
La colonna sonora è esattamente quella che mi sarei immaginata (i Queen!), sono riusciti a ricreare la stessa isterica follia del libro, e quando non è stato possibile hanno optato per una follia diversa, ma simile nell'anima. In più c'è il valore aggiunto del narratore, perché avercelo messo permette sia di avere citazioni, sia di inserire qualcosa di molto simile alle note a margine tipiche di Pratchett.
E a questo punto non so come considerare Azaphrel e Crowley: nel libro la ship partiva praticamente da sola, ma qui... non riesco neanche a capire se è un sottotesto o semplicemente così palese che non serve essere espliciti.
Guardatelo e amatelo, leggetelo e amatelo.
Se rimane a questi livelli per tutti e sei gli episodi sarà tutto quello che avrei voluto e anche di più.

E anche se non ho mai conosciuto Terry Pratchett, spero davvero che gli sia piaciuto, ovunque sia.



ps: se vi sembra la versione sotto acidi di Supernatural, è perché gli sceneggiatori hanno letto il libro. E American Gods. E Neil Gaiman in generale.

venerdì 24 maggio 2019

Chernobyl

Suppongo che tutti abbiate una vaga idea di cosa sia successo a Chernobyl il 26 aprile 1986, ma in caso ci fosse qualcuno troppo giovane per saperlo: è stato il più grande disastro nucleare mai successo, roba che solo Fukushima nel 2011 ci andrà vicino. Si tratta di un avvenimento profondamente drammatico le cui conseguenze sono ancora percepibili (tutt'ora a Chernobyl e dintorni non ci vai se non con permessi speciali e controllo radiazioni in entrata e in uscita), di cui non è stato possibile calcolare il numero preciso di morti, e tenete presente che il reattore sta ancora bruciando (ma la situazione è migliorata: adesso ti puoi avvicinare con tutte le precauzioni senza morire: prima ti avvicinavi con tutte le precauzioni e se ti andava bene qualche anno dopo morivi di cancro).
Ma parliamo del telefilm: da qualche settimana la HBO ha iniziato a trasmettere una miniserie che racconta quello che è successo dal momento in cui il reattore è esploso a non ho ben capito quando, ed è una serie che sto trovando eccellente nel comparto tecnico, interessantissima nella storia, e straziante a livello emotivo: è strano vedere una "storia" del genere, sapendo che il 90% dei personaggi sono persone reali, sapendo che ci sono ancora persone che quel disastro l'hanno vissuto, che ancora c'è chi ne paga le conseguenze. Ed è una situazione di cui gli autori sono consapevoli: non c'è una spettacolarizzazione dell'accaduto, noi l'esplosione neanche la vediamo, e anche quando inizieranno ad esserci le devastanti conseguenze dell'avvelenamento da radiazioni le vedremo sì in modo crudo, ma mai gratuito.
La storia segue, fondamentalmente, gli eventi: il modo in cui l'Unione Sovietica ha affrontato la crisi, che non è certo facile da mostrare senza cadere nei facili giudizi perché... perché il regime non voleva che si sapesse e fino all'ultimo ha cercato di nascondere l'incidente come se non fosse successo nulla, al punto da non avvisare il resto dell'Europa e ammettendolo solo quando - qualche giorno dopo - la nube radioattiva si presentò più o meno ovunque nel continente.
Quindi noi vediamo un governo che nega, che una volta risolta la crisi immediata non vuole che si indaghi sulle cause, che da un lato concede ogni cosa necessaria a salvare il salvabile ma dall'altro ha il braccino corto per minimizzare - anche con sé stesso - la portata dell'accaduto.
Ma vediamo anche chi fu incaricato di gestire la crisi, e fece letteralmente di tutto, il possibile e l'impossibile, per evitare una catastrofe ancora maggiore. Vediamo persone che si sono sacrificate, sapendo che andavano a morire, per far sì che l'incidente di Chernobyl fosse tragico ma non apocalittico. Vediamo persone che vanno a morire perché forse potrebbe peggiorare ancora, ma se lo farà senza un piano B moriranno a milioni, e poi scopri che quel particolare scenario non si presenterà ed è stato un sacrificio necessario ma inutile.
Una tragedia vera e propria, a cui si aggiungono avvenimenti semplicemente assurdi... ad esempio, sapevate che mentre tutti si adoperavano per spegnere il reattore 4 e scongiurare il più che concreto rischio che tutta la centrale saltasse in aria in una bellissima esplosione nucleare, i reattori 1,2 e 3 erano ancora funzionanti?
Torniamo alla mera finzione: dal punto di vista tecnico la ricostruzione degli ambienti d'epoca è spettacolare, la colonna sonora fa venire i brividi. Tutto il primo episodio è girato come un film dell'orrore, con un mostro che sta per arrivare a uccidere i protagonisti e tu soffri come un cane perché sai con cosa stanno combattendo ma loro manco per nulla.
Il cast è un qualcosa di incredibile: Jared Harris, Emily Watson, Stellan Skarsgard...
Insomma, penso si sia capito che questa miniserie non è che la consiglio, di più: dal 10 giugno sarà trasmessa anche qui da noi, e io già so che mi prenderò il cofanetto appena esce.

sabato 6 aprile 2019

Miracle Workers

Ogni tanto mi riesce di recuperare qualcosa dalla lista infinita dei pilot interessanti.
Miracle Workers è una miniserie che ha attirato il mio interesse per un unico motivo: c'è Daniel Radcliffe, uno che ha rischiato di restare imprigionato in un ruolo mainstream che invece si è costruito una carriera di tutto rispetto nel cinema indipendente. Poi però ho letto la trama, e ho capito che era destino a prescindere da tutto.
La nostra storia è ambientata alla Heaven Inc., che non è un'industria dal nome altisonante bensì il vero e proprio Paradiso, dove gli angeli lavorano per garantire il corretto funzionamento della Terra, nonostante la presenza di un ostacolo che rallenta il loro operato e diminuisce la loro efficienza: Dio.
Dio, trasandato ubriacone con il senso pratico di un bambino con deficit d'attenzione, ha smesso di preoccuparsi della sua creazione e si sa, una multinazionale senza un leader è destinata al fallimento - e infatti non è che le cose qui sulla Terra vadano proprio benissimo.
Il vero problema, però, è che Dio ritiene ormai impossibile salvare la situazione e decide quindi di distruggere il pianeta e ripartire da zero. Ma non ha fatto i conti con i nostri eroi.
Eliza è un giovane angelo idealista che - in virtù del suo voler cambiare le cose in meglio - viene assegnata al dipartimento preghiere esaudite, dove lavora un unico angelo - il nevrotico Craig - che deve rispondere a tutte le preghiere del mondo. Vedete, Eliza riesce a scommettere con Dio che se lei e Craig ce la faranno ad esaudire una preghiera impossibile in due settimane, il pianeta sarà salvo. La preghiera? Far mettere insieme Sam e Laura, due ragazzi imbranatissimi e timidissimi che già si piacciono.
Questa è una serie dove, nonostante abbia chiamato a raccolta tutta la buona volontà e imparzialità di cui sono dotata, non riesco a trovare difetti degni di ntoa, che non è un capolavoro solo perché non punta ad esserlo e perché ho visto e non ho dimenticato Galavant: il cast è fantastico (Steve Buscemi nei panni di Dio è geniale), la trama scommette tutto non sui drammi vari ma sull'assurdità della premessa, il modo in cui Eliza e Craig manipolano gli eventi (con conseguenze terrificanti e ridicole insieme) a me fa morire dalle risate... per non parlare di Sam e Laura, che sono super-adorabili ma anche la coppia peggiore da dover far mettere insieme in tempi brevi.
E brevi sono anche gli episodi: 25 minuti che scivolano via che è un piacere, e senza tempi morti.

Adorabile, divertente, e consigliatissima.

venerdì 22 marzo 2019

Northern Rescue

I drammi familiari sono uno dei miei tanti guilty pleasure: nei libri, per esempio, ogni tanto mi capita di leggere qualcosa di Jodi Picoult, e un modo sicuro per attirarmi sui gialli (in qualsiasi media) è promettermi una grande attenzione sul dramma umano.
Ci sono serie che hanno elevato il genere, come This is us, o quelli che il mondo ha amato ma per me erano guilty pleasure, come Everwood.
Poi c'è Northern Rescue, una serie così brutta che perfino io che ho visto Aftermath ho rinunciato.
Sulla carta le qualità per piacermi c'erano tutte: i West sono la classica famiglia da telefilm americano. Il padre John è un vigile del fuoco, la moglie Sarah non ho capito cosa fa se non essere perfetta, i tre figli si dividono nella classica triade figlia adolescente (Maddie) ribelle in conflitto coi genitori, figlio adolescente (Scout) sportivo, figlia minore (Tylor) genietto della famiglia, più la zia anticonformista Charlie. Ovviamente, come sempre accade in questo genere di storie, la madre muore per uno dei tumori più fulminanti della storia della tv, grazie anche ad un meraviglioso montaggio che non permette di capire cosa stia succedendo e che a una certa semplicemente taglia sul funerale.
Dopo la tragica perdita la famiglia si trasferisce nell'amena cittadina natale di John e Sarah, dove lui prende il comando della squadra di soccorso, ma siccome la sfiga li perseguita la casa della zia (che doveva ospitarli) brucia e per aiutarli la città gli permette di abitare in un parco acquatico abbandonato, sgombrato così bene che si sono dimenticati dentro un pinguino, che non si sa come non è morto di fame e che gli permettono di tenere tipo cane. O forse loro non hanno detto a nessuno che c'è un pinguino. Non ho ben capito.
Ora, ammetto che la storia del parco acquatico e del pinguino l'ho scoperta in corsa, sennò avrei quantomeno sospettato la natura trash della serie, ma nei due-tre episodi che ho visto (è su netflix, scorrono in automatico, ho pensato che magari si riprendeva) c'è l'epic fail: sono riusciti a prendere una premessa magari abusata ma sicuramente drammatica come la morte di una moglie, di una madre, di una sorella, per una malattia presentatasi all'improvviso, e a renderla il più vuota possibile. La sceneggiatura è atroce: nessun dialogo sembra naturale, nessun comportamento coerente con la perdita che i personaggi hanno subito (tipo che hanno scoperto la malattia della madre per via di uno svenimento improvviso, a una certa la figlia più piccola sviene dal nulla e nessuno è preoccupato). Sono tutti profondamente irritanti, scene che dovrebbero essere divertenti quadretti di famiglia che sono solo cattiverie gratuite (la figlia maggiore va da una psicologa per l'elaborazione del lutto, padre e fratelli fanno battute sul fatto che loro non pazzi), e l'impressione è che gli autori volessero essere super-impegnati e profondi in modo così sfacciato da rendere tutta la storia fastidiosa. Ma tanto, tanto fastidiosa.
Gli attori, poi, recitano veramente male. Non sono facce conosciute, quindi ammetto di non sapere se sono proprio cani a prescindere o se semplicemente non sono capaci di dirigerli e non hanno idea di cosa fare.
Alla fine posso riassumere ciò che ho visto di questa serie in una sola immagine.
Se netflix ve lo dovesse suggerire, state alla larga: non è neanche così trash da essere divertente.